Giustizia Amministrativa - News UM n. 21/2026. Per la Corte di giustizia UE il diritto di prelazione in favore del promotore nella finanza di progetto è incompatibile con il diritto eurounitario https://share.google/brHLgljo0T7Pdk70b
Giustizia Amministrativa: La Sentenza della Corte di Giustizia UE sul Diritto di Prelazione nella Finanza di Progetto
CONTENUTO
Il 5 febbraio 2026, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha emesso una sentenza (C-810/24) che ha dichiarato incompatibile con il diritto eurounitario il diritto di prelazione del promotore nella finanza di progetto, come previsto dall’articolo 183, comma 15, del D.Lgs. 50/2016 e dall’articolo 193 del D.Lgs. 36/2023. Questa decisione si basa su una violazione dei principi fondamentali del mercato interno, in particolare l’articolo 49 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che garantisce la libertà di stabilimento, e i principi di parità di trattamento, trasparenza, concorrenza e proporzionalità stabiliti dalla Direttiva 2014/23/UE.
La CGUE ha evidenziato come il diritto di prelazione possa distorcere la competizione nelle gare d’appalto, favorendo il promotore che ha la possibilità di adeguare la propria offerta anche dopo l’aggiudicazione. Questa situazione crea un vantaggio ingiustificato per il promotore, compromettendo l’equità del processo di selezione e l’accesso al mercato per altri operatori.
Il Consiglio di Stato italiano, avendo sollevato la questione pregiudiziale ex articolo 267 TFUE, ha ora l’obbligo di conformarsi alla pronuncia della CGUE, che vincola i giudici nazionali. Sebbene la finanza di progetto rimanga uno strumento valido, la sua applicazione dovrà avvenire senza il meccanismo di prelazione, garantendo così una maggiore equità nelle gare pubbliche.
CONCLUSIONI
La sentenza della CGUE rappresenta un importante passo verso la tutela della concorrenza e della trasparenza nel settore degli appalti pubblici. La rimozione del diritto di prelazione per i promotori nella finanza di progetto è un segnale chiaro della necessità di garantire un ambiente di gara equo e competitivo, in linea con i principi europei.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, questa sentenza implica una revisione delle procedure di gara e della normativa vigente in materia di finanza di progetto. È fondamentale che i funzionari pubblici siano aggiornati sulle nuove disposizioni e sulle modalità di attuazione delle gare, in modo da garantire la conformità alle normative europee e nazionali. Inoltre, i concorsisti dovrebbero essere preparati a gestire situazioni in cui la trasparenza e la concorrenza siano al centro delle valutazioni.
PAROLE CHIAVE
Giustizia Amministrativa, Corte di Giustizia UE, diritto di prelazione, finanza di progetto, appalti pubblici, concorrenza, trasparenza.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- D.Lgs. 50/2016, art. 183, co. 15
- D.Lgs. 36/2023, art. 193
- TFUE, art. 49
- Direttiva 2014/23/UE, art. 3 par. 1, 30, 41 e considerando 68
- TFUE, art. 267

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