Un Bar con dehor, durante la festa patronale organizza su una piazza comunale un intrattenimento pubblico con DJ ampiamente pubblicizzato sui social della durata di 5 ore circa.
Il DJ si posiziona con consolle e strumentazione al di fuori del dehor su suolo comunale non in concessione.
Tra avventori ai tavolini e partecipanti all’intrattenimento si radunano circa 400/500 persone se non di più.
L’intrattenimento a volume altissimo, continua anche dopo lo sparo dei fuochi a chiusura dei festeggiamenti patronali, per finire dopo le 2:00 del mattino.
Domanda pur ricorrendo la festa patronale andava o no formalmente autorizzato un simile evento?
Intendo sia dal punto di vista dell’inquinamento acustico che in relazione alle norme del TULPS, tralascio la gestione delle emergenze.
Concludo evidenziando che l’intrattenimento non era incluso nel programma degli eventi organizzati per la festa patronale reso noto pubblicamente.
La risposta breve è sì, l’evento andava assolutamente e formalmente autorizzato.
Il fatto che l’evento si sia svolto in concomitanza con la festa patronale non sanava in alcun modo l’assenza di titoli abilitativi, specialmente perché l’attività del bar non era inclusa nel programma ufficiale dei festeggiamenti approvato dal Comune. Anzi, la situazione descritta configura diverse violazioni di legge.
Ecco l’analisi dettagliata dal punto di vista del TULPS e dell’inquinamento acustico.
1. Profilo TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza)
L’evento descritto configura un vero e proprio trattenimento pubblico abusivo ai sensi dell’art. 68 TULPS (spettacoli e trattenimenti pubblici) e, potenzialmente, dell’art. 80 TULPS (verifica di solidità e sicurezza dei locali/luoghi di pubblico spettacolo).
Il presupposto dell’alveo pubblico: Non si è trattato di un semplice “sottofondo musicale” a beneficio dei soli clienti del dehor (attività sussidiaria che spesso i Comuni tollerano o regolano con Scia acustica). La presenza di un DJ con consolle posizionata fuori dal dehor, su suolo pubblico non in concessione, ampiamente pubblicizzata sui social e capace di attrarre 400-500 persone, trasforma l’attività in un evento di pubblico spettacolo autonomo.
Mancanza di licenza (Art. 68 TULPS): L’organizzatore avrebbe dovuto richiedere una licenza di pubblico spettacolo (o presentare una SCIA se l’evento fosse terminato entro le ore 24:00 del giorno di inizio e per un massimo di 200 partecipanti, requisiti entrambi sforati in questo caso).
Mancanza di verifica di sicurezza (Art. 80 TULPS): Con un afflusso stimato di 400/500 persone su una piazza pubblica, l’evento necessitava del parere della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo (CCVLPS) o, in caso di SCIA sotto i parametri dimensionali massimi (ma qui parliamo di piazza aperta ed evento oltre le 24:00), della relazione tecnica di un professionista abilitato.
Occupazione abusiva di suolo pubblico: Il posizionamento della consolle fuori dal dehor configura anche la violazione del codice della strada/regolamento comunale per occupazione di suolo pubblico senza titolo.
2. Profilo Inquinamento Acustico
Il prolungamento dell’evento ad alto volume fino oltre le 2:00 del mattino viola la normativa quadro sull’inquinamento acustico (Legge n. 447/1995) e i relativi regolamenti comunali.
Necessità di Deroga Acustica: I Comuni hanno un Regolamento per la disciplina delle attività rumorose e un Piano di Azzonamento Acustico che fissa i limiti di decibel e gli orari (generalmente il limite per la musica all’aperto è fissato alle 22:00 o alle 24:00).
La Festa Patronale non è un “passaporto in bianco”: Anche se il Comune avesse previsto deroghe generalizzate per i festeggiamenti patronali, queste si applicano esclusivamente agli eventi inseriti nel programma ufficiale o specificamente autorizzati. Un privato non può “agganciarsi” arbitrariamente alla deroga della festa.
Mancanza di autorizzazione in deroga: Il titolare del bar avrebbe dovuto richiedere una voltura o un’autorizzazione sindacale in deroga ai limiti acustici, la quale avrebbe comunque stabilito prescrizioni rigide (es. stop alla musica tassativo a mezzanotte o all’1:00, monitoraggio dei decibel). L’aver suonato ad “alto volume” fino alle 2:00 configura l’illecito amministrativo (art. 10 c. 2 Legge 447/95) e potenzialmente il reato di cui all’art. 659 del Codice Penale (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone), dato il potenziale numero indeterminato di persone disturbate a notte fonda.
Riepilogo delle Violazioni
In conclusione, l’evento così come descritto presenta i connotati dell’illegalità sotto molteplici fronti:
Ambito
Violazione Riscontrata
P.S. / TULPS
Spettacolo pubblico abusivo in assenza di licenza (Art. 68) e di verifiche di sicurezza (Art. 80).
Patrimonio / Codice della Strada
Occupazione abusiva di suolo comunale al di fuori della concessione del dehor.
Ambiente / Acustica
Superamento dei limiti orari e sonori in assenza di specifica autorizzazione comunale in deroga.
Codice Penale
Potenziale rilevanza ex Art. 659 c.p. per disturbo alla quiete pubblica oltre l’orario consentito.