Giustizia Amministrativa - Abuso di posizione dominante della FIGC e autonomia del diritto antitrust rispetto all’ordinamento sportivo https://share.google/n3cWIYWLHeEVbXSwL
Giustizia Amministrativa: Abuso di posizione dominante della FIGC e autonomia del diritto antitrust
CONTENUTO
La recente sentenza n. 102/2026 del Consiglio di Stato ha acceso i riflettori su un tema cruciale per il mondo sportivo e per la sua regolamentazione: l’abuso di posizione dominante da parte della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). La decisione ha confermato che la FIGC, in virtù della sua posizione preminente nel panorama calcistico italiano, ha adottato pratiche escludenti nei tornei giovanili, limitando la concorrenza con Enti di Promozione Sportiva (EPS) come Libertas, in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).
Il Consiglio di Stato ha chiarito che l’ordinamento sportivo non esclude la possibilità di valutazioni antitrust autonome. Ciò significa che la legittimità degli atti della FIGC, come i comunicati ufficiali, può essere esaminata al di fuori del contesto della giustizia sportiva. Gli elementi costitutivi dell’abuso di posizione dominante includono la capacità di esercitare un effetto escludente e lo sfruttamento di tale posizione senza basarsi su meriti oggettivi, indipendentemente dagli effetti concreti delle azioni intraprese.
In particolare, la sentenza ha evidenziato l’illegittimità delle restrizioni imposte dalla FIGC riguardo alle autorizzazioni discrezionali e alla partecipazione a eventi ludico-amatoriali. È stato sottolineato che il concetto di “agonismo” deve essere definito sulla base di criteri sostanziali, non limitandosi a considerazioni anagrafiche. Inoltre, la FIGC è stata obbligata a rimuovere vincoli sproporzionati, garantendo il diritto al doppio tesseramento e la libertà degli atleti di partecipare a diverse competizioni.
CONCLUSIONI
La sentenza del Consiglio di Stato rappresenta un precedente significativo per il pluralismo sportivo in Italia, affermando che le norme antitrust possono e devono applicarsi anche nel contesto sportivo. Questo approccio non solo tutela la concorrenza, ma promuove anche un ambiente sportivo più equo e inclusivo.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la sentenza offre spunti importanti sulla necessità di comprendere le interazioni tra diritto amministrativo e diritto antitrust. È fondamentale che i funzionari pubblici siano consapevoli delle implicazioni legali delle loro decisioni, specialmente in contesti dove la regolamentazione sportiva e le normative antitrust si intersecano.
PAROLE CHIAVE
Giustizia Amministrativa, FIGC, Abuso di Posizione Dominante, Antitrust, Diritto Sportivo, Concorrenza, Pluralismo Sportivo.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), art. 102.
- Sentenza n. 102/2026 del Consiglio di Stato.
- Normativa italiana sugli Enti di Promozione Sportiva.

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