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Profilazione e Micro-targeting Politico-Elettorale nel Diritto Costituzionale

CONTENUTO

La profilazione comportamentale e il micro-targeting politico rappresentano un tema di crescente rilevanza nel contesto del diritto costituzionale, specialmente in un’epoca in cui la tecnologia permea ogni aspetto della vita pubblica e privata. Questi fenomeni si riferiscono all’uso di dati personali per segmentare gli elettori e indirizzare messaggi politici specifici, sollevando interrogativi cruciali riguardo alla protezione dei diritti fondamentali.

Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), in particolare negli articoli 5 e 35, stabilisce principi fondamentali per il trattamento dei dati personali, imponendo una valutazione rigorosa dei rischi associati alla profilazione. La profilazione, definita come la raccolta di informazioni per categorizzare individui o gruppi, deve avvenire nel rispetto della trasparenza, imparzialità ed equità[1]. Questi principi richiedono che le metodologie di trattamento siano accessibili e comprensibili, consentendo verifiche esterne e garantendo che gli interessati siano informati sui processi che li riguardano.

Tuttavia, l’uso di algoritmi per la profilazione comportamentale può erodere la diversità culturale e compromettere la privacy degli individui. Le tecnologie di raccomandazione, sebbene offrano esperienze personalizzate, possono portare a una visione distorta della realtà, limitando l’esposizione a punti di vista diversi e contribuendo alla creazione di “bolle informative”[2].

In Italia, la necessità di una governance adattiva dell’intelligenza artificiale (IA) è evidente. Non basta rispettare le normative esistenti; è fondamentale ripensare i principi costituzionali di libertà, uguaglianza, dignità e accountability in un contesto digitale[3]. Le imprese, in questo scenario, non sono solo soggetti passivi, ma diventano co-costruttori di un ecosistema costituzionale digitale, affrontando questioni critiche come la responsabilità legale e la tracciabilità dei sistemi autonomi.

La dottrina giuridica evidenzia che il diritto alla protezione dei dati non è assoluto e deve essere bilanciato con altri diritti fondamentali, seguendo il principio di proporzionalità[1]. Questo implica che le misure di protezione dei dati devono essere adeguate e necessarie rispetto agli obiettivi perseguiti, garantendo un equilibrio tra innovazione e rispetto dei diritti individuali.

CONCLUSIONI

La profilazione e il micro-targeting politico-elettorale pongono sfide significative per il diritto costituzionale, richiedendo un approccio equilibrato che consideri sia l’innovazione tecnologica sia la protezione dei diritti fondamentali. È essenziale sviluppare un quadro normativo che garantisca la trasparenza e la responsabilità nell’uso dei dati, promuovendo una società digitale inclusiva e rispettosa della dignità umana.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, comprendere le dinamiche della profilazione e del micro-targeting è cruciale. Questi fenomeni influenzano non solo le strategie politiche, ma anche le modalità di interazione con i cittadini. È fondamentale che i dipendenti pubblici siano formati sui diritti dei cittadini riguardo alla protezione dei dati e sulle implicazioni etiche dell’uso delle tecnologie nella pubblica amministrazione.

PAROLE CHIAVE

Profilazione, Micro-targeting, Diritto Costituzionale, GDPR, Trasparenza, Responsabilità, Diritti Fondamentali, Intelligenza Artificiale.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio (GDPR).
  2. Costituzione della Repubblica Italiana.
  3. Direttiva 95/46/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio.

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