Discoteca con annessa attività di somminstrazione

Buongiorno, nel nostro comune è presente una attività di discoteca con annessa somministrazione.
L’attività prevalente di discoteca deve effettuare una ristrutturazione dei locali adibiti al ballo.
Ci chiediamo se l’attività secondaria di somministrazione che si svolge in un altro spazio non oggetto di ristrutturazione, possa rimanere aperta anche se l’attività prevalente è chiusa.
Grazie

Discoteca con Annessa Attività di Somministrazione: Normativa e Requisiti

CONTENUTO

In Italia, la gestione di una discoteca con annessa attività di somministrazione è disciplinata da una serie di normative che regolano sia l’aspetto della somministrazione di alimenti e bevande sia quello degli spettacoli pubblici. La base normativa principale è il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), in particolare l’articolo 69, che stabilisce le modalità di somministrazione di alimenti e bevande nei pubblici esercizi.

In aggiunta, il D.Lgs. 142/1998 regola gli spettacoli pubblici, richiedendo specifiche autorizzazioni per l’organizzazione di eventi musicali e di intrattenimento. Per avviare un’attività di questo tipo, è necessario presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Servizio Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune competente.

Altri requisiti fondamentali includono:

  • Agibilità: secondo il D.M. 19/08/1996, è necessario ottenere un certificato di agibilità che attesti la sicurezza e la conformità del locale.
  • Normative antincendio: il D.M. 22/01/2008 stabilisce le misure di sicurezza da adottare per prevenire incendi e garantire la sicurezza dei clienti.
  • Normativa HACCP: per garantire la sicurezza alimentare, è obbligatorio seguire le linee guida del sistema di autocontrollo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points).

Un esempio pratico è rappresentato dal Frontemare Ristorante & Musica a Miramare, Rimini, che offre una cena a base di pesce e opzioni vegane, seguita da un dj set fino alle 3 del mattino, attirando una clientela over 40. Un altro esempio è il Bar Club Jackie a Val Thorens, che combina sushi e cocktail con musica funky house.

CONCLUSIONI

Gestire una discoteca con annessa attività di somministrazione richiede una conoscenza approfondita delle normative vigenti e il rispetto di procedure specifiche per garantire la legalità e la sicurezza dell’attività. È fondamentale che i gestori siano informati e aggiornati sulle leggi che regolano il settore per evitare sanzioni e garantire un servizio di qualità.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, comprendere la normativa relativa alle discoteche e alle attività di somministrazione è cruciale, poiché possono trovarsi a gestire pratiche autorizzative o controlli di conformità. Una preparazione adeguata su questi temi può rappresentare un vantaggio significativo nei concorsi pubblici e nelle carriere all’interno della pubblica amministrazione.

PAROLE CHIAVE

Discoteca, somministrazione, TULPS, SCIA, agibilità, normative antincendio, HACCP, pubblici spettacoli.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  • R.D. 773/1931 - Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS)
  • D.Lgs. 142/1998 - Disciplina degli spettacoli pubblici
  • D.M. 19/08/1996 - Norme per l’agibilità dei locali
  • D.M. 22/01/2008 - Norme di prevenzione incendi
  • Regolamento CE 852/2004 - Igiene dei prodotti alimentari (HACCP)

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Bene, la domanda però è: posso tenere aperta l’attività di sommnistrazione annessa e chiudere solo l’attività di ballo?

In alcune risoluzioni, relative anche a questioni differenti, il MISE aveva ritenuto che le attività di somministrazione di alimenti e bevande effettuate congiuntamente ad un’attività principale di diversa tipologia, quali ad esempio discoteche, teatri, sale cinematografiche, rientrassero fra quelle fruibili solo previo possesso di un titolo di ingresso.
Se ne dovrebbe dedurre che se la discoteca è chiusa (= non può rilasciare un titolo d’ingresso) non è fruibile neppure l’annessa attività di somministrazione.
Il medesimo concetto dovrebbe essere espresso anche da leggi regionali in materia di somministrazione di alimenti e bevande: in Lombardia, ad esempio, l’art. 68 della L.R. 6/2010 stabilisce che “L’attività di intrattenimento si intende prevalente nei casi in cui la superficie utilizzata per il suo svolgimento è pari almeno ai tre quarti della superficie complessiva a disposizione, esclusi i magazzini, i depositi, gli uffici e i servizi, e la somministrazione di alimenti e bevande è effettuata esclusivamente nei confronti di chi usufruisce a pagamento dell’attività di intrattenimento.

Le questioni in gioco sono plurime (programmazione regionale e criteri comunali per il rilascio delle autorizzazioni in zone tutelate, a cui non sarebbero soggette le attività di somministrazione svolte congiuntamente ad un’attività principale di intrattenimento; sorvegliabilità dei locali; condizioni di sicurezza del cantiere; ecc. ecc.), ma - qualora sussistano i requisiti richiesti e se i lavori di ristrutturazione della discoteca fossero particolarmente lunghi - forse il titolare potrebbe valutare la possibilità di presentare una SCIA per l’apertura di un’autonoma attività di somministrazione, che poi sarebbe chiusa nel momento in cui l’attività tornasse ad essere svolta congiuntamente a quella principale di intrattenimento.

Grazie, tutto chiaro.