IA negli appalti: il TAR sulla riserva di umanità | LavoriPubblici IA negli appalti: il TAR sulla riserva di umanità | LavoriPubblici
TAR Lazio n. 1895/2026: l’algoritmo non sostituisce l’uomo, necessaria la “riserva di umanità” nelle decisioni della PA
CONTENUTO
Il TAR Lazio, con la sentenza n. 1895/2026, è intervenuto su un tema cruciale per la modernizzazione della Pubblica Amministrazione: l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale e degli algoritmi nei procedimenti amministrativi. I giudici hanno ribadito il principio fondamentale della “riserva di umanità”, stabilendo che, sebbene l’algoritmo possa fungere da supporto tecnico, non può in alcun modo sostituire integralmente il controllo e la decisione finale della P.A.
Secondo la pronuncia, l’impiego di procedure automatizzate, pur essendo auspicabile per l’efficienza, deve restare confinato entro binari di estrema chiarezza. Nello specifico, le operazioni informatiche devono risultare sempre verificabili ed emendabili da parte degli organi amministrativi competenti. Tale principio si applica trasversalmente a diversi settori, con particolare rilievo per la gestione degli appalti e lo svolgimento dei concorsi pubblici.
Il quadro normativo di riferimento vede al centro il D.Lgs. 36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici), che funge da cornice per la digitalizzazione delle gare d’appalto. L’utilizzo di strumenti tecnologici deve però armonizzarsi con i principi costituzionali e generali di trasparenza, legalità, imparzialità e buon andamento, garantendo che l’automazione non diventi un “muro” impenetrabile per il cittadino o un’abdicazione di responsabilità per il funzionario.
CONCLUSIONI
La sentenza chiarisce che l’innovazione tecnologica non può bypassare il ruolo centrale del funzionario umano. L’automazione è legittima solo se permette un intervento correttivo “a valle” e se il percorso logico seguito dall’algoritmo è pienamente conoscibile e sindacabile dall’amministrazione e dai giudici.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è necessaria un’attenzione costante nella gestione di software decisionali. Il dipendente non può limitarsi a recepire passivamente l’output di un algoritmo, poiché resta il responsabile della validità dell’atto. L’assenza di verifica umana potrebbe condurre a profili di illegittimità dell’atto e responsabilità per vizi di istruttoria.
- Per il Concorsista: il tema della digitalizzazione e dell’IA rientra pienamente nelle prove di Diritto Amministrativo e nell’analisi del nuovo D.Lgs. 36/2023. È fondamentale collegare il concetto di “riserva di umanità” ai principi di trasparenza e al diritto di accesso, comprendendo come l’atto automatizzato debba comunque rispondere ai canoni della L. 241/1990.
PAROLE CHIAVE
IA, Algoritmi, Riserva di umanità, TAR Lazio, D.Lgs. 36/2023, Procedimento automatizzato, Trasparenza, Appalti.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- TAR Lazio, sent. n. 1895/2026: Sentenza che stabilisce l’obbligo di controllo umano (riserva di umanità) nei procedimenti amministrativi automatizzati.
- D.Lgs. 36/2023: Codice dei contratti pubblici, citato come quadro normativo per la digitalizzazione delle procedure di gara.
- Principi di trasparenza, legalità, imparzialità e buon andamento: Criteri cardine dell’azione amministrativa che devono guidare l’uso di algoritmi nella P.A.

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Gemini (analisi della notizia di origine) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it. Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli