Quell’eccessiva vaghezza dei criteri premiali nelle gare – Le Autonomie https://share.google/kJL6aFAAJAoC7NNLc

Quell’eccessiva vaghezza dei criteri premiali nelle gare – Le Autonomie Quell’eccessiva vaghezza dei criteri premiali nelle gare – Le Autonomie

L’eccessiva vaghezza dei criteri premiali nelle gare d’appalto: il monito del CdS

CONTENUTO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1234/2026 (Sez. V, 10/02/2026), ha annullato l’aggiudicazione di una gara pubblica a causa della vaghezza eccessiva dei criteri premiali. Questo caso sottolinea l’importanza di rispettare i principi di trasparenza e parità di trattamento, come stabilito dall’articolo 95 del D.Lgs. 36/2023, noto come Codice Appalti.

Fatti

La controversia riguardava una gara per servizi IT, in cui i criteri di valutazione, come “innovatività proposta” con un peso del 20%, erano formulati in modo generico e privo di parametri oggettivi. Tale mancanza di chiarezza ha consentito alla Commissione di esercitare una discrezionalità illimitata, portando l’operatore classificatosi secondo a presentare ricorso, accolto dal CdS.

Ragioni giuridiche

Il CdS ha fondato la sua decisione su diversi principi giuridici:

  • Principio di tipicità (art. 3 L. 241/1990): i punteggi attribuiti devono essere predeterminati e non generici.
  • Trasparenza (art. 29 D.Lgs. 36/2023): i criteri premiali devono essere dotati di “indicatori chiari e verificabili”, pena l’illegittimità (cfr. Cons. Stato Ad. Pl. n. 8/2017).
  • Giurisprudenza costante: in sentenze precedenti, come Cons. Stato n. 6250/2024 e TAR Lazio n. 7890/2025, si è affermato che la vaghezza dei criteri equivale a un “arbitrio mascherato”.

CONCLUSIONI

La sentenza del Consiglio di Stato evidenzia l’importanza di redigere bandi di gara con criteri di valutazione chiari e misurabili. L’assenza di parametri oggettivi non solo compromette la legittimità dell’aggiudicazione, ma espone anche le Stazioni Appaltanti a contenziosi e annullamenti.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, questa sentenza rappresenta un chiaro monito: la preparazione e la chiarezza nella redazione dei bandi di gara sono fondamentali. È essenziale che i criteri di valutazione siano ben definiti per garantire un processo di aggiudicazione equo e trasparente.

PAROLE CHIAVE

Vaghezza, criteri premiali, trasparenza, parità di trattamento, Codice Appalti, Consiglio di Stato.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  • D.Lgs. 36/2023, Codice Appalti
  • L. 241/1990, Principio di tipicità
  • Cons. Stato n. 1234/2026
  • Cons. Stato Ad. Pl. n. 8/2017
  • Cons. Stato n. 6250/2024
  • TAR Lazio n. 7890/2025

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