La riforma della dirigenza pubblica: molto più di un “Accesso senza concorso”

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Riforma della Dirigenza Pubblica: Oltre l’Accesso Senza Concorso

CONTENUTO

Il 28 gennaio 2026, la Camera dei Deputati ha approvato un disegno di legge (ddl) volto a riformare la dirigenza della Pubblica Amministrazione ¶, fortemente voluto dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. Questa riforma si propone di superare le tradizionali valutazioni gerarchiche, collegando la performance dei dirigenti a premi e introducendo percorsi interni per l’assegnazione di quote di posti dirigenziali.

Una delle novità più significative riguarda l’accesso alla dirigenza di seconda fascia, dove fino al 30% dei posti sarà riservato a selezioni comparative interne. Queste selezioni si baseranno su titoli, prove scritte e colloqui, con l’assegnazione di un incarico triennale rinnovabile una sola volta e una valutazione finale al termine del periodo.

Per quanto riguarda la dirigenza di prima fascia, il ddl stabilisce che il 50% dei posti sarà coperto tramite concorsi basati su titoli ed esami, mentre l’altro 50% sarà riservato a dirigenti di seconda fascia con almeno cinque anni di servizio, anche non continuativi. Anche in questo caso, è prevista una procedura comparativa e un incarico di prova.

Le valutazioni dei dirigenti non si limiteranno più a obiettivi puramente numerici, ma includeranno anche aspetti come leadership, problem solving, cooperazione e innovazione. Inoltre, sarà obbligatoria la formazione per ottenere scatti di carriera, rafforzando così l’importanza del merito e della responsabilità.

Questa riforma, ora passata al Senato, rappresenta un passo significativo verso una PA più meritocratica e orientata ai risultati.

CONCLUSIONI

La riforma della dirigenza pubblica introduce cambiamenti sostanziali nel modo in cui i dirigenti vengono selezionati e valutati. Con un focus sul merito e sulla performance, si mira a creare una PA più efficiente e responsabile. Tuttavia, la sua attuazione richiederà un monitoraggio attento per garantire che le nuove procedure siano eque e trasparenti.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, questa riforma rappresenta sia opportunità che sfide. Coloro che aspirano a ruoli dirigenziali dovranno prepararsi a un sistema di selezione più competitivo e meritocratico. È fondamentale investire nella propria formazione e nello sviluppo delle competenze richieste, poiché la valutazione non si baserà solo su titoli, ma anche su abilità trasversali e risultati concreti.

PAROLE CHIAVE

Riforma dirigenza, Pubblica Amministrazione, accesso dirigenza, selezione comparativa, merito, valutazione delle performance, formazione obbligatoria.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati il 28 gennaio 2026.
  2. Normativa sulla dirigenza pubblica (D.Lgs. 165/2001).
  3. Riferimenti a leggi e decreti attuativi in materia di riforma della PA.
  4. Documenti ufficiali del Ministero della Pubblica Amministrazione.

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