Installazione nuovi impianti pubblicitari ed autorizzazioni impianti esistenti

Buonasera,
il nostro Comune sta predisponendo il nuovo PGIP. L’intendimento è quello di non localizzare i nuovi impianti ma di lasciare la possibilità ai richiedenti di proporre la localizzazione e di rilasciare l’autorizzazione all’installazione, ferma restando la necessità di pareri di fattibilità ai sensi delle varie disposizioni di riferimento (codice della strada, tutela paesaggistica, etc.). Chiedo chiarimenti in merito perchè credo che la bozza di Piano in discussione confonda la concessione del suolo per l’installazione dell’impianto (assoggettata al codice dei contratti e al pagamento del canone suolo pubblico) con l’autorizzazione per l’impianto pubblicitario (assoggettata al pagamento del canone per pubblicità). Il problema restano gli impianti esistenti, installati in passato da varie agenzie pubblicitarie e già autorizzati.
In questo caso a seguito dell’approvazione del Piano come dovrà agire l’Amministrazione?

La domanda è articolata. Spero possa essere di aiuto ad altri colleghi.

Saluti

omniarobot
Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:

La questione sollevata riguarda la distinzione tra la concessione del suolo pubblico per l’installazione di impianti pubblicitari e l’autorizzazione per l’installazione di tali impianti, in relazione alla predisposizione del nuovo Piano Generale degli Impianti Pubblicitari (PGIP) da parte del Comune.

Teoria generale del diritto e premessa:
Nel diritto amministrativo italiano, la concessione del suolo pubblico e l’autorizzazione per l’installazione di impianti pubblicitari sono due procedimenti distinti, regolati da normative diverse. La concessione del suolo pubblico è regolata dal codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016, recentemente sostituito dal D.Lgs. 36/2023, noto come Nuovo Codice degli Appalti), e prevede il pagamento di un canone per l’occupazione del suolo pubblico. L’autorizzazione per l’installazione di impianti pubblicitari, invece, è soggetta al pagamento di un canone per la pubblicità e si basa su normative specifiche relative alla pubblicità e all’insegna pubblicitaria.

Norme relative alla teoria:

  • D.Lgs. 50/2016 (e il suo aggiornamento, D.Lgs. 36/2023, Nuovo Codice degli Appalti) per la concessione del suolo pubblico.
  • Normative locali e nazionali specifiche per l’autorizzazione degli impianti pubblicitari, che possono includere il codice della strada, normative sulla tutela paesaggistica, ecc.

Esempio concreto:
Se un’agenzia pubblicitaria desidera installare un nuovo impianto pubblicitario, dovrà ottenere sia la concessione del suolo pubblico (se l’impianto verrà collocato su suolo pubblico) che l’autorizzazione specifica per l’impianto pubblicitario. Questo implica il rispetto di due distinti procedimenti amministrativi, ciascuno con i propri requisiti e canoni da pagare.

Conclusione sintetica:
Per quanto riguarda gli impianti esistenti, già installati e autorizzati in passato, l’Amministrazione dovrà valutare caso per caso, in base alle disposizioni del nuovo PGIP. Potrebbe essere necessario un processo di adeguamento o rinnovo delle autorizzazioni e delle concessioni, in linea con le nuove normative e i criteri stabiliti dal PGIP. È fondamentale che il PGIP chiarisca la procedura da seguire per gli impianti esistenti, garantendo trasparenza e equità nel processo.

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Bibliografia e link utili:

Hai centrato un punto fondamentale della gestione del patrimonio pubblicitario comunale. La confusione tra titolo abilitativo (autorizzazione) e titolo concessorio (suolo pubblico) è un errore comune che può portare a contenziosi amministrativi pesanti.

Ecco un’analisi della situazione e i passi che l’Amministrazione dovrebbe compiere per gestire la transizione, specialmente per gli impianti esistenti.

