Ad agosto ho avuto il mio primo figlio e sono riuscita a lavorare fino all’ultimo giorno prima della data presunta parto, ottenendo il permesso di usufruire della maternità in modalità 0+5 con le dovute autorizzazioni.
La mia DPP era il 06/08/2026. Ho pertanto lavorato fino al 05/08/2026. Il parto è però avvenuto in data successiva, ossia il 15/08/2026. Dal 06/08/2026 al 15/08/2026 (9 giorni) sono quindi rimasta a casa in attesa della nascita.
L’ente di appartenenza mi ha riconosciuto la maternità obbligatoria fino al 06/01/2027, richiamando la Circolare INPS n. 148/2019. Tale data è poi stata confermata anche con chiamata informale dell’ente ad INPS.
La circolare INPS all’ultimo comma del punto 1, specifica testualmente che la facoltà di fruizione del congedo con modalità 0+5 “comporta, a prescindere dal fatto che il parto avvenga prima, in coincidenza o dopo la data presunta indicata sul certificato telematico di gravidanza, che la lavoratrice madre si astenga dal lavoro per i cinque mesi successivi alla data del parto”.
Tuttavia successivamente, in un caso simile al mio, al punto 1.1 riconosce che i 5 mesi di maternità decorrono a partire dalla DPP e non dalla successiva data effettiva del parto.
Sinceramente trovo molto discriminatoria questa Circolare, soprattutto considerata la ratio di estrema tutela della maternità del successivo TU msternità D.Lgs. 151/2001. La cosa che trovo più assurda in assoluto è che, se in data 05/08/2026 mi fossi messa in malattia invece di andare a lavoro, sarei rientrata nella normativa prevista per la modalità 1+4 e pertanto mi sarebbero stati riconosciuti in più anche i giorni intercorrenti tra dpp e parto con rientro a lavoro in data 16/01/2027. Non capisco davvero quale sia il discrimine che porta ad un trattamento diverso e la ratio della circolare che va a penalizzare una mamma che ha lavorato fino all’ultimo giorno possibile.
Lei cosa ne pensa? come mi consiglia di muovermi? ha senso intentare una causa al giudice del lavoro al fine di avere un parere della Cassazione?
Ho provato a contattare un sindacato ma è passato un mese ed ancora non ho una risposta chiara in merito a come muovermi ed a un possibile loro supporto in una causa legale. Non so se ha senso andare privatamente da un avvocato o lasciar perdere. Anche perchè, dato che manca poco al termine della maternità stessa, temo che quei giorni siano ormai persi.
Grazie,
Elena