Quanto c’è davvero di “smart” nel lavoro da remoto?

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Il gruppo può essere ugualmente virtuale o faccia a faccia. Fino a poco fa in azienza si andava per lavorare, e a fare gruppo si era portati da una mano invisibile, senza pensare dovesse essere un fine; ugualmente, prima del commerco in linea nei negozi si andava a comprare senza che la socializzazione si dovesse cercare. L’alternanza non fa risparmiare gli abbonamenti ai mezzi di linea né le postazioni in ufficio, per l’ostinazione a pensare che ognuno debba avere la propria anziché accedere con le proprie credenziali da qualunque punto di connessione alla rete. Il lavoro smart si può eseguire quando si vuole, mentre l’interazione con l’azienda è fissata in determinate fasce per il diritto alla disconnessione: perciò se attraverso la rete si vede che il lavoratore a distanza sta facendo danni non si può fermare. Una volta per tutte, si deve riconoscere che il lavoro se è smart non è subordinato.