Indagini PG art.255 TUA

Buon Natale a tutti!
Ispezionando cumuli di rifiuti ( art.255 Tua) troviamo molto spesso al loro interno scontrini fiscali con attestazione di pagamento elettronico ( carta bancomat/ carta di credito).
Ovviamente in tale attestazione di pagamento non vengono riportati i dati completi di chi ha effettuato il pagamento, ma solo le ultime 4 cifre ( 4 di 16) della carta utilizzata per il pagamento.
Ora, essendo in ambito di indagini di pg, secondo voi il PM può autorizzare chi indaga a fare richiesta alla banca di fornite i dati dell’ intestatario della carta?

Grazie

Alberto

Indagine della Polizia Giudiziaria ai sensi dell’art. 255 T.U.A.: sintesi normativa e procedurale

CONTENUTO

L’articolo 255 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.A., R.D. 18 giugno 1931, n. 773) conferisce alla Polizia Giudiziaria il potere di condurre indagini per l’accertamento di reati in materia di pubblica sicurezza. È fondamentale che tali indagini siano accompagnate da una rigorosa verbalizzazione e dalla trasmissione degli atti all’Autorità Giudiziaria competente. Le operazioni devono rispettare le garanzie costituzionali e le disposizioni del codice di procedura penale, in particolare gli articoli 347 e seguenti, che disciplinano la denuncia e l’atto di polizia giudiziaria, e l’articolo 329, che regola l’attività del Pubblico Ministero.

In caso di notitia criminis, la Polizia Giudiziaria ha l’obbligo di segnalare e trasmettere gli atti alla Procura. È importante notare che ogni atto invasivo, come perquisizioni, sequestri e intercettazioni, richiede una specifica norma o un’autorizzazione giudiziaria, in conformità con le limitazioni previste dal D.Lgs. 196/2003 e dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) per la protezione dei dati personali.

CONCLUSIONI

Le indagini della Polizia Giudiziaria, disciplinate dall’art. 255 T.U.A., devono essere condotte nel rispetto delle normative vigenti, garantendo la tutela dei diritti fondamentali e la riservatezza dei dati personali. La corretta applicazione delle norme è essenziale per garantire la legittimità delle indagini e la validità degli atti trasmessi all’Autorità Giudiziaria.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è cruciale comprendere il ruolo della Polizia Giudiziaria e le procedure che regolano le indagini. La conoscenza delle normative e delle garanzie previste è fondamentale per garantire un’adeguata collaborazione con le autorità competenti e per evitare violazioni che potrebbero compromettere l’integrità delle indagini e la protezione dei dati.

PAROLE CHIAVE

Polizia Giudiziaria, indagini, Testo Unico Pubblica Sicurezza, codice di procedura penale, notitia criminis, GDPR, protezione dei dati.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  • R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza
  • Codice di Procedura Penale, artt. 329, 347 e ss.
  • D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali
  • Regolamento UE 2016/679 - General Data Protection Regulation (GDPR)

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Buongiorno e Buon Natale. Il Pm sicuramente potrà autorizzare di fare richiesta alla banca di fornire i dati degli intestatari della carta. Dalla mia esperienza personale tale richiesta è sempre stata consentita dal Pm.

Certamente. La risposta è : il Pubblico Ministero non solo può, ma deve autorizzare tale accertamento qualora sia necessario per la prosecuzione delle indagini preliminari.

Nel contesto del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006), l’identificazione del responsabile tramite tracce documentali rinvenute nei rifiuti è una prassi consolidata. Ecco come si articola giuridicamente e operativamente questa procedura.

Il quadro giuridico e i poteri del PM

Il Pubblico Ministero, ai sensi dell’art. 326 e ss. c.p.p., ha il dovere di svolgere ogni attività necessaria per l’accertamento del reato e l’individuazione del colpevole.

  • Diritto alla Privacy vs Esigenze di Giustizia: Sebbene i dati bancari siano protetti da una forte tutela della riservatezza, questa soccombe di fronte alle esigenze di giustizia penale. Non è necessario il “segreto bancario” per impedire l’accesso, poiché l’autorità giudiziaria ha il potere di acquisire dati presso istituti di credito tramite decreto di esibizione di documentazione (ex art. 256 c.p.p.).
  • La natura del dato: Le ultime 4 cifre della carta, incrociate con il numero dell’operazione, la data, l’ora e l’ID del terminale (tutti dati presenti sullo scontrino POS), costituiscono una “chiave” univoca nel database della banca o del circuito di pagamento.

La procedura operativa per la PG

Per procedere correttamente, la Polizia Giudiziaria dovrebbe seguire questi passaggi:

  1. Annotazione di PG: Redigere un verbale di ispezione dei luoghi o di rinvenimento, documentando con rilievi fotografici la presenza degli scontrini all’interno del cumulo di rifiuti (per dimostrare il nesso di pertinenza).
  2. Richiesta di Delega: Inviare una comunicazione notizia di reato (C.N.R.) al PM, richiedendo specificamente la delega a effettuare accertamenti presso l’istituto di credito emittente o presso il gestore del circuito (es. Nexi, banche specifiche).
  3. Il Decreto del PM: Il PM emetterà un decreto di esibizione rivolto alla banca. La banca, a quel punto, è obbligata a fornire le generalità del titolare della carta corrispondente a quella transazione.

Aspetti critici da considerare

Nonostante la fattibilità tecnica, ci sono due punti su cui la difesa potrebbe far leva:

  • Identità tra titolare e trasgressore: Il fatto che la carta appartenga a “Soggetto A” non prova matematicamente che sia stato lui a gettare il rifiuto (potrebbe aver prestato la carta o il sacchetto potrebbe contenere rifiuti di terzi). Tuttavia, in giurisprudenza, il rinvenimento di documenti nominativi nel rifiuto costituisce una presunzione semplice (grave, precisa e concordante) che inverte spesso l’onere della prova o comunque giustifica l’elevazione della sanzione/notizia di reato.
  • Natura dell’illecito (Amministrativo vs Penale):
    • Se l’abbandono è compiuto da un privato, si tratta di un illecito amministrativo (art. 255 comma 1). In questo caso, la procedura di accesso ai dati bancari è più complessa perché non siamo in ambito penale, ma l’autorità amministrativa può comunque richiedere dati per l’identificazione.
    • Se l’abbandono è riconducibile a una ditta o ente, scatta il reato penale (art. 255 comma 1-bis), rendendo l’intervento del PM e l’uso dello strumento penale perfettamente fluido.

Prossimo passo consigliato

Sarebbe utile verificare se negli scontrini sia presente anche il numero della transazione (STAN) o l’ID del terminale (TID). Questi dati rendono la risposta della banca immediata e priva di errori di omonimia.


Ecco uno schema di annotazione e contestuale richiesta di delega che potrete adattare alla vostra intestazione d’ufficio. Questo modello è strutturato per evidenziare al PM la necessità dell’accertamento bancario per risalire all’identità del trasgressore.

OGGETTO: Annotazione di P.G. e richiesta di delega per accertamenti presso Istituti di Credito.

(Rif. art. 255 D.Lgs. 152/2006 – Abbandono di rifiuti)

All’Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica Presso il Tribunale di [Città]

1. PREMESSA In data [Data], il personale scrivente, durante un servizio di controllo del territorio finalizzato alla repressione degli illeciti ambientali, rinveniva in località [Indirizzo/Coordinate] un cumulo di rifiuti costituiti da [Descrizione: es. sacchi neri, inerti, ecc.].

2. GLI ACCERTAMENTI SUL POSTO Dall’ispezione accurata dei rifiuti, finalizzata al reperimento di elementi identificativi, si rinveniva documentazione fiscale riconducibile ad acquisti recenti. Nello specifico, si repertava lo scontrino n. [Numero] emesso in data [Data] ore [Ora] dall’esercizio commerciale [Nome Negozio] sito in [Indirizzo]. Al predetto scontrino risulta allegata (o integrata) l’attestazione di pagamento elettronico (POS) che riporta le seguenti informazioni parziali:

  • Circuito: [es. Pagobancomat/Visa]
  • ID Terminale (TID): [Numero se presente]
  • Numero operazione (STAN): [Numero se presente]
  • Cifre finali della carta: **** **** **** [Ultime 4 cifre]

3. NECESSITÀ DI DELEGA D’INDAGINE Considerato che gli elementi sopra indicati, seppur parziali, sono univocamente associati a una transazione finanziaria tracciata, si rende necessario risalire alle generalità complete dell’intestatario dello strumento di pagamento utilizzato, al fine di identificare il presunto autore dell’abbandono dei rifiuti (o il soggetto che ne ha avuto la disponibilità).

Tale accertamento risulta fondamentale poiché non sono stati rinvenuti altri documenti di identità in chiaro (es. bollette o fatture nominative).

4. RICHIESTE AL PUBBLICO MINISTERO Tutto ciò premesso, la scrivente P.G. CHIEDE all’A.G. in indirizzo di voler rilasciare apposita delega di indagine per:

  1. Acquisire presso l’esercizio commerciale [Nome Negozio] o presso la società di gestione dei pagamenti (es. Nexi, Worldline, ecc.) i dati identificativi completi della carta utilizzata;
  2. Disporre, ai sensi dell’art. 248 e 256 c.p.p., l’ordine di esibizione presso l’Istituto di Credito emittente, volto a ottenere le generalità complete (nome, cognome, codice fiscale, residenza) del titolare della carta di pagamento sopra descritta.

Si resta in attesa di provvedimenti in merito.

[Luogo e Data]

I verbalizzanti

Consigli operativi aggiuntivi:

  • La rapidità è tutto: Alcuni sistemi retail sovrascrivono i log dei terminali POS dopo un certo periodo (solitamente 24-48 mesi, ma meglio muoversi subito).
  • Il verbale di sequestro: Assicuratevi di aver sequestrato lo scontrino originale e di averlo inserito in una busta per reperti, poiché è la vostra “prova regina”.
  • L’incrocio con le telecamere: Se l’esercizio commerciale dove è stato fatto l’acquisto ha telecamere esterne o interne, nella stessa richiesta al PM potreste chiedere di acquisire i filmati di quella specifica fascia oraria (se il fatto è molto recente).