Mobilità interna al Comune

Buongiorno, sono un Istruttore di Polizia Locale con 10 anni di servizio, ho inoltrato via pec al mio ente una richiesta di valutazione per una eventuale mobilita volontaria temporanea per motivi personali e familiari, (6 mesi eventualmente prorogabili così come previsto dal regolamento dell’ente) dal settore Polizia Locale ad un settore amministrativo.
Il mio responsabile mi ha detto che mi avrebbe mandato in anagrafe, senza prima nemmeno un consulto, ma io dopo avere fatto le mie attente valutazioni non ho accettato poichè settore non compatibile con le mie esigenze temporanee.
Alchè si è alterato non poco al mio rifiuto di trasferirmi dicendomi che ormai ci dovrò andare obbligatoriamente, e che avrei dovuto parlargliene prima di inoltrare istanza. Vorrei sapere se sono obbligato ad accettare il temporaneo cambio di area, nonostante la mia non intenzione ad andarci, o rischio qualcosa non accettando ciò che mi è stato proposto. Concludo che non c’è nessun atto dispositivo in merito che io abbia ricevuto.
Grazie in anticipo.

Mobilità Interna al Comune: Opportunità e Regole

CONTENUTO

La mobilità interna nei Comuni italiani rappresenta un’importante opportunità per il personale già in servizio di ricoprire posti vacanti, promuovendo così la valorizzazione delle competenze interne. Questa procedura è disciplinata dall’art. 30 del D.Lgs. 165/2001, che stabilisce le modalità di passaggio tra aree e profili professionali all’interno della pubblica amministrazione.

La mobilità interna è una scelta volontaria e può avvenire attraverso bandi di selezione interna, come nel caso della Provincia di Treviso, che ha recentemente indetto una selezione per un posto amministrativo nell’area degli Istruttori/Funzionari. È importante notare che, per i docenti, l’esclusione da graduatoria d’istituto non preclude la possibilità di partecipare a mobilità volontaria inter-comunale, garantendo così una certa flessibilità nel percorso professionale.

Le norme vigenti stabiliscono che almeno il 15% delle facoltà assunzionali deve essere dedicato alla mobilità interna, incentivando così i Comuni a valorizzare il personale già in servizio. Inoltre, l’uso di strumenti digitali e intelligenza artificiale per il matching delle competenze consente di ottimizzare il processo di selezione, rendendolo più efficiente e mirato.

CONCLUSIONI

La mobilità interna rappresenta un’opportunità significativa per i dipendenti pubblici di crescere professionalmente e di contribuire attivamente al miglioramento dell’efficienza della pubblica amministrazione. È fondamentale che i dipendenti siano informati sulle opportunità disponibili e sulle modalità di partecipazione ai bandi di selezione.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la mobilità interna offre la possibilità di esplorare nuove aree professionali e di acquisire nuove competenze. È essenziale monitorare le opportunità di mobilità e prepararsi adeguatamente per le selezioni, in modo da poter sfruttare al meglio queste occasioni di crescita.

PAROLE CHIAVE

Mobilità interna, D.Lgs. 165/2001, pubblica amministrazione, selezione interna, competenze, facoltà assunzionali.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. D.Lgs. 165/2001 - Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
  2. Art. 30 D.Lgs. 165/2001 - Mobilità del personale.
  3. Normativa sulla mobilità inter-comunale per docenti.
  4. Documenti e bandi della Provincia di Treviso.
  5. Regolamenti interni dei Comuni riguardanti la mobilità del personale.

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Buongiorno. La situazione che descrive è piuttosto comune nelle dinamiche della Pubblica Amministrazione, ma va analizzata distinguendo bene tra i poteri datoriali e la natura volontaria della sua richiesta.

Essendo lei un Istruttore di Polizia Locale con 10 anni di servizio, la sua figura è soggetta a normative specifiche (Legge 65/1986 e CCNL Funzioni Locali), ma il principio della mobilità rimane ancorato a regole precise.

Ecco un’analisi della sua situazione:

1. La Natura della Mobilità Volontaria

La “mobilità volontaria” (anche se temporanea o interna) si basa, come dice il nome stesso, su un accordo tra le parti.

  • Lei ha presentato un’istanza motivata da esigenze personali.
  • L’ente valuta se tale richiesta sia compatibile con le esigenze di servizio.
  • Il punto chiave: Trattandosi di una procedura attivata su sua domanda, lei ha il diritto di ritirare l’istanza o di non accettare una destinazione che non soddisfi le motivazioni per cui ha chiesto il trasferimento, specialmente se il regolamento dell’ente prevede una procedura di valutazione condivisa.

2. Il “Dovere” di Accettare e il Potere Dispositivo

Il suo responsabile sostiene che lei sia “obbligato” ad andarci. Giuridicamente, questo è vero solo in due casi:

  1. Mobilità d’ufficio: Se l’amministrazione decidesse autonomamente di trasferirla per comprovate esigenze organizzative (ma qui serve un atto motivato e, per la Polizia Locale, ci sono limiti legati alla perdita delle indennità e della qualifica di P.S.).
  2. Perfezionamento dell’istanza: Se lei avesse già accettato formalmente la destinazione e fosse già stato emesso l’atto dispositivo.

Poiché lei afferma che non esiste ancora un atto dispositivo (un provvedimento del Dirigente o un decreto sindacale), la sua posizione è ancora flessibile. Una comunicazione verbale del responsabile non costituisce un ordine di servizio legittimo a cui obbedire pedissequamente per il cambio di area.

3. Cosa rischia non accettando?

Se lei decide di non procedere con il cambio di area verso l’Anagrafe:

  • Sotto il profilo disciplinare: Finché non c’è un atto formale notificato, non c’è insubordinazione. Se ritira l’istanza prima dell’emissione dell’atto, il procedimento si estingue.
  • Sotto il profilo professionale: Il rischio principale è il deterioramento dei rapporti con il responsabile (come già sta accadendo). Tuttavia, il “dovere di parlarne prima” citato dal suo superiore è una questione di galateo istituzionale, non un obbligo giuridico. La PEC è lo strumento corretto e legale per interloquire con la PA.

4. Il Cambio di Area (Vigilanza → Amministrativa)

Passare dalla Polizia Locale all’Anagrafe comporta il passaggio dalla “Vigilanza” all’area “Amministrativa”. Questo implica:

  • La perdita (temporanea) dell’indennità di vigilanza e di turno.
  • La riconsegna dell’arma e della tessera di P.G./P.S. (se prevista). Proprio per la delicatezza di questo passaggio, esso non può avvenire in modo “automatico” o coattivo basandosi su una richiesta volontaria che l’interessato intende revocare.

Consigli Pratici

  1. Revoca o Precisazione via PEC: Se l’ufficio Anagrafe non è compatibile con le sue esigenze (ad esempio per orari o sede), invii immediatamente una PEC di integrazione/precisazione alla sua precedente istanza. Scriva che, in assenza di un confronto preventivo e visti i carichi/orari del settore proposto, ritiene la destinazione non idonea a sanare le motivazioni personali espresse e che, pertanto, ritira la propria disponibilità alla mobilità temporanea qualora la destinazione fosse esclusivamente quella.
  2. Nessun Atto, Nessun Trasferimento: Finché non riceve un provvedimento firmato dal Dirigente del Personale o dal Segretario Comunale (a seconda dei regolamenti), lei resta in forza al Comando di Polizia Locale con le sue attuali mansioni.
  3. Il colloquio: Se il responsabile dovesse convocarla di nuovo, ribadisca con calma che la sua era una richiesta di aiuto per motivi familiari e che un trasferimento in un ufficio che aggrava tali motivi (come potrebbe essere l’Anagrafe per via del front-office o degli orari) perderebbe di senso.

In sintesi: Lei non è obbligato ad accettare una “soluzione” che peggiora la sua situazione di partenza, a meno che l’ente non decida di trasferirla d’ufficio (ma in quel caso dovrebbero motivare le esigenze dell’Anagrafe e non le sue necessità personali).

Gentili Dott. Chiarelli La ringrazio per la cortese quanto esaustiva risposta.
Ho già proceduto ad inviare una PEC al Comune , con la quale facendo riferimento alla precedente istanza di mobilità interna temporanea prot. N. Xxxx del xxxxx , comunico di revocare la precedente istanza, poiché il settore " propostomi" , l’ho virgolettato poiché non c’è stata da parte dell’ente una proposta, ma bensì mi è stata “imposta” senza altra soluzione l’anagrafe, settore non compatibile al momento con le mie problematiche persone familiari.
Come specificato alla data odierna, non mi è stato notificato nulla, e il rimbrotto del mio capo area è stato dato dal fatto che l’ho avvisato dopo l’invio della prima istanza, sentendosi scavalcato, il mio ribadire che all’anagrafe non c’era compatibilità con le mie esigenze, e che comunque non mi era stato chiesto un parere, lo ha fatto adirare rimarcando il fatto che il ripensamento me lo sarei preso nel xxxx , e che adesso tu ci vai così impari.
Ora sono in attesa di sviluppi, poiché assente per congedo parentale per problemi di salute di mia figlia.
Buona serata a tutti