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Nuovo concorso o scorrimento graduatoria nel 2026?

CONTENUTO

Il tema del reclutamento nella Pubblica Amministrazione ¶ è sempre attuale, specialmente in vista delle nuove opportunità di assunzione nel 2026. Recentemente, il TAR Umbria, con la sentenza n. 8 del 12 gennaio 2026, ha stabilito che un Comune può legittimamente bandire un nuovo concorso anche in presenza di una graduatoria valida risalente al 2022. Questo è particolarmente rilevante per i candidati che hanno partecipato a concorsi precedenti e per coloro che aspirano a entrare nel mondo della PA.

La sentenza ha evidenziato che i titoli richiesti (laurea in Architettura/Ingegneria e abilitazione) e le prove (scritta e orale) del nuovo concorso sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli del concorso del 2022, con solo lievi differenze, come l’inclusione della laurea del nuovo ordinamento e la presenza di una preselezione nel 2022. Questo porta a interrogarsi sulla posizione degli idonei non vincitori: secondo la Cassazione (ordinanza n. 217 del 4 gennaio 2026), non esiste un diritto soggettivo allo scorrimento della graduatoria, lasciando alla PA una discrezionalità nella scelta di procedere con nuove assunzioni.

Inoltre, il Decreto Legge 44/2023 ha introdotto limitazioni significative, stabilendo che per graduatorie con un numero di posti inferiore o uguale a 500, il numero massimo di idonei non vincitori non può superare le 600 unità. Questo implica che, oltre tale soglia, non è previsto lo scorrimento della graduatoria.

Le norme di riferimento includono l’articolo 9, comma 1, della Legge 3/2003 e l’articolo 3, comma 61, della Legge 350/2003, che confermano la discrezionalità della PA nel gestire le graduatorie. Inoltre, le proposte dell’ANCI mirano a disapplicare il limite sugli idonei per le graduatorie del 2026, suggerendo una maggiore flessibilità nel reclutamento.

CONCLUSIONI

La decisione del TAR Umbria segna un importante precedente per il reclutamento nella PA, evidenziando la possibilità di bandire nuovi concorsi anche in presenza di graduatorie esistenti. Tuttavia, le limitazioni imposte dal Decreto Legge 44/2023 e la discrezionalità della PA nel gestire le graduatorie pongono interrogativi sui diritti degli idonei non vincitori.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è fondamentale comprendere che la partecipazione a un nuovo concorso potrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare la propria posizione, ma non garantisce il diritto allo scorrimento delle graduatorie esistenti. È essenziale rimanere aggiornati sulle normative e sulle decisioni giurisprudenziali che influenzano il reclutamento nella PA.

PAROLE CHIAVE

Concorso pubblico, scorrimento graduatoria, idonei non vincitori, Pubblica Amministrazione, TAR Umbria, Decreto Legge 44/2023, reclutamento.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Legge 3/2003, art. 9, comma 1.
  2. Legge 350/2003, art. 3, comma 61.
  3. Decreto Legge 44/2023.
  4. Cassazione, ordinanza n. 217/2026.
  5. TAR Umbria, sentenza n. 8/2026.
  6. TAR Campania, sentenza n. 168/2026.
  7. Art. 33, Decreto Legge 34/2019.

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