Giustizia Amministrativa - News UM n. 51/2026. Servizi legali esclusi: alla Corte di giustizia UE la questione dell’applicabilità dei principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione e trasparenza https://share.google/EYJpMCj5yOaUXZhMs
News UM n. 51/2026: Servizi legali esclusi e applicabilità dei principi di trasparenza e concorrenza alla Corte UE
CONTENUTO
La questione centrale, sollevata tramite rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE, riguarda l’estensione dei principi di concorrenza, imparzialità, non discriminazione e trasparenza ai cosiddetti servizi legali esclusi dall’ambito di applicazione oggettiva delle procedure ordinarie del Codice dei contratti pubblici.
Il dubbio interpretativo nasce dal coordinamento tra la normativa europea e quella nazionale:
- L’art. 10 della direttiva 2014/24/UE elenca specifiche tipologie di servizi legali che non rientrano nel campo di applicazione della direttiva stessa.
- Il diritto interno, attraverso gli artt. 3 e 13 del d.lgs. 36/2023 (nuovo Codice Appalti), definisce il perimetro dei contratti esclusi e i principi applicabili.
Il nodo giuridico risiede nel determinare se l’esclusione “oggettiva” di tali servizi comporti una totale libertà della Pubblica Amministrazione nell’affidamento o se, al contrario, debbano comunque essere garantiti i principi cardine del Trattato UE. La giurisprudenza europea ha infatti già chiarito che, per gli appalti esclusi o sotto soglia, è necessario rispettare i principi fondamentali qualora sussista un interesse transfrontaliero certo. La pronuncia dovrà chiarire se tale orientamento valga anche per la specifica categoria dei servizi legali, bilanciando l’esclusione normativa con l’esigenza di tutela della concorrenza e della trasparenza dell’azione amministrativa.
CONCLUSIONI
L’effetto pratico della futura decisione sarà dirimente per stabilire se le stazioni appaltanti, nel conferire incarichi legali “esclusi”, debbano comunque attivare procedure minime di confronto concorrenziale o dare adeguata pubblicità alla scelta, superando l’idea di una discrezionalità assoluta e insindacabile nel rapporto fiduciario tra ente e avvocato.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: estrema cautela nell’affidamento diretto di incarichi legali. In attesa della decisione della Corte UE, è opportuno motivare rigorosamente la scelta del professionista e verificare la sussistenza di un eventuale “interesse transfrontaliero certo”, onde evitare contestazioni circa la violazione dei principi di imparzialità e trasparenza che potrebbero generare profili di responsabilità amministrativa.
- Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito del Diritto Amministrativo e della Contrattualistica Pubblica. È fondamentale il collegamento con il sistema delle fonti (rapporto tra Direttive UE e Codice nazionale) e con i nuovi principi del d.lgs. 36/2023, in particolare il principio del risultato e della fiducia, nonché la distinzione tra appalti “sopra soglia”, “sotto soglia” e “contratti esclusi”.
PAROLE CHIAVE
Servizi legali, Codice Appalti, Corte di Giustizia UE, Principi generali, Trasparenza, Concorrenza, d.lgs. 36/2023, Interesse transfrontaliero.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- News UM n. 51/2026: Documento di riferimento contenente la segnalazione del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE.
- Art. 10 Direttiva 2014/24/UE: Norma europea che elenca le esclusioni specifiche per i servizi legali.
- Art. 3 d.lgs. 36/2023: Disposizione del Codice Appalti relativa ai principi generali e all’ambito di applicazione.
- Art. 13 d.lgs. 36/2023: Disciplina dei contratti esclusi dall’applicazione del Codice.

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