
Chi è sottoposto a indagini o è imputato in un processo penale deve essere sempre
espressamente avvertito del diritto di non rispondere alle domande relative alle
proprie condizioni personali.
Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza n. 111 pubblicata oggi (redattore
Francesco Viganò), con cui sono stati dichiarati parzialmente illegittimi gli articoli
64, terzo comma, del codice di procedura penale e l’articolo 495 del codice penale.