Giustizia Amministrativa - Tulumello, G., I criteri ambientali minimi negli appalti pubblici: questioni di diritto processuale e di diritto sostanziale https://share.google/ZUKkmARQOuGouGGRj

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I Criteri Ambientali Minimi (CAM): la natura di norme imperative e il regime di impugnazione (Artt. 34 d.lgs. 50/2016 e 57 d.lgs. 36/2023)

CONTENUTO

Il tema dell’inserimento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) all’interno dei bandi di gara riveste un’importanza centrale sia sotto il profilo sostanziale che processuale. Secondo quanto analizzato da Tulumello, G., i CAM sono configurati come norme imperative, la cui cogenza è sancita dall’art. 34 del d.lgs. 50/2016 (vecchio Codice) e confermata dall’art. 57 del d.lgs. 36/2023 (nuovo Codice).

Sotto il profilo sostanziale, la mancata previsione dei CAM nella lex specialis non è una mera irregolarità, ma un vizio di legittimità che può determinare l’annullamento della gara e la conseguente necessità della sua riedizione.

Sotto il profilo processuale, la giurisprudenza del Consiglio di Stato ha operato una distinzione fondamentale per definire i tempi del ricorso:

  • Impugnazione immediata: è necessaria solo quando l’omissione dei CAM renda impossibile o estremamente difficoltosa la formulazione dell’offerta economica o tecnica.
  • Impugnazione dell’aggiudicazione: se l’offerta è comunque formulabile nonostante l’omissione, l’operatore economico non è obbligato a impugnare subito il bando, ma può contestare l’aggiudicazione finale.

CONCLUSIONI

L’omissione dei CAM integra la violazione di precetti normativi inderogabili. L’effetto pratico è la precarietà della procedura di gara: un bando privo di tali criteri è sempre vulnerabile al ricorso giurisdizionale, con l’elevato rischio di vedere annullata l’intera procedura e l’obbligo per la stazione appaltante di ricominciare l’iter amministrativo.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: è fondamentale assicurare l’inserimento dei CAM sin dalla fase di progettazione della gara per evitare l’annullamento della procedura in sede giurisdizionale. La negligenza nell’applicazione di norme imperative come l’art. 57 del d.lgs. 36/2023 espone l’amministrazione a ritardi operativi e possibili profili di responsabilitĂ  per i danni derivanti dalla riedizione della gara.
  • Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito del Diritto Amministrativo e della Contrattualistica Pubblica. È essenziale conoscere il concetto di norma imperativa applicata agli appalti e la distinzione processuale tra clausole “immediatamente escludenti” e clausole impugnabili unitamente all’aggiudicazione, con specifico riferimento al Green Public Procurement (GPP).

PAROLE CHIAVE

CAM, Criteri Ambientali Minimi, Appalti Pubblici, Codice dei Contratti, Consiglio di Stato, Norme Imperative, Green Public Procurement.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Art. 34 d.lgs. 50/2016: Disciplina l’obbligatorietà dei criteri di sostenibilità energetica e ambientale negli appalti pubblici nel regime previgente.
  2. Art. 57 d.lgs. 36/2023: Norma del nuovo Codice dei Contratti che ribadisce l’obbligo di inserimento dei CAM nei bandi di gara.
  3. Consiglio di Stato: Organo giurisdizionale che ha definito il regime di impugnazione in caso di omissione dei CAM, distinguendo tra clausole escludenti e formulabilità dell’offerta.

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Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Gemini (analisi della notizia di origine) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it. Per un feedback sulla qualitĂ  della sintesi invia una email a Marco Scarselli