Pa, il Senato approva la riforma del merito. Via alla stretta sui premi - PA Magazine Pa, il Senato approva la riforma del merito. Via alla stretta sui premi - PA Magazine
Atto Senato n. 1778: verso la riforma del merito con fasce obbligatorie e stretta sui premi di produzione
CONTENUTO
Il percorso legislativo della riforma del merito nella Pubblica Amministrazione segna un passo decisivo. L’Assemblea del Senato della Repubblica ha avviato, in data 24 giugno 2026, l’esame del Disegno di Legge n. 1778 (denominato Atto Senato n. 1778), recante “Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni”.
Il testo, già approvato dalla Camera dei Deputati il 28 gennaio 2026, mira a superare il fenomeno dei premi erogati “a pioggia”, introducendo meccanismi di selettività stringenti. I pilastri della riforma contenuta nel ddl n. 1778 sono:
- Fasce di merito obbligatorie: viene imposto un limite quantitativo alla distribuzione dei punteggi. Per ogni ufficio, non più del 30% dei dipendenti potrà accedere alle fasce di merito più alte.
- Tetto alle “eccellenze”: i punteggi apicali (punteggi massimi o “eccellenze”) non potranno essere attribuiti a una quota superiore al 20% del personale.
- Retribuzione proporzionale: la componente economica legata alla performance dovrà essere strettamente e obbligatoriamente proporzionale al punteggio ottenuto, impedendo appiattimenti retributivi.
- Criteri di valutazione: la misurazione della performance includerà non solo il raggiungimento degli obiettivi, ma anche la valutazione delle cosiddette “caratteristiche trasversali”.
- Carriera dirigenziale: si prevedono nuove modalità di accesso e sviluppo, basate su corso-concorso, concorso pubblico e percorsi di sviluppo interno.
Allo stato attuale, il Senato si trova nella fase di discussione ed eventuale emendamento, prima del voto definitivo che trasformerà il disegno di legge in legge dello Stato.
CONCLUSIONI
La riforma punta a rendere la valutazione della performance un atto realmente discriminante (in senso tecnico), eliminando le prassi valutative omogenee verso l’alto. L’effetto pratico sarà una differenziazione obbligatoria dei premi economici, con una competizione interna regolata da percentuali fisse (30% e 20%) che incideranno direttamente sulla busta paga dei dipendenti pubblici.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: Il dirigente sarà chiamato a una responsabilità maggiore nella fase di valutazione, dovendo necessariamente individuare una quota di personale esclusa dalle fasce alte per rispettare i tetti del 30% e 20%. Operativamente, ciò comporterà una maggiore attenzione alla documentazione delle performance e al monitoraggio delle “caratteristiche trasversali” per evitare contenziosi legati alla differenziazione obbligatoria.
- Per il Concorsista: Il tema rientra pienamente nella materia di Diritto Amministrativo e Organizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, con particolare riferimento al Ciclo della Performance. È essenziale conoscere l’evoluzione del D.Lgs. 150/2009 alla luce delle nuove fasce obbligatorie introdotte dal ddl n. 1778 e le nuove modalità di accesso alla dirigenza.
PAROLE CHIAVE
Merito, Performance, Pubblica Amministrazione, Atto Senato 1778, Premi di produzione, Carriera dirigenziale, Fasce obbligatorie.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Disegno di Legge n. 1778 (Atto Senato): Proposta di legge sulla riforma della performance e della carriera dirigenziale.
- Approvazione Camera dei Deputati del 28 gennaio 2026: Atto di passaggio del testo tra i due rami del Parlamento che ha sancito il primo “sì” alle fasce di merito.
- Esame Assemblea Senato del 24 giugno 2026: Fase attuale di discussione parlamentare del provvedimento.
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