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L’imperativo dell’indipendenza e dell’efficacia: il recepimento in Italia delle direttive UE sugli organismi per la parità
CONTENUTO
Le direttive europee sulla parità di genere, in particolare la Direttiva 2022/2381 e la Direttiva 2023/970, pongono l’accento sull’importanza di garantire l’indipendenza e l’efficacia degli organismi nazionali preposti alla promozione della parità. La prima direttiva mira a garantire un equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate, stabilendo scadenze per il recepimento delle norme, mentre la seconda si concentra sulla trasparenza salariale, imponendo obblighi di reporting e interventi in caso di disparità salariali significative.
Attualmente, il recepimento della Direttiva 2022/2381 non è ancora completo, con una scadenza fissata per il 28 dicembre 2024. Per quanto riguarda la Direttiva 2023/970, il Ministero del Lavoro è in fase di elaborazione di un decreto legislativo, collaborando con l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp) e consultando sindacati e parti sociali, inclusa l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (Aidp). È previsto che, qualora il gap salariale superi il 5%, siano obbligatori interventi congiunti con i sindacati e gli organismi paritari.
La dottrina legale ha messo in guardia sui ritardi nel recepimento di queste direttive, sottolineando che potrebbero esporre l’Italia a procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea, compromettendo così l’indipendenza e l’efficacia degli organi preposti alla parità di genere. Gli obblighi derivanti da queste normative includono la selezione trasparente dei membri dei consigli di amministrazione, la redazione di report annuali sulla composizione di genere e l’introduzione di sanzioni per le violazioni.
CONCLUSIONI
Il recepimento delle direttive europee sulla parità di genere è cruciale non solo per garantire il rispetto delle normative europee, ma anche per promuovere una cultura di equità e inclusione all’interno delle organizzazioni. La trasparenza e l’indipendenza degli organismi per la parità sono elementi fondamentali per il successo di queste iniziative.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la conoscenza di queste normative è essenziale. Essi devono essere pronti a contribuire attivamente alla promozione della parità di genere nelle loro istituzioni, partecipando a processi di selezione trasparenti e collaborando con gli organismi competenti per garantire l’efficacia delle politiche di parità.
PAROLE CHIAVE
Parità di genere, Direttiva 2022/2381, Direttiva 2023/970, indipendenza, efficacia, gap salariale, trasparenza, pubblica amministrazione.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Direttiva 2022/2381 del Parlamento Europeo e del Consiglio, 28 dicembre 2022.
- Direttiva 2023/970 del Parlamento Europeo e del Consiglio, 6 giugno 2023.
- Legge 10 aprile 2023, n. 55.
- Decreto Legislativo n. 198/2006 (Codice delle pari opportunità).
- Riferimenti dottrinali e giurisprudenziali in materia di parità di genere.

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