DOCFAP DIP e quadro delle necessità

Buonasera,

vorrei capire quale è la differenza tra DOCFAP e progetto di fattibilità tecnica ed economica (sembrano simili).

Inoltre vorrei capire se il QUADRO ESIGENZIALE va sempre fatto per ogni lavoro (anche sotto soglia) e quale è l’oggetto del DOCFAP.

Grazie @Simone.Chiarelli

Nel quadro del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), la distinzione tra i documenti della fase preparatoria e i livelli di progettazione veri e propri risponde a una sequenza logica ben precisa.

1. Differenza tra DOCFAP e PFTE

Sebbene possano sembrare simili perché analizzano entrambi aspetti di fattibilità, operano su livelli e momenti decisionali distinti:

Caratteristica DOCFAP (Doc. di Fattibilità delle Alternative Progettuali) PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica)
Fase procedurale Pre-progettuale / Programmazione 1° Livello di progettazione reale
Obiettivo principale Comparare più soluzioni alternative (o l’opzione “non fare”) per scegliere la strategia migliore. Sviluppare nei dettagli la singola soluzione già individuata, definendone costi, tempi e fattibilità.
Input di partenza Quadro Esigenziale (fabbisogni dell’ente). Documento di Indirizzo della Progettazione (DIP) o DOCFAP approvato.
Evoluzione nel Codice Strumento propedeutico al DIP e alla progettazione. Sostituisce il vecchio Progetto Preliminare/Definitivo (il Codice ha 2 livelli: PFTE ed Esecutivo).

Sintesi: Il DOCFAP risponde alla domanda: “Qual è la strada o l’opzione migliore tra diverse alternative per risolvere questo problema?”

Il PFTE risponde alla domanda: “Come progettiamo nei dettagli e quanto costa esattamente la soluzione che abbiamo già scelto?”

2. Qual è l’oggetto del DOCFAP?

L’oggetto del DOCFAP (disciplinato dall’Art. 2 dell’Allegato I.7 al D.Lgs. 36/2023) è l’analisi comparativa delle diverse opzioni ipotizzabili per soddisfare i fabbisogni dell’amministrazione.

Nello specifico, il DOCFAP esamina e mette a confronto:

  • L’opzione zero: La valutazione dell’ipotesi di non realizzazione dell’intervento.

  • Alternative localizzative, di tracciato o tipologiche: Scelte su dove realizzare l’opera o con quali modalità funzionali/tecnologiche.

  • Analisi Costi-Benefici: Il confronto tra costi complessivi da sostenere e benefici attesi per la collettività e l’ambiente.

  • Sostenibilità ambientale e vincoli: Valutazione preliminare dell’impatto ambientale e paesaggistico.

Il DOCFAP si conclude con l’individuazione motivata della soluzione progettuale ottimale.

Quando è obbligatorio il DOCFAP?

  • Sopra soglia UE: La redazione del DOCFAP è sempre obbligatoria per i lavori di importo pari o superiore alla soglia comunitaria (Art. 14 D.Lgs. 36/2023) .

  • Sotto soglia UE: È facoltativo; spetta alla Stazione Appaltante valutarne l’opportunità in base alla complessità dell’intervento.

3. Il Quadro Esigenziale va fatto per ogni lavoro (anche sotto soglia)?

Sì, il Quadro Esigenziale (QE) esprime le necessità, gli obiettivi generali e i fabbisogni qualitativi e quantitativi del committente/collettività (Art. 1 Allegato I.7 ).

La regola applicativa:

  • Obbligatorietà di principio: Non si può avviare alcun processo di spesa o progettazione pubblica senza aver definito il fabbisogno che motiva l’opera. Il QE costituisce l’atto fondamentale di avvio dell’iter.

  • Principio di Proporzionalità (Art. 41, co. 5 e Allegato I.7): L’ampiezza e la formalizzazione del Quadro Esigenziale variano in base al valore e alla complessità del lavoro.

    • Per lavori complessi o sopra soglia, il QE è un documento autonomo e strutturato.

    • Per lavori di modesta entità / sotto soglia, non occorre un elaborato autonomo ridondante: il Quadro Esigenziale viene di norma assorbito o integrato direttamente all’interno del DIP (Documento di Indirizzo della Progettazione) redatto dal RUP o negli atti della programmazione triennale.

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