Il 30 aprile prossimo l’Italia consegnerà il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, che impegna i fondi Next Generation EU.
Cosa sappiamo del PNRR?
Impegna in totale per l’Italia circa 208 miliardi di euro fondi NGEU, da impegnare entro il 2023 e spendere entro il 2026. Molti di questi fondi saranno da spendere a livello comunale.
L’utilizzo efficace e completo dei fondi è uno dei punti deboli che può emergere in tutta la sua forza con NGEU (moltissimi fondi, poco tempo).
Da una prima lettura del PNRR PNRR_0.pdf (3,4 MB) si rileva che il Piano è articolato in progetti di investimento e riforme, organizzate in sei Missioni con obiettivi quantitativi e traguardi intermedi. Le sei Missioni sono:
- Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura;
- Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica;
- Infrastrutture per una mobilità sostenibile;
- Istruzione e Ricerca;
- Politiche attive del lavoro e della formazione, all’inclusione sociale e alla coesione territoriale;
- Salute.
Le sei Missioni puntano ad affrontare tre nodi strutturali del nostro Paese, che costituiscono obiettivi trasversali dell’intero Piano: le disparità regionali tra il Mezzogiorno e il Centro Nord, le diseguaglianze di genere e i divari generazionali .
Una delle metodologie indicate per la realizzazione delle missioni e quella della coprogettazione dei servizi tra P.A. e privato sociale.
Nel capitolo sui Piani urbani integrati viene richiamato anche l’articolo 55 del Codice del Terzo settore , per cui il 31 marzo scorso il Ministero del lavoro ha emanato le linee guida sul rapporto tra Pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore.DM-72-del-31032021 linee guida PA terzo settore.pdf (2,6 MB)
Sarà necessario quindi che gli EELL approfondiscano questo metodo ed inizino a sperimentarlo.