Buonasera,
quando un affidamento diretto sotto i 5000 euro rappresenta un frazionamento artificioso? Per intenderci, considerando la deroga al principio di rotazione, é possibile acquistare ogni anno riviste per un importo di 500 euro procedendo ad affidamento diretto nei confronti dello stesso operatore economico?
Grazie @Simone.Chiarelli
Frazionamento Artificioso e Affidamento Diretto: Normative e Implicazioni
CONTENUTO
Il frazionamento artificioso rappresenta una pratica scorretta nel settore degli appalti pubblici, in cui un ente suddivide un appalto in lotti più piccoli per eludere le soglie previste dalla normativa vigente. Questa condotta è espressamente vietata dall’art. 14 del Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 36/2023) e dal D.M. 93348, che stabiliscono le regole per l’affidamento degli appalti e le procedure da seguire.
Il frazionamento artificioso si verifica quando un ente pubblico tenta di evitare l’applicazione di procedure obbligatorie, come la procedura aperta, per appalti che superano le soglie di valore stabilite. Le conseguenze di tale comportamento possono essere gravi, includendo la decadenza dal finanziamento e il recupero delle somme erogate, qualora si riscontri uno scostamento superiore al 25% rispetto al valore stimato dell’appalto.
In contesti specifici come il project financing nel settore eolico, è fondamentale prestare attenzione a indizi di elusione, come intrecci societari o coincidenze temporali e spaziali, che possono configurare una violazione delle normative sugli incentivi (D.M. 23/6/2016).
Per quanto riguarda gli affidamenti diretti, è vietato frazionare contratti per aggirare la rotazione degli appalti o le soglie di rilevanza comunitaria. Le uniche eccezioni consentite riguardano situazioni di urgenza, sempre senza alterare il valore stimato dell’appalto.
In ambito antiriciclaggio e tributario, il frazionamento di pagamenti in contante superiori a 10.000 euro al mese è vietato per evitare la tracciabilità delle transazioni (SARA). La Corte di Cassazione ha anche stabilito che il frazionamento in cessioni di ramo d’azienda è inammissibile quando vi è una dipendenza strutturale tra le operazioni.
CONCLUSIONI
Il frazionamento artificioso e l’affidamento diretto sono pratiche che, se non gestite correttamente, possono portare a gravi conseguenze legali e finanziarie per gli enti pubblici. È fondamentale che i dipendenti della pubblica amministrazione e i concorsisti siano consapevoli delle normative e delle sanzioni associate a tali comportamenti.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è essenziale comprendere le norme che regolano gli appalti e le procedure di affidamento. La conoscenza delle sanzioni e delle implicazioni legali del frazionamento artificioso è cruciale per garantire la trasparenza e l’integrità delle operazioni pubbliche.
PAROLE CHIAVE
Frazionamento artificioso, affidamento diretto, appalti pubblici, Codice dei Contratti Pubblici, sanzioni, project financing, urgenza, tracciabilità.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- D.lgs. 36/2023 - Codice dei Contratti Pubblici.
- D.M. 93348.
- D.M. 23/6/2016.
- SARA - Sistema di Allerta per il Rischio Antiriciclaggio.
- Cassazione, sentenze sul frazionamento in cessioni di ramo d’azienda.

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Il tema che sollevi tocca uno dei punti più delicati del nuovo Codice degli Appalti ($D.Lgs. 36/2023$): l’equilibrio tra la semplificazione amministrativa (che permette di derogare alla rotazione sotto i 5.000 euro) e il divieto di frazionamento artificioso.
Ecco un’analisi dettagliata per rispondere al tuo caso specifico.
1. Il Quadro Normativo
Il nuovo Codice introduce due regole apparentemente in contrasto:
- Deroga alla Rotazione (Art. 49, comma 6): Per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro, la stazione appaltante non è tenuta ad applicare il principio di rotazione. In teoria, puoi riaffidare allo stesso operatore.
- Divieto di Frazionamento (Art. 14, comma 4): Un appalto non può essere frazionato allo scopo di evitare l’applicazione delle norme del Codice o per eludere le soglie di importo che imporrebbero procedure più rigorose.
Quando scatta l’artificiosità?
Un frazionamento è considerato “artificioso” quando la stazione appaltante, pur sapendo di aver bisogno di un servizio/fornitura su base annuale o pluriennale, decide di procedere con singoli micro-affidamenti separati invece di un unico contratto di durata.
L’ANAC e la giurisprudenza amministrativa utilizzano alcuni indici per rilevarlo:
- Omogeneità: I beni o servizi acquistati sono gli stessi (es. sempre riviste dello stesso settore).
- Prevedibilità: Il fabbisogno è noto in anticipo e si ripete ciclicamente (es. abbonamenti annuali).
- Unicità dell’operatore: Gli affidamenti avvengono sistematicamente verso lo stesso fornitore.
2. Il caso delle riviste (500€/anno)
Nel tuo esempio (acquisto di riviste per 500 euro l’anno), la situazione va analizzata sotto il profilo della programmazione.
È possibile procedere ogni anno?
Sì, ma con estrema cautela. Se la spesa di 500 euro è legata a un abbonamento che scade e deve essere rinnovato, la corretta procedura amministrativa prevederebbe la stima del fabbisogno su un arco temporale ragionevole (es. 3 o 5 anni).
- Il calcolo della soglia: Se sai che acquisterai quelle riviste per i prossimi 5 anni, il valore dell’affidamento da considerare non è 500 euro, ma 2.500 euro ($500 \times 5$).
- Rischio Frazionamento: Se il valore complessivo stimato (anche pluriennale) rimane sotto i 5.000 euro, il rischio di contestazione per “frazionamento artificioso” è molto basso, poiché anche aggregando la spesa resteresti comunque nella fascia di massima semplificazione dove la rotazione è derogata.
Nota Bene: Il problema sorge se, sommando gli acquisti ricorrenti, superi la soglia dei 5.000 euro (facendo scattare l’obbligo di rotazione) o, peggio, la soglia dei 140.000 euro (facendo scattare procedure negoziate o gare).
3. Sintesi Operativa
Ecco una tabella per orientarti nelle decisioni:
| Situazione | Azione Consigliata | Rischio di Violazione |
|---|---|---|
| Spesa isolata < 5.000€ | Affidamento diretto puro. | Nullo. |
| Spesa ricorrente (500€/anno) Totale pluriennale < 5.000€ | Puoi procedere annualmente citando l’Art. 49 c.6, ma sarebbe meglio un unico contratto triennale. | Molto Basso. |
| Spesa ricorrente Totale pluriennale > 5.000€ | Obbligo di programmazione. Devi fare un unico affidamento e applicare la rotazione al termine del contratto. | Alto (se procedi con micro-affidamenti per evitare la rotazione). |
Consiglio pratico
Anche se la norma ti permette di derogare alla rotazione sotto i 5.000 euro, l’ANAC suggerisce sempre di motivare brevemente la scelta (es. “operatore che offre condizioni economiche vantaggiose e continuità del servizio già verificata”). Per acquisti di modesta entità come quello delle riviste, la prassi di procedere annualmente è tollerata, purché non sia un modo per nascondere una spesa complessiva molto più alta.