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L’epitaffio della finanza di progetto: il diritto di prelazione viola la Direttiva 2014/23/UE

CONTENUTO

La recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, emessa il 5 febbraio 2026 (causa C-810/24), ha sollevato un importante interrogativo riguardo alla compatibilità del diritto di prelazione del promotore nel project financing con le normative europee. In particolare, la Corte ha dichiarato che tale diritto, previsto dall’articolo 183, comma 15, del decreto legislativo 50/2016, è incompatibile con la Direttiva 2014/23/UE, che disciplina le concessioni di servizi e lavori.

Il diritto di prelazione consente al promotore di modificare la propria offerta dopo l’aggiudicazione, un meccanismo che, secondo la Corte, viola il principio di parità di trattamento e di concorrenza, sancito dall’articolo 49 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Questa situazione può disincentivare la partecipazione di operatori economici provenienti da altri Stati membri, alterando le dinamiche concorrenziali e generando effetti anticoncorrenziali.

La Corte ha inoltre sottolineato che, sebbene il diritto di prelazione possa essere considerato compatibile con l’articolo 193 del decreto legislativo 36/2023, esso deve essere interpretato in modo da non ledere i principi di concorrenza. Gli enti pubblici, pertanto, possono risolvere le concessioni in essere, come previsto dall’articolo 190, comma 1, dello stesso decreto.

Questa sentenza non segna la fine della finanza di progetto, ma richiede una riforma significativa per valorizzare l’iniziativa privata senza ricorrere a meccanismi di prelazione che possano compromettere la concorrenza. A tal proposito, la Commissione Europea ha già avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, notificata l’8 ottobre 2025.

CONCLUSIONI

La sentenza della Corte di Giustizia UE rappresenta un punto di svolta per il project financing in Italia. È necessario un ripensamento delle normative vigenti per garantire un ambiente competitivo e rispettoso delle regole europee. Le amministrazioni pubbliche dovranno adattarsi a queste nuove indicazioni, rivedendo le modalità di attuazione dei contratti di concessione.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, questa sentenza implica la necessità di una formazione continua sulle normative europee e nazionali riguardanti il project financing. È fondamentale comprendere le dinamiche di concorrenza e i diritti degli operatori economici, per garantire una corretta gestione delle concessioni e una partecipazione attiva e informata nei processi decisionali.

PAROLE CHIAVE

Diritto di prelazione, project financing, Direttiva 2014/23/UE, concorrenza, Corte di Giustizia UE, concessioni, normativa europea.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Direttiva 2014/23/UE
  2. D.Lgs. 50/2016
  3. D.Lgs. 36/2023
  4. Art. 49 TFUE
  5. Art. 190 D.Lgs. 36/2023

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