Intelligenza artificiale nella lotta alla corruzione: “Serve più collaborazione europea” - www.anticorruzione.it Intelligenza artificiale nella lotta alla corruzione: “Serve più collaborazione europea” - www.anticorruzione.it
Reg. (UE) 2024/1689 e d.lgs. 36/2023: l’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto e trasparenza nella Pubblica Amministrazione
CONTENUTO
L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nei processi della Pubblica Amministrazione rappresenta una frontiera decisiva per la prevenzione della corruzione, richiedendo tuttavia una solida cornice regolamentare. A livello europeo, il fulcro di questa disciplina è il Regolamento AI Act (UE) 2024/1689, che nel 2024 ha introdotto regole stringenti per i sistemi di IA classificati “ad alto rischio”. Tale normativa impone standard rigorosi di trasparenza, supervisione umana e gestione dei rischi, al fine di garantire che l’algoritmo non operi in modo opaco o discriminatorio.
In ambito nazionale, l’ANAC promuove l’utilizzo dell’IA non come un’entità decisionale autonoma, bensì come uno strumento di supporto operativo, non sostitutivo dell’apporto umano. Questa impostazione trova il suo fondamento giuridico in due pilastri:
- L’art. 97 della Costituzione, che impone il rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa.
- Il d.lgs. 36/2023 (nuovo Codice dei Contratti Pubblici), che disciplina l’uso delle tecnologie digitali negli appalti.
L’orientamento espresso da anticorruzione.it evidenzia come l’IA debba essere impiegata prioritariamente nelle attività di controllo e nella gestione degli appalti, favorendo una collaborazione europea che armonizzi le procedure di contrasto agli illeciti.
CONCLUSIONI
L’effetto pratico di questo assetto normativo è la creazione di un modello di “automazione assistita”: l’IA può analizzare moli massive di dati per intercettare anomalie correttive, ma la decisione finale e la responsabilità rimangono in capo all’uomo. La conformità al Reg. (UE) 2024/1689 è il requisito essenziale per rendere questi sistemi legittimi ed efficaci.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: il funzionario è chiamato a esercitare una supervisione umana costante sull’operato degli algoritmi, specialmente nelle fasi di controllo e aggiudicazione delle gare. L’adozione di sistemi di IA richiede il rispetto dei protocolli di gestione dei rischi previsti dal diritto europeo, per evitare profili di responsabilità legati a decisioni automatizzate non trasparenti o prive di motivazione umana.
- Per il Concorsista: il tema si colloca all’intersezione tra Diritto Amministrativo (digitalizzazione della PA, art. 97 Cost.) e disciplina dei Contratti Pubblici (d.lgs. 36/2023). È fondamentale conoscere il principio di non esclusività della decisione algoritmica e i requisiti di trasparenza posti dal nuovo Regolamento AI Act.
PAROLE CHIAVE
Intelligenza Artificiale, Corruzione, ANAC, AI Act, Trasparenza, Appalti, d.lgs. 36/2023, Supervisione umana.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act): Disciplina i sistemi di intelligenza artificiale, prevedendo obblighi specifici per i sistemi ad alto rischio, tra cui trasparenza e supervisione.
- D.lgs. 36/2023: Codice dei Contratti Pubblici, che regola l’utilizzo delle tecnologie e della digitalizzazione nelle procedure di gara.
- Art. 97 Costituzione: Norma cardine che sancisce i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione, ai quali deve conformarsi l’uso dell’IA.

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Gemini (analisi della notizia di origine) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it. Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli