Vi segnalo 2 articoli:
uno di oggi e uno della settimana scorsa
-La trappola della valutazione individuale in cui cade anche la Riforma Zangrillo di L.OLIVERI (Gazzetta Enti Locali Maggioli 17.02.26)
-Valutare le performance superando il dato individuale di A.BIANCONI e P.M.ZERMAN (NT+Enti Locali e Edilizia di Sole 24 ore 09.02.26)
Letti insieme sembrano convergere su un punto che provocatoriamente potremmo dire essere: la PA non è un talent show!
Il primo dimostra perché l’attuale paradigma è strutturalmente fragile.
Il secondo propone un cambio di paradigma (performance organizzativa).
Idea di fondo comune: se il risultato amministrativo è sempre l’esito di un procedimento collegiale, ha ancora senso valutare come se ciascuno operasse in solitudine?
Oppure stiamo continuando a inseguire la “differenziazione” senza migliorare davvero il valore pubblico?
OLIVERI
• Smonta l’idea della “differenziazione obbligatoria”
Le fasce, le percentuali predefinite di eccellenti, medi e scarsi vengono lette come un meccanismo artificiale, più formale che sostanziale.
• Evidenzia l’effetto paradosso economico
Negli enti locali il premio medio è poco superiore ai 1.000 euro lordi annui.
Vale davvero la pena creare conflitti interni per cifre del genere?
• Confronto pubblico/privato con dati normativi concreti
Richiama il DM 25 marzo 2016 sul salario di produttività nel privato (19 indicatori), mostrando che nel privato si premiano risultati aziendali complessivi, non gare individuali.
• Critica il “ciclo della performance” come apparato documentale ipertrofico
OIV, documenti, allegati, scadenze… a fronte di benefici organizzativi modesti.
Insomma:
quanto tempo e quanta energia consumiamo per alimentare il sistema valutativo rispetto a quanto ne produciamo in servizi migliori?
LE 2 AUTRICI DEL SOLE 24 propongono un articolo che:
Mette in discussione l’impianto del d.lgs. 150/2009 (Brunetta)
Spiega perché la valutazione centrata sul singolo dipendente abbia prodotto:
-
conflittualità interna
-
comportamenti difensivi
-
“livellamento verso l’alto” delle valutazioni (tutti eccellenti, nessuno eccellente davvero)
• Collega il tema alla riforma Zangrillo (Ddl 2511)
Mostra come il legislatore tenti un correttivo introducendo – “ove possibile” – la valutazione organizzativa e il giudizio degli utenti esterni, ma senza compiere il vero salto di paradigma.
• Sposta il focus sull’ufficio, non sul singolo
È un passaggio culturale enorme: nella PA il risultato è strutturalmente collettivo, non individuale
In sintesi: ha senso continuare a differenziare i dipendenti come se lavorassero in compartimenti stagni?
https://www.lagazzettadeglientilocali.it/documenti/2892485/?t=1771352736425
