IA negli appalti pubblici: quando il RUP può usare l'intelligenza artificiale | LavoriPubblici https://share.google/ORF07WM9GoMus0XU2

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TAR Marche n. 758/2026: L’IA negli appalti è legittima solo come supporto al RUP e sotto controllo umano

CONTENUTO

La sentenza n. 758 del 1 giugno 2026 della Sezione I del TAR Marche (Ancona) affronta una questione d’avanguardia nel Diritto Amministrativo: l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nell’ambito delle procedure di evidenza pubblica. Il caso riguarda, nello specifico, l’impiego di algoritmi nella redazione della relazione del Responsabile Unico del Progetto (RUP).

Secondo il Giudice Amministrativo, l’utilizzo dell’IA è da considerarsi legittimo a patto che operi esclusivamente come strumento di supporto all’attività istruttoria. Il TAR chiarisce che l’algoritmo può essere impiegato con profitto per compiti ausiliari, quali:

  • Il recupero e la sintesi di principi giurisprudenziali;
  • L’analisi e l’elaborazione di grandi masse di dati.

Tuttavia, il magistrato pone un limite invalicabile: la cosiddetta “riserva di umanità”. L’IA non può mai sostituire la valutazione umana nei passaggi che implicano discrezionalità amministrativa. La decisione finale deve restare pienamente imputabile a un uomo (nello specifico, al dirigente competente o al RUP), garantendo il principio di human oversight (controllo umano).

Nel caso esaminato dalla sentenza n. 758/2026, l’uso dell’IA non è stato ritenuto illegittimo poiché limitato a parti non decisive della motivazione (come i richiami teorici), mentre la valutazione concreta sulle condotte dell’impresa partecipante era stata svolta manualmente dal personale della Pubblica Amministrazione.

CONCLUSIONI

L’effetto pratico della pronuncia è il riconoscimento dell’IA come volano di efficienza amministrativa, purché non determini un automatismo decisionale. L’IA non deve incidere in modo determinante sull’esito della gara, né automatizzare esclusioni o l’attribuzione di punteggi senza una verifica umana effettiva e consapevole.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: è fondamentale che ogni atto prodotto con l’ausilio dell’IA riporti una motivazione che rifletta una valutazione autonoma del funzionario. Delegare interamente la discrezionalità all’algoritmo espone l’atto a censure di legittimità per violazione della “riserva di umanità” e il dipendente a potenziali responsabilità per omesso controllo sulla correttezza dell’istruttoria.
  • Per il Concorsista: il tema ricade nell’alveo della Digitalizzazione della PA e del Diritto degli Appalti. È un collegamento essenziale con il principio di motivazione del provvedimento (art. 3 L. 241/1990) e con le nuove frontiere del Codice dei Contratti Pubblici relative all’amministrazione digitale.

PAROLE CHIAVE

IA, Appalti pubblici, RUP, Human oversight, Riserva di umanità, Digitalizzazione, TAR Marche.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Sentenza TAR Marche (Ancona), Sez. I, 1 giugno 2026, n. 758: definisce i limiti di legittimità dell’IA come strumento di supporto e non sostitutivo della volontà umana negli appalti.
  2. Principio di Human Oversight: obbligo di controllo umano costante sui processi decisionali automatizzati della Pubblica Amministrazione.
  3. Riserva di umanità: concetto giuridico che impone che le scelte discrezionali e le valutazioni concrete restino in capo a una persona fisica responsabile.

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Gemini (analisi della notizia di origine) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it. Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli