Buon pomeriggio Dott. Chiarelli,
Avrei bisogno di un suo parerei: in una graduatoria risultano vari candidati con il mio stesso punteggio, pertanto è stata applicata la preferenza titoli come previsto dal bando con indicata l’applicazione di tale preferenza accanto a ogni candidato che ne ha usufruito. La cosa strana è che per il primo candidato con il mio punteggio non è stata indicata. Eppure se è il primo a rigor di logica dovrebbe aver visto applicata la preferenza più “forte”. Mi consiglia di inviare una pec all ente?
La ringrazio
Mancata indicazione titoli di preferenza in graduatoria: conseguenze
CONTENUTO
Nel contesto dei concorsi pubblici, la questione dei titoli di preferenza riveste un’importanza cruciale, specialmente in situazioni di parità di punteggio tra i candidati. Secondo l’articolo 5, comma 4, del D.P.R. 487/1994, i titoli di preferenza sono utilizzati per risolvere le situazioni di ex aequo, privilegiando determinati gruppi di candidati in un ordine specifico. Questo ordine è il seguente: medaglia al valor militare, invalidi di guerra, mutilati, orfani, coniugati con figli a carico, invalidi civili e militari congedati.
È fondamentale che i candidati indichino correttamente i propri titoli di preferenza nella domanda di partecipazione al concorso. La mancata indicazione di tali titoli comporta l’impossibilità di riconoscerli, vanificando così la possibilità di ottenere una posizione privilegiata in caso di parità di punteggio. In assenza di titoli di preferenza, si ricorre a criteri residuali per la risoluzione dell’ex aequo, come il numero di figli, il servizio prestato e l’anzianità di servizio.
Inoltre, per motivi di privacy, i titoli di preferenza non possono essere pubblicati nominativamente nelle graduatorie, ma la loro presenza o assenza può influenzare significativamente le assegnazioni, come nel caso delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per i docenti, dove l’ordine di preferenza incide sulle assegnazioni delle cattedre.
CONCLUSIONI
La corretta indicazione dei titoli di preferenza è essenziale per i candidati ai concorsi pubblici. La loro omissione non solo preclude il riconoscimento di eventuali diritti, ma può anche compromettere le possibilità di successo in graduatoria. È quindi fondamentale prestare attenzione a questo aspetto durante la fase di compilazione della domanda.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la consapevolezza riguardo ai titoli di preferenza è cruciale. È consigliabile verificare di avere tutti i documenti necessari e di indicare correttamente i titoli nella domanda. Un errore in questa fase potrebbe significare perdere opportunità significative nella carriera pubblica.
PAROLE CHIAVE
Titoli di preferenza, concorsi pubblici, graduatorie, D.P.R. 487/1994, ex aequo, diritti dei candidati.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- D.P.R. 487/1994 - Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni.
- Art. 5, comma 4, D.P.R. 487/1994 - Titoli di preferenza.
- Legge 68/1999 - Norme per il diritto al lavoro dei disabili.
- D.M. 374/2017 - Disposizioni sulle GPS per i docenti.
- Regolamento sulla privacy (GDPR) - Regolamento (UE) 2016/679.

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Capisco perfettamente il suo dubbio. In un contesto di concorsi pubblici, dove anche un singolo decimo di punto o una posizione di preferenza può cambiare la vita, è più che lecito voler vederci chiaro.
La situazione che descrive presenta effettivamente un’anomalia logica rispetto a come vengono gestite solitamente le graduatorie in Italia (regolate principalmente dal D.P.R. 487/1994 e successive modifiche, come il recente D.P.R. 82/2023).
Ecco un’analisi della situazione e alcuni consigli su come muoversi.
1. La gerarchia dei criteri di spareggio
In caso di parità di punteggio, l’amministrazione non sceglie a caso. Esiste un ordine gerarchico preciso:
- Titoli di Preferenza: Sono categorie specifiche (es. figli a carico, lodevole servizio, appartenenza a categorie protette, ecc.). Se io ho un titolo di preferenza e lei no, a parità di punti passo avanti io.
- Età (Criterio residuale): Se nessuno dei candidati a pari merito ha titoli di preferenza, o se hanno gli stessi identici titoli, prevale solitamente il candidato più giovane (attenzione: in passato era il più anziano, ma la normativa è cambiata da anni).
L’anomalia: Se i candidati sotto il primo hanno una preferenza indicata e il primo no, a rigor di logica il primo dovrebbe avere una preferenza ancora più “alta” nella scala gerarchica dell’Art. 5 del D.P.R. 487/94. Se non c’è scritto nulla, il sospetto è che sia stato inserito davanti solo per l’età, ma la preferenza per titoli vince sempre sull’età.
2. Possibili spiegazioni (non necessariamente errori)
Prima di ipotizzare un errore, consideri queste possibilità:
- Errore materiale di trascrizione: Il candidato ha la preferenza, ma l’ufficio si è dimenticato di inserire la nota o l’asterisco in quel rigo specifico.
- Preferenze “Silenziose”: Alcuni enti, per estrema (e a volte errata) tutela della privacy, potrebbero aver omesso il dettaglio specifico per il primo in classifica, anche se solitamente la trasparenza amministrativa impone di indicare il motivo del posizionamento.
- Riserve di legge: Verifichi se quel candidato beneficia di una riserva (es. militari volontari), che è un binario ancora diverso e più forte della semplice preferenza.
3. Il mio consiglio: Cosa fare?
Sì, le consiglio di muoversi, ma con un approccio graduato. Non è necessario “fare causa” subito, ma è fondamentale interrompere eventuali termini di decadenza e chiedere spiegazioni.
Passo 1: Inviare una PEC di "Richiesta di chiarimenti"
Non la chiami subito “diffida”. La imposti come una richiesta di accesso civico o una semplice richiesta di delucidazioni in merito ai criteri di posizionamento.
Cosa scrivere nella PEC:
- Indichi i suoi dati e il concorso in oggetto.
- Segnali che, a parità di punteggio, il candidato in posizione X precede candidati con titoli di preferenza esplicitati, senza che per lo stesso sia indicata alcuna preferenza.
- Chieda cordialmente di conoscere il titolo di preferenza o il criterio di legge che ha determinato tale precedenza, a garanzia della trasparenza della procedura.
Passo 2: Accesso agli atti
Se la risposta è vaga o non arriva, lei ha il diritto di presentare un’istanza di Accesso agli Atti (Legge 241/90). Potrà visionare i documenti (oscurati nei dati sensibili altrui, ma chiari nei criteri) per capire se il primo candidato ha effettivamente dichiarato un titolo superiore al suo.
In sintesi
Se lei ha un titolo di preferenza e chi la precede non ne ha (ed è solo più giovane di lei), lei ha diritto a scavalcarlo. L’ente potrebbe aver commesso una svista nel data-entry della graduatoria.
Un piccolo tocco di pragmatismo: Prima di inviare la PEC, controlli bene il Bando. A volte i bandi prevedono criteri di preferenza “interni” all’ente che potrebbero sfuggire a una lettura rapida.
Se tutto sembra confermare il suo dubbio, proceda con la PEC: la trasparenza è un suo diritto e un dovere della Pubblica Amministrazione. In bocca al lupo per la graduatoria!
Ha già controllato se per caso quel candidato risulta vincitore di una riserva specifica prevista nel bando?