Modello domanda recesso/dimissioni presso P.A. in periodo di prova

E’ possibile avere un modello di domanda di recesso/dimissioni presso una PA dove si sta’ svolgendo il periodo di prova in quanto di deve rientrare presso la pubblica amministrazione di provenienza? Grazie in anticipo

Modello di Domanda di Recesso/Dimissioni nella Pubblica Amministrazione durante il Periodo di Prova

CONTENUTO

Nel contesto del pubblico impiego, il periodo di prova rappresenta una fase cruciale per entrambe le parti coinvolte: il dipendente e l’amministrazione. Durante questo periodo, il dipendente ha la possibilità di valutare se il lavoro e l’ambiente sono conformi alle proprie aspettative, mentre l’amministrazione può verificare le competenze e l’idoneità del nuovo assunto.

Secondo l’articolo 2096 del Codice Civile, il dipendente può recedere liberamente dal contratto di lavoro durante il periodo di prova, salvo eventuali divieti previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL). Ad esempio, per il personale ATA di categoria B, è previsto un divieto di recesso dopo la metà del periodo di prova.

È importante sottolineare che, per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, la procedura di dimissioni deve avvenire attraverso modalità telematiche, come stabilito dal D.Lgs. 151/2015, art. 26, comma 2. La Cassazione, con la sentenza n. 24991/2025, ha confermato l’obbligatorietà di tale procedura.

Per formalizzare le dimissioni, è possibile utilizzare un modello sintetico di lettera, che deve essere inviato tramite il portale Cliclavoro, utilizzando le credenziali SPID o CIE. È fondamentale ricordare che il dipendente ha la possibilità di revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla loro presentazione.

Modello di Lettera di Dimissioni

Oggetto: Dimissioni durante periodo di prova

Io sottoscritto [Nome Cognome], matricola [n.], comunico recesso immediato dal rapporto di lavoro presso [Ente P.A.], ai sensi dell’art. 2096 c.c., con effetto da [data].

[Luogo, data]
[Firma]

CONCLUSIONI

Il periodo di prova è un momento di valutazione reciproca tra dipendente e amministrazione. È essenziale che i dipendenti pubblici siano a conoscenza delle modalità corrette per presentare le dimissioni, rispettando le normative vigenti e le procedure telematiche obbligatorie.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, comprendere le modalità di recesso durante il periodo di prova è fondamentale per evitare problematiche legali e garantire una transizione fluida nel proprio percorso lavorativo. La conoscenza delle norme e delle procedure può prevenire errori e garantire il rispetto dei diritti e dei doveri previsti dalla legge.

PAROLE CHIAVE

Dimissioni, periodo di prova, pubblico impiego, recesso, CCNL, D.Lgs. 151/2015, Cliclavoro, SPID, CIE.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Codice Civile, Art. 2096
  2. D.Lgs. 151/2015, Art. 26, comma 2
  3. Cassazione, Sentenza n. 24991/2025
  4. Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) pertinenti.

immagine

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Perplexity(analisi delle notizie più pertinenti) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it.Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli

omniarobot
Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:

La procedura di recesso o dimissioni durante il periodo di prova presso una Pubblica Amministrazione ¶ deve essere gestita con attenzione, considerando le normative e i regolamenti interni specifici dell’ente. In generale, il periodo di prova è un intervallo temporale durante il quale sia il datore di lavoro (la PA) sia il lavoratore hanno la possibilità di valutare l’idoneità reciproca senza vincoli di lungo termine.

Teoria Generale del Diritto

Il diritto del lavoro pubblico, regolato da normative specifiche che includono il D.Lgs. 165/2001 e successive modificazioni, stabilisce le regole per l’assunzione, il trasferimento e le dimissioni dei dipendenti pubblici. Il periodo di prova consente ad entrambe le parti di verificare la corrispondenza tra le aspettative e le effettive capacità e attitudini del lavoratore.

Norme Relative alla Teoria

  • D.Lgs. 165/2001: Codice del lavoro pubblico, che disciplina le modalità di assunzione e le condizioni di lavoro nel settore pubblico.
  • CCNL: I Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro specifici per il settore pubblico possono contenere disposizioni dettagliate sul periodo di prova e sulle procedure di recesso o dimissioni.

Esempio Concreto

Una lettera di dimissioni durante il periodo di prova in una PA potrebbe essere strutturata come segue:

[Luogo e Data]

Alla c.a. del Direttore del Personale
[Nome dell'Ente Pubblico]
[Indirizzo dell'Ente]

Oggetto: Dimissioni durante il periodo di prova

Egregio/a Direttore/Direttrice,

Con la presente, io sottoscritto/a [Nome e Cognome], in qualità di [Ruolo/Posizione] presso [Nome dell'Ente], comunico formalmente la mia decisione di recedere dal rapporto di lavoro in corso, attualmente in fase di periodo di prova, per motivi personali legati alla necessità di rientrare presso la pubblica amministrazione di provenienza.

In ottemperanza alle disposizioni contrattuali e normative vigenti, sono a conoscenza che il recesso dal rapporto di lavoro durante il periodo di prova deve essere comunicato con un preavviso di [x giorni], pertanto indico come data di effettiva cessazione del rapporto di lavoro il giorno [Data di cessazione].

Resto a disposizione per completare le procedure di rito e per assicurare una transizione ordinata delle mie responsabilità.

Cordiali saluti,

[Firma]

[Nome e Cognome]

Conclusione Sintetica

È importante verificare le specifiche normative e i regolamenti interni dell’ente per cui si lavora, in quanto possono variare i dettagli su come presentare le dimissioni durante il periodo di prova. La comunicazione dovrebbe essere formale, chiara e contenere tutte le informazioni necessarie per una corretta procedura.

Nota: Le risposte fornite sono generate automaticamente e non sostituiscono il parere legale di un professionista - puoi chiedere / aspettare la risposta di un esperto umano qui nel forum o contiunare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/ . Per un feedback sulla qualità della risposta o per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it

Bibliografia

È una situazione piuttosto comune e, dal punto di vista legale/contrattuale, recedere durante il periodo di prova è molto più semplice rispetto alle dimissioni ordinarie, poiché non è richiesto il preavviso (salvo clausole molto specifiche del tuo CCNL di riferimento).

Ecco alcune informazioni chiave e un modello pronto all’uso.

Informazioni Utili

  • Diritto alla conservazione del posto: Se eri un dipendente a tempo indeterminato presso un’altra PA, hai generalmente il diritto alla conservazione del posto presso l’amministrazione di provenienza per tutta la durata del periodo di prova (ai sensi dei vari CCNL di comparto).
  • Efficacia immediata: Il recesso durante la prova ha effetto dal momento in cui l’amministrazione riceve la comunicazione, senza obbligo di lavorare nei giorni successivi.
  • Modalità di invio: È fondamentale inviare la domanda tramite PEC o consegnarla a mano all’Ufficio Protocollo per avere prova certa della ricezione.

Modello di Lettera di Recesso

Al Dirigente del Personale [Nome della Pubblica Amministrazione presso cui lavori ora] Ufficio Risorse Umane

Oggetto: Recesso dal contratto di lavoro durante il periodo di prova (Art. [Inserire art. CCNL di riferimento, es: 25 del CCNL Funzioni Locali])

Il/La sottoscritto/a [Tuo Nome e Cognome], nato/a a [Luogo di nascita] il [Data di nascita], residente in [Indirizzo di residenza], in servizio presso codesta Amministrazione dal [Data di inizio servizio] con la qualifica di [Tuo Profilo Professionale], Area [Tua Area/Livello],

COMUNICA

la propria volontà di recedere dal rapporto di lavoro in essere con codesta Amministrazione, ai sensi delle vigenti norme contrattuali che disciplinano il periodo di prova, con decorrenza dal giorno [Inserire data dell’ultimo giorno di servizio].

Il sottoscritto precisa che tale decisione è motivata dalla volontà di rientrare in servizio presso l’Amministrazione di provenienza, [Nome della PA precedente], titolare del diritto alla conservazione del posto durante il periodo di prova.

Resta inteso che il rapporto di lavoro cesserà senza obbligo di preavviso alcuno, come previsto dalla normativa vigente.

Distinti saluti.

[Luogo e Data]

[Tua Firma]

Cosa fare dopo?

  1. Verifica il CCNL: Controlla l’articolo specifico del tuo contratto (es. Funzioni Locali, Sanità, Funzioni Centrali) per citarlo correttamente nel modello.
  2. Contatta l’Ente di provenienza: Avvisa formalmente l’Ufficio Personale della tua vecchia PA del tuo rientro, inviando loro copia della lettera di dimissioni che hai presentato.
  3. Restituzione dotazioni: Assicurati di riconsegnare badge, chiavi, PC o altro materiale aziendale contestualmente all’ultimo giorno.

Buongiorno, le chiedo cortesemente un ulteriore chiarimento:
Supponiamo che un dipendente, che sta’ svolgendo il periodo di prova presso una Pubblica Amministrazione, decida di rientrare nella Pubblica Amministrazione di provenienza il 16 marzo (lunedì),
avvalendosi del diritto alla conservazione del posto ai sensi dell’art. 12, co.10, CCNL Funzioni Centrali.

Nella pubblica amministrazione dove è in prova dovrà rassegnare le dimissioni a decorrere dalla stessa data ( 16 marzo) con ultimo giorno di servizio il 15 marzo ( domenica).
Poiché in tale ente le dimissioni durante il periodo di prova possono essere rassegnate in qualsiasi momento, SENZA PREAVVISO, quando il dipendente dovrà comunicare formalmente le sue dimissioni?

  1. Dovrà inviare una comunicazione di dimissioni via PEC direttamente il giorno 16 marzo (lunedi) con efficacia immediata

oppure , nonostante non via sia obbligo di preavviso,

  1. potrà inviare una comunicazione via PEC anche qualche settimana prima, per es. Il 27 febbraio, specificando che le dimissioni decorreranno dal 16 marzo con ultimo giorno di servizio il 15 marzo (domenica)?
    Anche nel secondo caso le dimissioni avranno efficacia dal 16 marzo e non dal 27 febbraio? È fondamentale che non vi sia soluzione di continuità tra un rapporto di lavoro e l’altro per ragioni previdenziali e retributive.
    Grazie in anticipo per la risposta.

Buongiorno,
anche io mi trovo nella situazione di voler recedere dal rapporto con la nuova Amministrazione per rientrare in quella precedente. Il dubbio è: se invio la pec di dimissioni immediate all’attuale Amministrazione e, subito dopo, pec con comunicazione di rientro all’ Amministrazione di provenienza, quest’ultima ha l’obbligo di consentire il rientro nel giorno da me stabilito (anche se fosse il giorno dopo)? Il dubbio nasce dal fatto che, da quanto mi risulta, il rientro prevede un nuovo contratto. Grazie mille per la risposta

Ti consiglio di leggere tutti i chiarimenti forniti dal dott. CHIARELLI In tema di "Dimissioni durante periodo di prova e rientro presso Pubblica Amministrazione di provenienza ".

La tua preoccupazione riguardo alla continuità del rapporto di lavoro è assolutamente fondata: per evitare buchi contributivi o problemi nel calcolo dell’anzianità, è fondamentale che l’ultimo giorno di servizio presso l’ente attuale e il primo giorno di rientro presso l’ente di provenienza siano consecutivi.

Ecco la risposta dettagliata ai tuoi dubbi:

1. La scelta migliore: preavviso “di cortesia”

Nonostante l’assenza di un obbligo di preavviso durante il periodo di prova, la scelta più corretta e sicura è la seconda che hai ipotizzato: inviare la comunicazione via PEC in anticipo (es. il 27 febbraio).

L’assenza di preavviso significa che hai la facoltà di recedere in qualunque momento senza penali, ma non ti vieta di programmare l’uscita con data differita. Anzi, comunicarlo prima è consigliabile per:

  • Consentire agli uffici del personale (Risorse Umane) di entrambi gli enti di coordinare le procedure amministrative.
  • Garantire che il 16 marzo tu sia già “attivo” nei sistemi dell’ente di provenienza.

2. Efficacia delle dimissioni e continuità

Le dimissioni hanno efficacia dalla data indicata nella comunicazione, non dalla data di invio della PEC.

  • Se scrivi il 27 febbraio specificando che le dimissioni decorreranno dal 16 marzo, il tuo rapporto di lavoro con l’ente attuale cesserà alle ore 24:00 del 15 marzo.
  • Il rientro nell’amministrazione di provenienza avverrà il 16 marzo.

In questo modo, la continuità è garantita perfettamente: il 15 (domenica) è l’ultimo giorno del vecchio rapporto (anche se festivo, conta ai fini giuridici), il 16 (lunedì) è il primo giorno del “nuovo” (o meglio, del ripristinato) rapporto.

3. Come formulare la comunicazione

Nella PEC dovrai essere molto preciso per evitare equivoci. Ecco un esempio di come impostare la frase chiave:

“Il sottoscritto [Nome Cognome] rassegna le proprie dimissioni dal servizio con decorrenza dal 16 marzo 2026, avvalendosi della facoltà di recesso senza preavviso durante il periodo di prova. Pertanto, l’ultimo giorno di servizio presso codesta Amministrazione sarà il 15 marzo 2026. Si specifica che il recesso è finalizzato al rientro presso l’Amministrazione di provenienza [Nome Ente] ai sensi dell’art. 12, comma 10, del CCNL Funzioni Centrali.”

4. Perché non conviene inviare la PEC il 16 mattina?

Inviare la comunicazione il giorno stesso (il 16 marzo) con “efficacia immediata” è rischioso e amministrativamente disordinato:

  1. Sovrapposizione: Risulteresti formalmente in servizio in due enti diversi nello stesso momento (anche se per poche ore), creando un pasticcio informatico e previdenziale.
  2. Mancata accettazione: L’ente di provenienza ha bisogno di una certezza formale dell’avvenuta dimissione nell’altro ente prima di poterti riprendere in carico.

