Lex specialis di gara: i cinque errori contestati da ANAC | LavoriPubblici Lex specialis di gara: i cinque errori contestati da ANAC | LavoriPubblici
ANAC DELIBERA N. 508/2025: I CINQUE ERRORI FATALI NELLA LEX SPECIALIS DI GARA SECONDO IL D.LGS. 36/2023
CONTENUTO
L’Autorità Nazionale Anticorruzione, con la delibera n. 508/2025 datata 17 dicembre 2025, ha individuato e contestato cinque errori determinanti nella redazione della lex specialis di una gara d’appalto per lavori pubblici. L’intervento dell’Autorità si è reso necessario per ripristinare la legalità rispetto alle previsioni del nuovo Codice dei contratti (D.Lgs. 36/2023).
Le principali violazioni riscontrate riguardano:
- Costo della manodopera: è stata rilevata la mancata indicazione separata di tali oneri e l’erronea esclusione della loro ribassabilità, ponendosi in contrasto con l’art. 41, comma 14 del Codice.
- Criteri di valutazione: l’amministrazione ha previsto elementi premiali per prestazioni che erano già necessarie o intrinseche al progetto base. Tale pratica viola l’impianto dell’art. 108, che disciplina i criteri di aggiudicazione.
- Tutela della concorrenza: la formulazione degli atti di gara è risultata approssimativa, introducendo effetti distorsivi che hanno compromesso la par condicio tra gli operatori economici.
- Sospensione della procedura: a causa della gravità delle difformità, l’ANAC ha disposto la trasmissione della delibera all’Amministrazione con conseguente sospensione della procedura di gara.
CONCLUSIONI
La pronuncia dell’ANAC ribadisce che la lex specialis non può derogare ai principi di trasparenza e corretta determinazione dei costi del lavoro. L’effetto pratico è il blocco della gara, rendendo necessaria una riformulazione degli atti che rispetti rigorosamente il divieto di premiare obblighi già esistenti e garantisca la piena separazione dei costi della manodopera.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è fondamentale assicurarsi che i bandi e i disciplinari indichino espressamente i costi della manodopera come scorporati dall’importo soggetto a ribasso (salvo verifiche di congruità). La formulazione di criteri premiali “duplicati” rispetto a prestazioni dovute può esporre l’ente a rilievi dell’ANAC, blocchi della procedura e potenziali profili di responsabilità per il ritardo nella conclusione dell’appalto.
- Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito del Diritto Amministrativo e della disciplina dei Contratti Pubblici. Occorre memorizzare il principio di inderogabilità dei costi della manodopera (art. 41 D.Lgs. 36/2023) e i limiti alla discrezionalità della PA nella scelta dei criteri premiali (art. 108), collegandoli al principio generale di concorrenza e parità di trattamento.
PAROLE CHIAVE
ANAC, Lex specialis, D.Lgs. 36/2023, Costo manodopera, Elementi premiali, Par condicio, Appalti pubblici.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Delibera ANAC n. 508/2025 (17.12.2025): Atto di contestazione di cinque profili di illegittimità nella disciplina di gara.
- D.Lgs. n. 36/2023: Codice dei contratti pubblici, cornice normativa di riferimento per l’intero procedimento.
- Art. 41, comma 14, D.Lgs. 36/2023: Norma che impone l’indicazione separata dei costi della manodopera e ne disciplina il regime di ribassabilità.
- Art. 108, D.Lgs. 36/2023: Regolamentazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa e divieto di premialità indebite.
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