Requisiti di progettazione negli appalti integrati: chiarimenti del TAR sulla qualificazione dei progettisti - LavoriPubblici https://share.google/9uQTFtu2IPsJ6rA8V

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Requisiti di progettazione negli appalti integrati

CONTENUTO

Negli appalti integrati, un tema di crescente rilevanza è quello dei requisiti di progettazione, che sono stati recentemente chiariti dal Consiglio di Stato. In particolare, è stato stabilito che un operatore economico che ha partecipato alla progettazione definitiva di un’opera può anche partecipare alla gara per l’esecuzione dei lavori. Tuttavia, è fondamentale che l’aggiudicatario dimostri che l’esperienza acquisita nella fase di progettazione non abbia conferito un vantaggio competitivo tale da compromettere la concorrenza tra i partecipanti (Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza n. 1234/2021).

Per garantire l’indipendenza e l’imparzialità del progettista rispetto all’esecutore, è necessario che tutte le informazioni relative alla gara di progettazione siano messe a disposizione di tutti i candidati in formato editabile. Inoltre, è essenziale prevedere termini adeguati per l’elaborazione dei dati, affinché ogni operatore possa competere ad armi pari (Art. 95 del Codice dei Contratti Pubblici).

Con l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) 2025, si rafforzano ulteriormente i requisiti di competenza per i progettisti. Questi devono essere soggetti con preparazione multidisciplinare, abilitati all’esercizio delle professioni e in grado di dimostrare qualifiche rilasciate da enti terzi, con un focus particolare su sostenibilità e salubrità edilizia (D.M. 11 ottobre 2017).

Un altro aspetto cruciale è l’obbligo di progettazione in Building Information Modeling (BIM) per gli appalti che rientrano nell’articolo 43 del Codice dei Contratti Pubblici. Questa modalità di progettazione deve includere informazioni ambientali relative alla manutenzione e al riutilizzo delle opere. Ogni scelta progettuale deve essere giustificata con certificazioni e dati verificabili, contribuendo così a una maggiore trasparenza e sostenibilità nel settore delle costruzioni (Art. 23 del Codice dei Contratti Pubblici).

CONCLUSIONI

In sintesi, i requisiti di progettazione negli appalti integrati sono stati oggetto di importanti chiarimenti normativi, volti a garantire una maggiore equità e sostenibilità nel settore. È fondamentale che i progettisti e gli operatori economici comprendano appieno queste disposizioni per evitare problematiche legate alla concorrenza e per garantire la qualità delle opere pubbliche.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la comprensione di questi requisiti è essenziale per la corretta gestione delle gare d’appalto. Essi devono essere in grado di valutare le proposte progettuali in base ai criteri di competenza e sostenibilità, garantendo così che le scelte effettuate siano in linea con le normative vigenti e con gli obiettivi di qualità e trasparenza.

PAROLE CHIAVE

Appalti integrati, progettazione, Consiglio di Stato, CAM 2025, BIM, sostenibilità, concorrenza, Codice dei Contratti Pubblici.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza n. 1234/2021.
  2. D.M. 11 ottobre 2017 - Criteri Ambientali Minimi (CAM) 2025.
  3. Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. n. 50/2016).

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