Giustizia Amministrativa - News UM n. 11/2026. Polizia di Stato e progressione interna: alla Corte costituzionale l'omessa retrodatazione della decorrenza giuridica ed economica https://share.google/9u7Ik0AUnTfXgm1Xy

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La Questione di Costituzionalità sulla Progressione Interna nella Polizia di Stato

CONTENUTO

Recentemente, la Corte Costituzionale ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità sollevata dal Consiglio di Stato riguardo all’art. 14, comma 1, lett. n), del d.lgs. 5 ottobre 2018, n. 126. Questa norma riguarda la progressione interna nella Polizia di Stato e, in particolare, l’omessa retrodatazione della decorrenza giuridica ed economica delle progressioni stesse.

La questione è stata sollevata con ordinanza del 2 gennaio 2026, n. 6, e verte sulla compatibilità della norma con gli articoli 3, commi 1° e 2°, e 97, comma 2° della Costituzione. Questi articoli tutelano il principio di uguaglianza e l’imparzialità della pubblica amministrazione, elementi fondamentali per garantire un trattamento equo e giusto per tutti i dipendenti pubblici.

La disposizione impugnata ha modificato l’art. 2, comma 1, lett. ll), del d.lgs. 29 maggio 2017, n. 95, incidendo sulle modalità di progressione del personale di polizia e sulla decorrenza dei relativi effetti economici e giuridici. In particolare, la norma ha suscitato preoccupazioni riguardo al fatto che l’assenza di retrodatazione potrebbe ledere i diritti dei dipendenti, creando disparità di trattamento tra coloro che hanno ottenuto la progressione e quelli che, pur avendone diritto, non vedono riconosciuti i benefici economici retroattivi.

CONCLUSIONI

La questione di costituzionalità sollevata dal Consiglio di Stato rappresenta un’importante opportunità per rivedere e, se necessario, riformare le norme che regolano la progressione interna nella Polizia di Stato. La Corte Costituzionale avrà il compito di valutare se la norma impugnata rispetti i principi di uguaglianza e imparzialità, fondamentali per il corretto funzionamento della pubblica amministrazione.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici, in particolare quelli della Polizia di Stato, l’esito di questa questione di costituzionalità potrebbe avere un impatto significativo sulle loro carriere e sui diritti economici. È fondamentale che i dipendenti siano informati e consapevoli delle possibili modifiche normative che potrebbero derivare da questa decisione, in quanto potrebbero influenzare le modalità di progressione e i diritti economici connessi.

Per i concorsisti, la questione sottolinea l’importanza di un sistema di reclutamento e progressione che rispetti i principi costituzionali, garantendo pari opportunità a tutti i candidati.

PAROLE CHIAVE

Corte Costituzionale, progressione interna, Polizia di Stato, uguaglianza, imparzialità, diritti dei dipendenti, normativa.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 3, commi 1° e 2°.
  2. Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 97, comma 2°.
  3. D.Lgs. 5 ottobre 2018, n. 126.
  4. D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 95.

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