Buonasera.
Ho il caso di una impresa che gestisce un affittacamere e un bar. Entrambe le attività sono state sospese in maniera volontaria lo scorso anno. Ad oggi è scaduto il termine massimo di 12 mesi previsto da entrambe le legge regionali, turismo e commercio.
Le attività non sono mai riprese, e se, non sbaglio, dovrei dichiarare la decadenza/cessazione, ma anzi il titolare chiederebbe un ulteriore periodo di sospensione.
Come mi devo comportare? Avete suggerimenti? Grazie.
Dipende dalla legge regionale. Se prevede la possibilità di proroga motivata (di solito legata a motivi “gravi”) e non è perentorio il termine (anche se di solito lo è), puoi accettarla.
Diversamente in base alla legge regionale dovrai dichiarare cessate le attività.
L’impresa un secondo dopo se ha i requisiti può presentare nuova SCIA di avvio attività e sospenderla per un altro anno (salvo divieti espressi nella l.r.).
In Toscana, il codice del commercio all’art 126 comma 1 lett. b, stabilisce che Il comune dispone la chiusura di un esercizio di vicinato o di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande: qualora l’attività sia sospesa per un periodo superiore ad un anno, salvo proroga in caso di comprovata necessità e su motivata istanza presentata prima della scadenza del termine, indipendentemente da intervenuti trasferimenti di titolarità, salvi i casi di sospensione volontaria di cui all’articolo 86.
In generale, il comune deve dichiarare la decadenza del titolo abilitativo. Ciò significa che l’esercente, qualora volesse riavviare, dovrebbe presentare una nuova procedura abilitativa.
La LR in questione indica dei casi di deroga per i quali il termine non si applica e indica, a complta discrezione della PA competente, che può essere concesa una proroga per comprovati motivi di forza maggiore
Ok. Grazie.
Per dichiarare al decadenza è sufficiente che non ci sia stata nessuna comunicazione di riavvio dell’attività, oppure occorrono accertamenti della PM?