Giustizia Amministrativa - News UM n. 69/2026. Impianti FER e legge regionale sarda: parziale inammissibilità e restituzione degli atti al giudice a quo per jus superveniens https://share.google/FdaSaxzl48ah3nbiI

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News UM n. 69/2026 e Corte Cost. n. 184/2025: Illegittimo il divieto assoluto di impianti FER previsto dalla L.R. Sardegna n. 20/2024

CONTENUTO

Secondo quanto riportato dalla News UM n. 69/2026, la questione relativa alla realizzazione di impianti di Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) in Sardegna subisce una svolta decisiva a seguito della sentenza n. 184 del 16 dicembre 2025 della Corte Costituzionale. La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge regionale sarda n. 20/2024 (nello specifico gli articoli 1 e 3) nella parte in cui introduceva un divieto assoluto di installazione di impianti FER nelle cosiddette «aree non idonee».

Il ragionamento espresso dalla Corte e ripreso dal giudice amministrativo si fonda sulla distinzione tra la qualificazione di un’area come “non idonea” e l’imposizione di un divieto aprioristico. La giurisprudenza ha ribadito che:

  • La non idoneità di un sito non può tradursi in un divieto assoluto e generalizzato, privo di un’adeguata istruttoria tecnica.
  • Tale divieto non può travolgere retroattivamente gli atti autorizzativi già rilasciati, poiché ciò lederebbe il legittimo affidamento degli operatori e il principio della certezza del diritto.

Originariamente, il TAR Sardegna, con la sentenza non definitiva n. 1163 del 12 dicembre 2025, aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale, pur escludendo la possibilità di disapplicare direttamente la norma per contrasto con il diritto eurounitario. A seguito della parziale abrogazione della legge operata dalla Consulta, si è configurato un caso di jus superveniens. Di conseguenza, è stata disposta la parziale inammissibilità del ricorso originario e la restituzione degli atti al giudice a quo (TAR Sardegna), il quale non può più decidere sulla base della norma dichiarata incostituzionale.

CONCLUSIONI

La pronuncia della Corte Costituzionale ristabilisce il primato della motivazione tecnica e della proporzionalità nell’individuazione delle aree per impianti FER. L’effetto pratico è la caducazione dei blocchi automatici previsti dalla normativa regionale sarda e il ritorno della competenza al TAR per la ridefinizione delle controversie pendenti alla luce del nuovo quadro normativo.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: è necessaria un’estrema cautela nell’adozione di provvedimenti di diniego o sospensione basati esclusivamente su mappature di “aree non idonee” in assenza di una puntuale motivazione tecnica. L’annullamento di atti autorizzativi già consolidati senza basi scientifiche certe espone l’amministrazione a profili di responsabilità per lesione del legittimo affidamento e possibili ricorsi risarcitori.
  • Per il Concorsista: il tema è centrale nelle prove di Diritto Amministrativo e Diritto Regionale. Occorre approfondire l’istituto della restituzione degli atti al giudice a quo per jus superveniens nel processo amministrativo, il limite del potere regolatorio regionale in materia di energia e il principio di tutela dell’affidamento nel diritto eurounitario e nazionale.

PAROLE CHIAVE

Impianti FER, Legittimo affidamento, Jus superveniens, Corte Costituzionale, TAR Sardegna, Aree non idonee, Certezza del diritto.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Legge regionale Sardegna n. 20/2024: Normativa regionale che prevedeva il divieto di impianti FER in aree non idonee, dichiarata parzialmente illegittima.
  2. Sentenza Corte Costituzionale n. 184 del 16 dicembre 2025: Pronuncia che ha rimosso gli artt. 1 e 3 della legge sarda per contrasto con i principi costituzionali.
  3. Sentenza TAR Sardegna n. 1163 del 12 dicembre 2025: Sentenza non definitiva che ha dato origine al rinvio alla Corte Costituzionale.
  4. News UM n. 69/2026: Documento di segnalazione giurisprudenziale sulla parziale inammissibilità e restituzione degli atti.

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