Giustizia Amministrativa - Sul procedimento di verifica dell'anomalia dell'offerta e i costi della manodopera https://share.google/zBLKbOSahsC3BVGeB

Giustizia Amministrativa - Sul procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta e i costi della manodopera Giustizia Amministrativa - Sul procedimento di verifica dell'anomalia dell'offerta e i costi della manodopera

Cons. Stato n. 4088/2026 e TAR Lazio n. 1954/2026: Obbligatorietà e limiti della verifica di anomalia sui costi della manodopera

CONTENUTO

La recente giurisprudenza amministrativa (Cons. Stato, Sez. V, sent. 21/05/2026, n. 4088; TAR Lazio, sent. 02/02/2026, n. 1954) ha ribadito principi fondamentali in materia di appalti pubblici, focalizzandosi sul subprocedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta.

Secondo i giudici, la verifica di anomalia dei costi della manodopera è obbligatoria e non può risolversi in un esame superficiale. La stazione appaltante deve condurre un’istruttoria concreta e fornire una motivazione analitica, evitando giudizi generici. Un punto cardine riguarda il rapporto tra l’offerta e le tabelle ministeriali: ai sensi dell’art. 110, d.lgs. 36/2023, lo scostamento (ribasso) rispetto ai valori tabellari non comporta l’esclusione automatica dell’operatore economico. All’impresa deve essere data la possibilità di dimostrare la propria efficienza organizzativa che giustifichi il minor costo.

L’esclusione della ditta dalla gara risulta illegittima qualora sia fondata su una mera “apparenza” di anomalia o su errori di fatto macroscopici da parte dell’amministrazione. La valutazione della sostenibilità economica deve tenere conto dei contratti collettivi vigenti, inclusi i rinnovi collettivi, garantendo che l’offerta sia realmente remunerativa e rispettosa dei diritti dei lavoratori.

CONCLUSIONI

L’effetto pratico di questo orientamento è l’imposizione di un onere istruttorio gravoso per la Pubblica Amministrazione. Non è sufficiente riscontrare un ribasso per escludere un concorrente; occorre un subprocedimento di verifica rigoroso che analizzi nel dettaglio le giustificazioni fornite, bilanciando il risparmio per l’ente con la tutela della manodopera.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: Il RUP (Responsabile Unico del Progetto) e le commissioni di gara devono evitare esclusioni basate solo su calcoli matematici riferiti alle tabelle ministeriali. È necessario redigere verbali con motivazioni dettagliate sulla sostenibilità dell’offerta per evitare ricorsi e conseguenti condanne per l’amministrazione, con possibili riflessi in termini di responsabilità amministrativo-contabile davanti alla Corte dei Conti in caso di risarcimento del danno all’impresa illegittimamente esclusa.
  • Per il Concorsista: Il tema rientra nella disciplina dei Contratti Pubblici (Codice degli Appalti), in particolare nell’istituto dell’anomalia dell’offerta (art. 110, d.lgs. 36/2023). È fondamentale collegare questo argomento al principio di “risultato” e di “fiducia” introdotti dal nuovo codice, oltre che al concetto di discrezionalità tecnica della PA nel valutare la congruità economica.

PAROLE CHIAVE

Anomalia dell’offerta, Costi della manodopera, d.lgs. 36/2023, Giustizia Amministrativa, Istruttoria procedimentale, Motivazione analitica, Tabelle ministeriali.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Consiglio di Stato, Sez. V, sent. 21/05/2026, n. 4088: Sentenza che sancisce l’obbligatorietà della verifica analitica dei costi della manodopera.
  2. TAR Lazio, sent. 02/02/2026, n. 1954: Pronuncia che chiarisce l’illegittimità dell’esclusione basata su motivazioni generiche o errori macroscopici.
  3. Art. 110, d.lgs. 36/2023: Norma del Codice dei Contratti Pubblici relativa alle offerte anormalmente basse e alle modalità di verifica delle stesse.

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