Un’interpreazione potrebbe portare a ritenere che dal punto di vista specifico sulla destinazione d’suo la nota regionale non dispone alcunché rimandando, come già era (non potendo essere altrimenti), alla conformità urbanistico-edilizia dei locali che, necessariamente, dipende dal comune. Il governo del territorio, infatti, è una competenza comunale che dà al Comune la facoltà di declinare le sub categorie di uso afferenti alle molteplici attività umane partendo da quelle “macro” previste dalla legge (commerciale - direzionale - residenziale, ecc.). Alla luce di questo, un comune potrebbe vedere la compatibilità con la funzione “residenziale” dell’esercizio di somm.ne svolto in modo non professionale e saltuario (come, appunto, l’H.R.). Vedi anche il caso dell’affittacamere non professionale o simili (non so bene la normativa della tua regione se prevede cose del genere). Chiaramente, un ristorante professionale con tutti i crismi necessiterebbe, sempre, di una destinazione d’uso commerciale.
Un’altra interpretazione potrebbe portare a ritenere che l’H.R. non si può fare dato che sarebbe una contraddizione in termini. In quanto HOME restaurant è esercitato in casa. Se la nota regionale volesse indicare che occorre necessariamente la destinazione d’suo commerciale, non sarebbe un H.R. ma sarebbe un normale ristorante.