Permessi per diritto allo studio: l’ARAN chiarisce che le 150 ore non si riproporzionano in caso di aspettativa - Orizzonte Scuola Notizie https://share.google/Hudc5HoN5cOttt6Ot
Permessi per Diritto allo Studio: Chiarimenti dall’ARAN
CONTENUTO
L’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) ha recentemente fornito un importante chiarimento riguardo ai permessi per diritto allo studio per il personale docente e ATA a tempo pieno. Con l’orientamento Id. 35942, l’agenzia ha stabilito che le 150 ore annue di permessi non subiscono alcuna riduzione in caso di aspettativa non retribuita per motivi personali. Questo significa che il periodo di aspettativa non incide sul monte ore dei permessi spettanti, garantendo così la continuità del beneficio.
La disciplina attuale dei permessi per diritto allo studio è regolata dall’articolo 37 del CCNL 2019-2021, che ha sostituito il precedente articolo 3 del DPR 395/1988. Secondo questa normativa, i permessi sono concessi per la frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio o attestati riconosciuti. È importante sottolineare che per ottenere i permessi è necessario presentare una certificazione di iscrizione e frequenza ai corsi. In mancanza di tale certificazione, i permessi vengono considerati come un’aspettativa senza assegni, con conseguente recupero delle somme eventualmente percepite.
Questo chiarimento dell’ARAN è fondamentale per i dipendenti pubblici, in quanto assicura che il diritto alle 150 ore di permesso per diritto allo studio rimanga intatto, anche durante periodi di assenza dal lavoro per motivi personali.
CONCLUSIONI
In sintesi, i dipendenti pubblici, in particolare il personale docente e ATA, possono contare su un diritto pieno alle 150 ore di permessi per diritto allo studio, senza timore che un’aspettativa non retribuita possa ridurre tale monte ore. Questo rappresenta un importante passo verso la valorizzazione della formazione continua e del diritto all’istruzione.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è cruciale essere a conoscenza di questo chiarimento. La certezza di poter usufruire delle 150 ore di permesso per diritto allo studio, anche in caso di aspettativa non retribuita, offre una maggiore tranquillità nella pianificazione della propria formazione professionale. È consigliabile, tuttavia, mantenere sempre aggiornati i documenti necessari per la richiesta dei permessi e seguire le procedure indicate nel CCNL.
PAROLE CHIAVE
Permessi per diritto allo studio, ARAN, personale docente, ATA, aspettativa non retribuita, CCNL 2019-2021, formazione continua.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- ARAN, Orientamento Id. 35942.
- CCNL 2019-2021, Art. 37.
- DPR 395/1988, Art. 3 (abrogato).
- Normativa sui permessi per diritto allo studio.
- Certificazione di iscrizione e frequenza.
- Aspettativa senza assegni.

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Perplexity(analisi delle notizie più pertinenti) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it.Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli