Modalità di svolgimento del colloquio nelle progressioni verticali - NeoPA https://share.google/4me1ORdN9rmwDp10Y
T.A.R. Liguria n. 933/2024: Nelle progressioni verticali è legittimo il colloquio tecnico-pratico con criteri predefiniti
CONTENUTO
Il T.A.R. Liguria, con la sentenza n. 933/2024, ha fornito importanti chiarimenti in merito alle procedure di progressione verticale all’interno della Pubblica Amministrazione. Secondo i giudici amministrativi, la PA gode di discrezionalità nella scelta delle modalità di selezione, potendo legittimamente prevedere lo svolgimento di un colloquio attitudinale o tecnico-pratico, che può declinarsi anche in prove orali o scritte.
Il presupposto essenziale per la legittimità di tale scelta risiede nell’indicazione preventiva e puntuale dei criteri di valutazione e delle materie d’esame, in ossequio al principio di trasparenza e imparzialità sancito dall’ art. 97 Cost.. Questo orientamento trova conferma in altre recenti pronunce, quali la sentenza del T.A.R. Puglia n. 538/2024 e la sentenza del T.A.R. Lazio n. 11827/2025.
Il quadro normativo di riferimento si fonda sull’art. 52, co. 1-bis, D.Lgs. 165/2001, che disciplina il passaggio tra aree diverse, e sulle previsioni dell’art. 13 CCNL Funzioni Locali. Inoltre, l’adozione di prove selettive all’interno di tali procedure richiama quanto previsto dall’art. 3, co. 2, lett. c, DPR 487/1994, garantendo una selezione basata sul merito e sulle competenze professionali necessarie per l’accesso all’area superiore.
CONCLUSIONI
La sentenza conferma che le progressioni verticali non devono basarsi esclusivamente sulla valutazione di titoli o anzianità, ma possono includere prove di verifica delle competenze. L’effetto pratico è il riconoscimento di una PA capace di strutturare percorsi di carriera dinamici, a patto che le regole del gioco (materie e criteri) siano fissate prima dell’inizio delle prove.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è fondamentale monitorare i bandi interni di progressione per verificare che la PA abbia predefinito le materie e i criteri di valutazione. La mancanza di tali elementi negli atti della procedura potrebbe viziare l’intero iter selettivo, esponendo l’amministrazione a ricorsi e potenziali responsabilità per violazione dei principi di trasparenza.
- Per il Concorsista: il tema rientra pienamente nello studio del Diritto Amministrativo, con particolare riferimento al Pubblico Impiego e alla disciplina delle carriere. È importante collegare questo istituto al principio del pubblico concorso e alla disciplina del passaggio tra le aree ex art. 52 D.Lgs. 165/2001.
PAROLE CHIAVE
Progressioni verticali, Colloquio tecnico-pratico, Pubblico impiego, T.A.R. Liguria n. 933/2024, Criteri di valutazione, D.Lgs. 165/2001, CCNL Funzioni Locali.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- T.A.R. Liguria, sent. n. 933/2024: Conferma la legittimità del colloquio tecnico-pratico nelle progressioni verticali se supportato da criteri preventivi.
- Art. 52, co. 1-bis, D.Lgs. 165/2001: Norma cardine sul passaggio tra aree e progressioni verticali nel pubblico impiego.
- Art. 13 CCNL Funzioni Locali: Disciplina contrattuale specifica sulle progressioni di carriera per il comparto locale.
- Art. 3, co. 2, lett. c, DPR 487/1994: Regolamento sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e modalità di svolgimento dei concorsi.
- Art. 97 Cost.: Principio costituzionale di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione.
- T.A.R. Lazio n. 11827/2025: Sentenza che conferma l’orientamento sulla legittimità delle prove nelle progressioni.
- T.A.R. Puglia n. 538/2024: Pronuncia conforme sulla necessità di criteri e materie d’esame predefinite.

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