Occupazione suolo da parte di comitato non costituito

Un comitato non costituito vuole proporre una sorte di agorà in piazza pubblica per discutere su problematiche cittadine legate ai pubblici esercizi.
A tal proposito si richiede:

  1. la richiesta di occupazione suolo deve essere fatta dal privato promotore? oppure può essere sottoscritta da più persone?
  2. oltre che presentare la domanda in bollo (il caso sembra non ricadere nelle casistiche di cui alla Risoluzione AgE 89/E 01.04.2009), devono essere corrisposti gli oneri relativi al canone patrimoniale (qualora l’occupazione ecceda i 10 mq - non rientrato secondo il disposto dell’art. 3 co.67 L.549/1995 o in ogni caso)?
  3. qualora venga utilizzato un microfono con cassa di amplificazione, l’istanza deve essere accompagnata da relazione tecnico in acustica? (si precisa che la regione non ha adottato una legge propria secondo l’art.4 della L447/95, tantomeno il comune ha adottato un regolamento per la zonizzazione).
    Grazie.

Occupazione suolo da comitato non costituito: illegittimità e rimedi

CONTENUTO

L’occupazione abusiva di suolo pubblico da parte di un comitato non formalmente costituito rappresenta un illecito amministrativo che può avere rilevanza sia penale che civile. In particolare, l’articolo 633 del Codice Penale punisce l’invasione di terreni o strade, mentre il DPR 16/12/1992 n. 495, all’articolo 5 comma 2, prevede che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti o l’ente proprietario possano emettere una diffida e procedere al commissariamento in caso di inadempienza.

Quando si tratta di suolo privato, l’articolo 844 del Codice Civile entra in gioco, stabilendo che le immissioni intollerabili, come la presenza di strutture fisse, possono giustificare azioni inibitorie e richieste di risarcimento danni. Questo articolo mira a bilanciare i diritti di proprietà e la necessità di utilizzare il suolo in modo produttivo. In alcune regioni, come la Lombardia, la Legge Regionale 26/12/2003 n. 26, articolo 13 ter, prevede che il mancato rispetto delle norme sul suolo possa portare all’assegnazione di un commissario ad acta per garantire l’adeguata gestione del territorio.

In caso di occupazione abusiva, il rimedio più efficace è la segnalazione all’ente proprietario, che può essere il Comune o la Regione, per richiedere lo sgombero coattivo e l’applicazione di sanzioni. È importante notare che, poiché il comitato non ha personalità giuridica, i promotori dello stesso possono essere ritenuti responsabili in solido per le violazioni commesse.

CONCLUSIONI

L’occupazione abusiva di suolo da parte di un comitato non costituito è un fenomeno che può avere gravi conseguenze legali. È fondamentale che i dipendenti pubblici e i concorsisti siano a conoscenza delle norme vigenti e dei rimedi disponibili per affrontare tali situazioni. La corretta gestione del suolo pubblico e privato è essenziale per garantire il rispetto delle leggi e la tutela dei diritti di tutti i cittadini.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è cruciale comprendere le procedure da seguire in caso di occupazione abusiva di suolo. Essi devono essere in grado di identificare situazioni di illegittimità e attivare i giusti canali per la segnalazione e il rimedio, contribuendo così a mantenere l’ordine pubblico e la legalità.

PAROLE CHIAVE

Occupazione abusiva, suolo pubblico, illecito amministrativo, comitato, responsabilità, rimedi, segnalazione, legge regionale.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Codice Penale, art. 633.
  2. DPR 16/12/1992 n. 495, art. 5 comma 2.
  3. Codice Civile, art. 844.
  4. Legge Regionale Lombardia 26/12/2003 n. 26, art. 13 ter.

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In assenza di un atto costitutivo o di un codice fiscale del comitato, l’amministrazione non può riconoscere il “Comitato” come ente giuridico. Comunque, anche se non costituiti formalmente, tali persone possono presentarsi come comitato ma la firma sarà di una persona fisica che fornirà i propri estremi d’identità. Per questo occorre il bollo.
Siamo sicuri che occorra una concessione? Non può essere vista come un’aggregazione temporanea spontanea. Il problema è gestire questa cosa ai sensi del regolamento comunale sulle occupazioni: sicuramente non è una fattispecie prevista e, quindi, si apre un precedente difficile da circoscrivere. Tuttavia, si può tratta come suolo pubblico per manifestazione politica e chiudere la questione
In ogni caso, se c’è davvero un’occupazione, occorre una domanda. Magari, la giunta, potrà disporre il patrocinio per la gratuità.

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