1. La distinzione tra Autorizzazione e Concessione

È essenziale che il nuovo PGIP (Piano Generale degli Impianti Pubblicitari) mantenga distinti i due binari, anche se procedimentalmente possono convergere in un’autorizzazione unica:

  • L’Autorizzazione (Profilo Amministrativo/Tecnico): Riguarda il rispetto del Codice della Strada (Art. 23), del Regolamento di attuazione e dei vincoli paesaggistici. Verifica che il cartello non sia pericoloso o degradante.
  • La Concessione (Profilo Patrimoniale): Riguarda l’uso di un bene pubblico. Se l’impianto poggia su suolo comunale, la scelta del contraente deve avvenire tramite procedure ad evidenza pubblica (Gara), in linea con il Codice dei Contratti Pubblici e i principi di concorrenza europei (Direttiva Bolkestein).

Nota Bene: Lasciare che siano i privati a proporre la localizzazione è legittimo, ma se il luogo proposto è pubblico, il Comune non può semplicemente autorizzare il primo che arriva. Deve mettere a bando quella “potenzialità pubblicitaria”.

2. Come gestire gli impianti esistenti?

L’approvazione di un nuovo PGIP non annulla automaticamente i diritti acquisiti, ma avvia una fase di riordino. L’Amministrazione ha generalmente tre strade per gestire il pregresso:

A. Ricognizione e Censimento

Il primo passo post-approvazione è la mappatura degli impianti esistenti. Bisogna verificare quali sono dotati di autorizzazione valida e quali sono “scaduti” o mai regolarizzati.

B. Regime Transitorio (La “Clausola di Salvaguardia”)

Il Piano deve prevedere una disciplina transitoria. Solitamente si stabilisce che gli impianti regolarmente autorizzati possono rimanere fino alla scadenza naturale del titolo. Alla scadenza:

  • Se l’impianto è su suolo privato: il proprietario chiede il rinnovo secondo le nuove regole del PGIP.
  • Se l’impianto è su suolo pubblico: l’area rientra nella disponibilità del Comune e deve essere messa a gara.

C. Adeguamento Forzoso

Se il nuovo PGIP dichiara alcune zone “incompatibili” (es. centri storici o zone a rischio sicurezza), l’Amministrazione può ordinare la rimozione o lo spostamento degli impianti esistenti, anche se autorizzati, per motivi di pubblico interesse (previa motivazione e rispettando un congruo preavviso).

3. Il rischio di “Sanatoria Implicitata”

Se il Comune si limita a rilasciare autorizzazioni a chi propone nuovi siti senza indire gare per il suolo pubblico, rischia:

  1. Danno erariale: Per mancata ottimizzazione dei canoni concessori.
  2. Ricorsi al TAR: Da parte di agenzie escluse che non hanno avuto la possibilità di competere per quelle posizioni.
Fattore Impianto su Suolo Privato Impianto su Suolo Pubblico
Iter Autorizzazione PGIP + CUP Gara Pubblica + Autorizzazione + Canone Occupazione
Scadenza Rinnovabile se conforme Legata al contratto di concessione
Criterio Rispetto delle norme tecniche Valutazione economica e tecnica (Offerta migliore)

Prossimi passi consigliati

Per evitare il caos con le agenzie pubblicitarie già presenti sul territorio, suggerirei di inserire nel PGIP una norma transitoria chiara che specifichi:

  1. Il termine entro cui i titolari di impianti esistenti devono presentare istanza di adeguamento alle nuove norme.
  2. Le modalità di riconsegna delle aree pubbliche alla scadenza delle concessioni in essere per la successiva messa a gara.
  3. La decadenza d’ufficio per gli impianti che risultano non conformi alle norme di sicurezza del Codice della Strada.

Grazie per la risposta.
Riguardo al canone degli impianti su suolo pubblico: si applicano sia quello per l’occupazione del suolo sia quello per la pubblicità? Ho trovato indicazioni molto diverse tra di loro.

Cordiali saluti