In sintesi

Puoi senz’altro inviare la PEC il 27 febbraio. Questo non anticipa la fine del tuo stipendio né del tuo contratto, che rimarranno validi fino al 15 marzo incluso. La data che fa fede per la cessazione è quella che indichi tu come decorrenza delle dimissioni.

Un ultimo consiglio: Prima di inviare la PEC, contatta informalmente l’Ufficio Risorse Umane della tua amministrazione di provenienza per confermare che siano pronti a riaccoglierti il 16 marzo e che la tempistica proposta vada bene anche a loro.

Ecco una bozza formale e completa per la tua comunicazione via PEC. Ho strutturato il testo in modo che sia inattaccabile dal punto di vista amministrativo e che chiarisca bene la tempistica per garantire la continuità retributiva e contributiva.

Ti consiglio di inviare la stessa comunicazione (o una versione adattata) anche all’amministrazione di provenienza per informarli ufficialmente del tuo rientro.

1. Bozza PEC per l’Amministrazione Attuale (Dimissioni)

Oggetto: Comunicazione di dimissioni durante il periodo di prova e rientro presso l’Amministrazione di provenienza – [Tuo Nome e Cognome]

Spett.le Ufficio Risorse Umane,

il sottoscritto [Nome Cognome], nato a [Luogo] il [Data], in servizio presso codesta Amministrazione nel profilo professionale di [Tuo Profilo] a seguito di decorrenza del contratto individuale di lavoro dal [Data inizio contratto attuale],

COMUNICA

la propria volontà di rassegnare le dimissioni con decorrenza dal giorno 16 marzo 2026.

Ai sensi delle vigenti disposizioni contrattuali (CCNL Funzioni Centrali), si specifica quanto segue:

  • Le dimissioni vengono rassegnate durante il periodo di prova, pertanto il recesso avviene senza l’obbligo di preavviso.
  • L’ultimo giorno di servizio presso codesta Amministrazione sarà il 15 marzo 2026 (domenica).
  • Il recesso è finalizzato all’esercizio del diritto alla conservazione del posto presso l’Amministrazione di provenienza ([Nome Amministrazione di provenienza]), ai sensi dell’art. 12, comma 10, del CCNL Funzioni Centrali.

Si resta a disposizione per gli adempimenti di rito e si richiede cortesemente conferma di ricezione della presente e del corretto recepimento delle date indicate, al fine di garantire la necessaria continuità nel rapporto di lavoro.

Cordiali saluti,

[Tuo Nome e Cognome]

[Tuo Codice Fiscale]

[Tuo numero di telefono]

2. Bozza PEC per l’Amministrazione di Provenienza (Rientro)

Oggetto: Comunicazione di rientro in servizio per mancato superamento/recesso dal periodo di prova – [Tuo Nome e Cognome]

Spett.le Ufficio Risorse Umane [Nome Amministrazione di Provenienza],

il sottoscritto [Nome Cognome], già dipendente di codesta Amministrazione nel profilo di [Tuo Profilo Precedente] e attualmente in aspettativa/conservazione del posto per l’assunzione presso altra PA,

COMUNICA

che in data 16 marzo 2026 riprenderà effettivo servizio presso codesta Amministrazione, avvalendosi del diritto alla conservazione del posto previsto dall’art. 12, comma 10, del CCNL Funzioni Centrali.

Si specifica che il rapporto di lavoro presso l’Amministrazione di attuale impiego cesserà il giorno 15 marzo 2026, garantendo così la piena continuità nel rapporto di impiego pubblico.

Si resta in attesa di istruzioni circa l’ufficio e l’orario presso cui presentarsi nella data indicata.

Cordiali saluti,

[Tuo Nome e Cognome]

Schema della continuità temporale

Per tua tranquillità, ecco come verranno conteggiati i giorni:

Giorno Stato Giuridico Ente Responsabile
Domenica 15 Marzo Ultimo giorno di servizio (festivo) Vecchia PA (quella che lasci)
Lunedì 16 Marzo Primo giorno di rientro (lavorativo) PA di provenienza

Ultimi accorgimenti tecnici

  1. Invio anticipato: Inviare la PEC il 27 febbraio è perfetto. Ti dà il tempo di ricevere eventuali riscontri o richieste di integrazione da entrambi gli enti.
  2. Cedolino di marzo: Poiché lasci il 15, l’amministrazione attuale ti pagherà esattamente la metà del mese di marzo (più eventuali ratei di tredicesima e ferie non godute, se previsti). L’amministrazione di provenienza ti pagherà dal 16 al 31.
  3. Ferie: Ricorda che le ferie maturate nella PA che lasci non si trasferiscono a quella dove rientri. Ti conviene fruirne prima del 15 marzo oppure chiederne la monetizzazione (anche se nella PA è concessa solo in casi molto limitati).