da una ricerca su internet ho trovato queste informazioni:
L’obbligatorietà del CUP (Codice Unico di Progetto) poggia su un solido quadro normativo che ha progressivamente esteso il concetto di “investimento pubblico” a quasi ogni spesa che non sia di puro funzionamento ordinario.
Ecco le fonti principali che regolano il caso del Consiglio Regionale:
- La norma istitutiva: Legge n. 3/2003 (Art. 11)
È la “legge madre” sul CUP. L’articolo 11 stabilisce che:
“A decorrere dal 1° gennaio 2003, per le finalità di cui all’articolo 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144, ogni progetto di investimento pubblico […] è dotato di un Codice unico di progetto (CUP).”
Questa norma chiarisce che l’obbligo riguarda il progetto in sé, indipendentemente dall’ente che lo attua o dalla fonte di finanziamento (statale, regionale o interna).
- Le delibere attuative: Delibera CIPE n. 143/2002
Questa delibera disciplina i criteri per l’attribuzione del codice. È fondamentale perché definisce cosa rientra nel “progetto di investimento”:
- Acquisto di beni e attrezzature: Se l’acquisto è volto a incrementare il patrimonio o a migliorare i servizi (es. arredi nuovi per l’aula consiliare o dotazioni informatiche), è considerato investimento.
- Corsi di formazione: Vengono assimilati a investimenti in “capitale umano”. Se il corso è parte di un piano di miglioramento delle competenze dei dipendenti del Consiglio, deve avere il CUP.
- Soggetti obbligati: Include espressamente le Amministrazioni Regionali (e i loro organi come il Consiglio) e gli enti pubblici.
- La Tracciabilità: Legge n. 136/2010 (Art. 3)
Questa legge sul contrasto alle mafie ha reso il CUP (insieme al CIG) un elemento indispensabile per ogni pagamento.
- Senza CUP, il mandato di pagamento per l’acquisto degli armadi o per il formatore è nullo o irregolare.
- L’obbligo sussiste anche per acquisti effettuati con risorse proprie di bilancio.
- Il “Semplificazioni”: D.L. 76/2020 (Decreto Semplificazioni)
Ha ulteriormente rafforzato l’obbligo, specificando che il CUP deve essere richiesto prima dell’approvazione dell’atto amministrativo che finanzia o autorizza la spesa.
In sintesi, per il tuo caso:
- Armadi e attrezzature: Sono beni mobili durevoli - Investimento patrimoniale -CUP Obbligatorio.
- Corsi di formazione: Sono progetti di sviluppo professionale - Investimento in capitale umano - CUP Obbligatorio.
il Finanziamento da bilancio: Non esenta dall’obbligo (anzi, il monitoraggio serve proprio a tracciare come l’Ente usa i propri fondi per investire).
Attenzione: L’unica deroga riguarda le spese “correnti” di pura manutenzione ordinaria (es. riparare un armadio rotto) o l’acquisto di beni di consumo (es. carta per fotocopie), per le quali è sufficiente il solo CIG.
pertantodalla lettura sembrebbe che il CUP è sempre riciesto nei progetti di invesitmento anche di formazione e nonper spese ordinarie, a prescindere dall’importo, però nelle determine di impegno e liquidazione, anche facendo una ricerca su vari siti di regioni non trovo il cup, anzi è raro, …allora quando si chiede?
