Discriminazione nelle modalità di imposizione del pagamento di tasse e tributi. - Conseguenze

Buongiorno.
Se in via di supposizione un determinato comune applicasse in modo discriminatorio la procedura esecutiva o per meglio dire l’esecuzione forzata (ingiunzione, cartella esattoriale, intimazione di pagamento, fermo, pignoramenti etc.) per il recupero dei propri crediti a titolo di tasse e imposte e per chi non paga ad esempio le tasse come Tari, acqua o altri tributi come l’IMU.
La stessa procedura invece non verrebbe applicata per l’occupazione di suolo pubblico nei confronti dei commercianti che non pagano il relativo tributo.
Ci troveremmo di fronte ad una palese ed ingiustificata discriminazione, giusto?
Tale discriminazione può determinare o no una legittima richiesta di annullamento delle proprie tasse , atteso l’ipotetico diverso trattamento riservato ai cittadini?
Grazie per le risposte

omniarobot
Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:

In generale, il principio di non discriminazione è un cardine del diritto sia a livello nazionale che internazionale. Questo principio implica che soggetti in situazioni analoghe non debbano essere trattati in modo diverso senza una giustificazione oggettiva e ragionevole. Nel contesto delle procedure esecutive per il recupero di crediti da tasse e imposte da parte di un ente pubblico, come un comune, l’applicazione discriminatoria di tali procedure potrebbe violare tale principio.

Teoria Generale del Diritto

  1. Principio di Non Discriminazione: Fondamentale nel diritto amministrativo, assicura che l’azione amministrativa sia esercitata in modo imparziale.
  2. Principio di Legalità: Le amministrazioni pubbliche devono agire in conformità con la legge, che prevede modalità e condizioni per l’esecuzione forzata dei crediti.

Norme Relative alla Teoria

  • Costituzione Italiana: Articoli 3 (principio di eguaglianza) e 97 (buon andamento e imparzialità della P.A.).
  • Codice di Procedura Civile: Regola le procedure esecutive, inclusi pignoramenti e fermi.
  • Legge 241/1990: Norme sull’azione amministrativa e i diritti dei cittadini nei confronti della P.A.

Esempi Concreti

Se un comune applicasse le procedure esecutive solo per alcuni tributi (come TARI o IMU) e non per altri (come l’occupazione di suolo pubblico), ciò potrebbe essere considerato discriminatorio se non vi fossero motivazioni legittime e oggettive per tale diverso trattamento. Ad esempio, potrebbe essere giustificato se l’ente avesse una politica di tolleranza temporanea per specifiche categorie economiche in difficoltà, purché tale politica fosse applicata in modo trasparente e non arbitrario.

Conclusione Sintetica

La discriminazione nell’applicazione delle procedure esecutive per il recupero di crediti da parte di un comune potrebbe violare i principi di non discriminazione e legalità. Tuttavia, l’annullamento delle proprie tasse non è automaticamente legittimo solo perché esiste un diverso trattamento; sarebbe necessario dimostrare che tale trattamento non ha giustificazioni oggettive e viola i principi di legge.

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Bibliografia