Giustizia Amministrativa - Visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali e riserva in favore delle professioni ordinistiche https://share.google/JkNDBowRCc3DOgHsV
Giustizia Amministrativa e Visto di Conformità Fiscale
CONTENUTO
Il visto di conformità è un’importante verifica che attesta la correttezza formale delle dichiarazioni fiscali, in particolare per le detrazioni fiscali come il Superbonus, previsto dall’articolo 119, comma 11, del Decreto Legge 34/2020. Questo visto è obbligatorio per la cessione del credito e lo sconto in fattura, e a partire dal 2026, sarà richiesto anche per le detrazioni dirette, ad eccezione di quelle precompilate o assistite da un professionista fiscale.
Le professioni abilitate a rilasciare il visto di conformità sono limitate ai dottori commercialisti, esperti contabili e consulenti del lavoro. È importante notare che i revisori legali non possono rilasciare il visto, a meno che non ci sia una specifica estensione normativa, che al momento non è stata adottata, come evidenziato dal Decreto Milleproroghe.
Inoltre, esistono delle esenzioni: i contribuenti con uno score ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) pari o superiore a 8, o che hanno stipulato un concordato preventivo biennale, sono esonerati dall’obbligo di visto per crediti IVA fino a 70.000 euro, come stabilito dall’articolo 34, comma 2, del Decreto Legislativo 13/2024.
La Giustizia Amministrativa gioca un ruolo cruciale nel risolvere i ricorsi contro i dinieghi del visto di conformità. Nel 2026, sono previsti controlli su circa 395.000 pratiche, utilizzando banche dati per garantire la correttezza delle dichiarazioni.
CONCLUSIONI
Il visto di conformità rappresenta un elemento fondamentale per garantire la legalità e la correttezza nelle operazioni fiscali legate alle detrazioni. La sua gestione e il rispetto delle normative sono essenziali per evitare problematiche legali e sanzioni.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è cruciale comprendere il funzionamento del visto di conformità e le relative normative. La conoscenza di queste procedure non solo facilita il lavoro quotidiano, ma è anche un valore aggiunto in sede di concorso, dove la competenza in materia fiscale può fare la differenza.
PAROLE CHIAVE
Visto di conformità, giustizia amministrativa, detrazioni fiscali, Superbonus, professioni abilitate, esenzioni, score ISA, controlli fiscali.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- D.L. 34/2020, art. 119, comma 11.
- D.Lgs. 13/2024, art. 34, comma 2.
- Decreto Milleproroghe.
- Normativa sui revisori legali.
- Banche dati per controlli fiscali.
- Indici Sintetici di Affidabilità (ISA).

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Il Silenzio dei Diritti e l’Aria Stantia della Rassegnazione
Si respira un’aria sempre più stantia, pesante di un’apatia che sembra aver contagiato ogni fibra del nostro vivere civile. I diritti, che dovrebbero essere il respiro comune di una democrazia, si stanno trasformando sotto i nostri occhi in riserve esclusive per pochi, in recinti chiusi difesi con l’arroganza di chi si sente intoccabile.
La tragedia più grande non è solo l’ingiustizia subita, ma il silenzio che la accompagna. Sembra che nessuno abbia più la forza — o il coraggio — di lottare perché gli sia riconosciuto ciò che gli spetta. Ci stiamo abituando a vivere “per concessione” e non “per diritto”.
La discriminazione dei Revisori Legali: tra arroganza del potere e negazione dei diritti
Non esiste spettacolo più sconfortante della rassegnazione, specialmente quando essa si manifesta dinanzi all’arroganza di chi impone la “legge del più forte”. È amaro constatare come il potere possa calpestare i diritti costituzionali e la legittimità professionale pur di preservare privilegi di casta acquisiti.
Un percorso di esclusioni: dal patrocinio tributario al visto di conformità
La storia recente dei Revisori Legali è segnata da sistematiche sottrazioni di competenze:
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Il precedente del 2003/2005: La Legge 80/2003 aveva inizialmente riconosciuto il patrocinio tributario sia ai Consulenti del Lavoro che ai Revisori. Tuttavia, nel 2005, a seguito di forti pressioni degli ordini professionali contabili, il legislatore fece un passo indietro, escludendo i Revisori Legali nonostante un percorso formativo altrettanto rigoroso e complesso.
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Lo schiaffo del 2021: Durante il Governo Draghi si è consumato un episodio analogo. Dopo che le Commissioni Senato avevano approvato l’abilitazione dei Revisori al rilascio del visto di conformità (DL 146/2021), la disposizione fu cancellata in fase di conversione. Un diritto legittimo è stato revocato prima ancora di poter essere esercitato.
L’argomentazione del CNDCEC: un paradosso logico
Durante le audizioni al Senato, il rappresentante del CNDCEC, Maurizio Postal, giustificò il “no” sostenendo che i Revisori Legali non possiederebbero le “specifiche competenze” in materia fiscale, citando come esempio la complessità del Superbonus 110%.
Questa tesi appare non solo pretestuosa, ma profondamente offensiva:
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Parità formativa: Se un Revisore avesse rivolto le stesse critiche ai Commercialisti, sarebbe stato deriso per l’assurdità dell’affermazione, dato che i percorsi formativi e le basi tecniche sono analoghi.
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Il silenzio della politica: È sconcertante che nessun parlamentare abbia sollevato il tema della discriminazione, permettendo che prevalesse la logica del potere sul merito e sul diritto.
I fatti contro le illusioni: chi commette davvero gli errori?
Il timore sbandierato di possibili danni ai contribuenti per “incompetenza” dei revisori viene smentito dai dati storici. Un’analisi sulle dichiarazioni del 2009 (Unico e 730) rivelò che due dichiarazioni su tre erano errate, nonostante fossero gestite da chi già possedeva l’esclusiva del visto di conformità.
Inutile scaricare le colpe sui CAF: il visto di conformità all’interno dei Centri di Assistenza Fiscale viene comunque apposto da professionisti abilitati (Commercialisti e Consulenti del Lavoro). La realtà dei fatti dimostra che il monopolio non è garanzia di qualità, mentre una sana concorrenza e l’inclusione dei Revisori Legali potrebbero solo migliorare l’affidabilità del sistema tributario a beneficio del contribuente.
Conclusioni: una vittoria senza onore
È profondamente deludente che il Parlamento, tempio della democrazia e del rispetto costituzionale, si sia piegato ai desideri di una “casta” professionale, privando una categoria di un proprio diritto.
A quei parlamentari che hanno avallato questa discriminazione va ricordato che le vere vittorie sono quelle guidate dal buon senso e dall’equità. Quelle ottenute con l’arroganza e l’abuso di potere non sono traguardi di cui andare fieri, ma atti di ingiustizia che minano la credibilità delle istituzioni.