Buongiorno un esercizio di ristorante ha preso in fitto un giardino limitrofe al suo locale. Il giardino non ha destinazione commerciale ma terreno e dal punto di vista amministrativo su questo terreno è possibile mettere tavoli e sedie di pertinenza dell’attività principale. Inizialmente voleva creare un altra attività con l’installazione di un bancone bar ma il tutto è stato ritirato. Insistono però per poter installare una brace. Hanno fatto un passaggio dal punto vista sanitario e con delle prescrizioni ben precise sarebbe possibile. Rimane l’aspetto amministrativo e quindi volevamo anche un vs. parere ossia su questo giardino è possibile collocare una brace.
grazie
Se l’aspetto sanitario è già stato superato con prescrizioni (presumibilmente legate a canne fumarie, abbattimento fumi, conformità degli impianti e procedure HACCP per la manipolazione degli alimenti all’esterno), dal punto di vista strettamente amministrativo e commerciale la fattibilità dell’installazione di una brace nel giardino d’unito si gioca su alcuni pilastri fondamentali.
Ecco un’analisi del quadro amministrativo per valutare la legittimità dell’intervento:
1. Il principio di accessorietà e pertinenza
Dal momento che il progetto di aprire una seconda attività autonoma (il bancone bar indipendente) è stato ritirato, l’area esterna si configura ora come mero ampliamento della superficie di somministrazione (o pertinenza) del locale principale.
- Se il Regolamento di Polizia Urbana o le norme del Commercio del Comune consentono di posizionare tavoli e sedie su quell’area come pertinenza dell’attività principale, significa che l’area è considerata funzionalmente collegata al locale.
- La brace, in questo contesto, non deve configurarsi come una “nuova cucina autonoma” (che richiederebbe un cambio di destinazione d’uso del terreno o specifici titoli edilizi), ma come un elemento accessorio per la cottura, strettamente asservito alla cucina principale del ristorante.
2. Struttura fissa vs. Struttura mobile (Aspetto Edilizio-Urbanistico)
Questo è il vero spartiacque amministrativo. La “collocazione” della brace può avvenire in due modi, con conseguenze giuridiche opposte:
- Brace mobile/amovibile (Barbecue professionale su ruote): Se si tratta di un’attrezzatura tecnica d’appoggio, non infissa al suolo, che può essere spostata o rimossa, l’impatto urbanistico è praticamente nullo. Amministrativamente rientra nelle attrezzature di servizio della somministrazione esterna, al pari di un carrello termico.
- Brace fissa (Opera in muratura o struttura stabilmente ancorata): Se l’intenzione è realizzare un manufatto in muratura o posizionare una struttura pesante che alteri lo stato dei luoghi, scatta la rilevanza edilizia. Anche se il terreno è “pertinenza”, la realizzazione di opere fisse su un suolo che non ha destinazione commerciale/urbanistica idonea potrebbe configurarsi come abuso edilizio o mutamento della destinazione d’uso del terreno stesso.
3. Modifica del Lay-out e adempimenti Scia
Se la brace è mobile e l’ASL ha già dato il via libera con prescrizioni, l’aspetto amministrativo si risolve con l’aggiornamento dei titoli autorizzativi:
- SCIA Unica/Commerciale: Sarà necessario presentare al SUAP una SCIA di modifica del lay-out interno/esterno o di ampliamento della superficie di somministrazione (se il giardino non era ancora formalmente inserito nella planimetria autorizzata del locale), allegando la nuova planimetria che indica l’esatta collocazione della brace e dei tavoli.
- Notifica Sanitaria (Art. 6 Reg. CE 852/2004): Integrazione della SCIA per l’aggiornamento della registrazione sanitaria, che recepisca le prescrizioni già concordate con l’Asl e l’aggiornamento del piano HACCP dell’attività (gestione dei flussi delle materie prime verso l’esterno, temperature, contaminazioni crociate).
Sintesi e Conclusioni
Per poter dire “sì, è possibile”, l’operazione deve rispettare queste condizioni:
- Nessun manufatto edilizio fisso: La brace deve essere un’attrezzatura/macchinario (seppur professionale e di grandi dimensioni) e non un’opera muraria, per non violare la destinazione urbanistica del terreno.
- Unicità dell’attività: La preparazione alla brace deve essere un mero “processo di cottura” terminale di piatti che fanno capo alla cucina principale (es. la carne viene porzionata e preparata dentro, e solo cotta fuori). Non deve diventare un centro di produzione autonomo.
- Rispetto dei Regolamenti Locali: Verificare che il Regolamento d’Igiene del Comune o il Piano del Commercio non vietino espressamente le cotture a fiamma libera/carbone nelle aree esterne private (spesso regolamentate per via delle emissioni odorigene o del rischio incendi).
In conclusione: Se la struttura è amovibile, se l’Asl ha validato il percorso igienico-sanitario e se viene presentata la regolare variazione planimetrica al SUAP, l’installazione della brace è da ritenersi amministrativamente ammissibile come ampliamento pertinziale dell’attività di ristorazione esistente.
grazie per la dettagliata risposta