TAR Lombardia, Brescia, sez. II, sent. 30 marzo 2026, n. 457.pdf (170,6 KB)
NOTA: UN EVENTUALE ACCESSO CIVICO, PUR POSSIBILE, NON AVREBBE COMUNQUE SORTITO EFFETTI SIGNIFICATIVI
CHATGPT SUL CASO-POSSIBILE ACCESSO CIVICO E VALUTAZIONE.pdf (3,8 MB)
L’accesso agli atti nella PA deve riguardare documenti esistenti, non mere informazioni
CONTENUTO
Nel contesto del diritto amministrativo italiano, l’accesso agli atti è regolato principalmente dalla Legge n. 241 del 1990, che stabilisce le modalità di accesso ai documenti amministrativi. L’articolo 22 della suddetta legge chiarisce che il diritto di accesso si riferisce esclusivamente a documenti e atti preesistenti detenuti dalla Pubblica Amministrazione ¶. Questo significa che i cittadini e i dipendenti pubblici possono richiedere solo documenti già esistenti, non possono chiedere la creazione di nuovi documenti o l’elaborazione di dati per ottenere informazioni generiche.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1234 del 2019, ha ribadito questo principio, affermando che in assenza del documento richiesto, l’istanza di accesso è considerata “impossibile” per difetto di oggetto. Pertanto, è fondamentale che le richieste siano formulate in modo preciso e riguardino documenti specifici.
In aggiunta, il D.lgs. n. 97 del 2016 introduce l’accesso civico generalizzato, che consente a chiunque di accedere a dati e documenti detenuti dalla PA senza necessità di motivazione. Tuttavia, anche in questo caso, l’accesso è limitato a materiali già esistenti e non implica la creazione di nuovi documenti. L’accesso civico semplice, disciplinato dall’articolo 5 del D.lgs. n. 33 del 2013, si riferisce invece a documenti che la PA è obbligata a pubblicare e che non sono stati resi disponibili.
Nel contesto condominiale, la normativa prevede una maggiore trasparenza rispetto ai formalismi, come stabilito dagli articoli 1129 e 1130-bis del Codice Civile, ma anche in questo caso l’accesso riguarda documenti specifici e non informazioni generiche.
CONCLUSIONI
L’accesso agli atti nella Pubblica Amministrazione è un diritto fondamentale, ma deve essere esercitato nel rispetto delle norme vigenti. È essenziale che i richiedenti formulino le loro istanze in modo chiaro e preciso, facendo riferimento a documenti esistenti e non a richieste di informazioni generiche.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, comprendere le modalità di accesso agli atti è cruciale per garantire la trasparenza e l’efficienza dell’azione amministrativa. Essere in grado di distinguere tra accesso procedimentale, accesso civico generalizzato e accesso civico semplice permette di gestire correttamente le richieste e di evitare problematiche legate a istanze non conformi.
PAROLE CHIAVE
Accesso agli atti, Pubblica Amministrazione, diritto amministrativo, accesso procedimentale, accesso civico, trasparenza.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge n. 241 del 7 agosto 1990, “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”.
- D.lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, “Riordino della disciplina riguardante la trasparenza e la pubblicità delle informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.
- D.lgs. n. 97 del 25 maggio 2016, “Disposizioni per la revisione della disciplina dell’accesso civico”.

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