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MIT parere n. 3116/2024: il quinto d’obbligo si applica anche agli affidamenti diretti

CONTENUTO

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), tramite il proprio Servizio di Supporto Giuridico, ha emanato il parere n. 3116 del 6 dicembre 2024 per chiarire l’ambito di operatività dell’istituto del «quinto d’obbligo». Questo istituto, disciplinato dall’articolo 120, comma 9, del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023), consente alla stazione appaltante di imporre all’appaltatore variazioni contrattuali in aumento o in diminuzione fino a un quinto dell’importo originario, alle medesime condizioni del contratto sottoscritto.

Secondo il MIT, la facoltà di ricorrere al quinto d’obbligo è applicabile anche agli affidamenti diretti. Il ragionamento giuridico poggia su alcuni punti cardine:

  • Interpretazione dei «documenti di gara»: Il riferimento testuale del Codice ai documenti di gara non è ostativo; esso ricomprende anche gli atti che regolano gli affidamenti diretti.
  • Obbligo di programmazione: La stazione appaltante deve manifestare esplicitamente tale facoltà sin dalla fase di affidamento.
  • Calcolo del valore stimato: In virtù dell’articolo 14 del Codice, l’importo relativo al quinto d’obbligo (fino al 20% del valore dell’appalto) deve essere computato nell’originario valore stimato della procedura. Non si può quindi considerare solo l’importo base, ma l’intero valore potenziale comprensivo della variazione.
  • Sedi della previsione: Tale clausola deve risultare formalmente nella determina di affidamento, nella lettera di invito (se predisposta), nello schema contrattuale o, in generale, nelle condizioni di affidamento.

CONCLUSIONI

In sintesi, il quinto d’obbligo non è un’esclusiva delle procedure aperte o ristrette. La sua applicazione agli affidamenti diretti è legittima purché vi sia una corretta pianificazione economica iniziale, che includa l’eventuale incremento nel calcolo del valore stimato ai fini del rispetto delle soglie di legge.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: è necessario aggiornare i modelli di determina di affidamento per inserire espressamente la clausola del quinto d’obbligo. Dal punto di vista operativo, bisogna prestare attenzione a non superare le soglie previste per l’affidamento diretto calcolando il valore dell’appalto comprensivo del 20% aggiuntivo; l’omissione di tale computo potrebbe generare responsabilità in sede di verifica della regolarità della procedura.
  • Per il Concorsista: il tema è centrale nella materia dei Contratti Pubblici, in particolare per quanto riguarda le “Modifiche dei contratti in corso di esecuzione” (art. 120) e le regole sul “Valore stimato dell’appalto” (art. 14). È fondamentale ricordare che la natura semplificata dell’affidamento diretto non esonera dal rispetto dei principi di trasparenza e corretta determinazione del valore contrattuale.

PAROLE CHIAVE

Quinto d’obbligo, Affidamento diretto, Codice dei contratti pubblici, d.lgs. 36/2023, Valore stimato dell’appalto, MIT parere 3116/2024.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. D.lgs. 36/2023, articolo 120, comma 9: Prevede la facoltà per la stazione appaltante di imporre variazioni fino al quinto dell’importo del contratto.
  2. D.lgs. 36/2023, articolo 14: Stabilisce le modalità di calcolo del valore stimato degli appalti, imponendo di includere opzioni e rinnovi.
  3. MIT, Parere n. 3116 del 6 dicembre 2024: Chiarisce l’estensione dell’istituto del quinto d’obbligo agli affidamenti diretti e le relative modalità operative.

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Gemini (analisi della notizia di origine) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it. Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli