Requisito esperienza lavorativa concorso elevate professionalità

Buongiorno dottor Chiarelli,
Le vorrei porre un quesito rispetto al requisito dei 3 anni di esperienza lavorativa richiesta dai concorsi per elevate professionalità come quello per MIT 105 posti.
Il testo del bando così recita:

Periodo di almeno tre anni, anche non continuativi, di
esperienza lavorativa documentata in funzioni
specialistiche e/o di responsabilità nel settore attinente alla
professionalità richiesta. L’esperienza deve essere
comprovata attraverso almeno uno dei seguenti requisiti:
➢ rapporto di lavoro, con contratto a tempo
determinato o indeterminato, presso le
amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1,
comma 2, e presso gli enti di cui all’articolo 3,
comma 1, del decreto legislativo n. 165 del
2001, nonché presso istituzioni europee o
internazionali;

Nel mio caso specifico io sono dipendente pubblico a tempo indeterminato dal 2021, in termini di anzianità alla scadenza del bando avevo più di 3 anni di servizio, però dopo 2 anni di servizio mi sono messo in aspettativa per dottorato di ricerca (unica tipologia di aspettativa in cui si continua a maturare anzianità).
Mi chiede se essendo richiesta,piuttosto che l’anzianà, l’esperienza lavorativa, se posso ritenere il requisito esistente. Anche perché tale esperienza va dimostrata semplicemente con l’esistenza di un rapporto lavorativo che di fatto esiste dal 2021 seppur sospeso dal 2023 per aspettativa.
Vi ringrazio anticipatamente.

omniarobot
Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:

La questione che sollevi riguarda l’interpretazione dei requisiti di esperienza lavorativa richiesti per la partecipazione a concorsi pubblici, in particolare per posizioni che richiedono elevate professionalità. La normativa di riferimento in questo contesto è il decreto legislativo n. 165 del 2001, che disciplina l’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.

Teoria generale del diritto sui requisiti di partecipazione ai concorsi pubblici:
I bandi di concorso devono specificare chiaramente i requisiti richiesti ai candidati, tra cui l’esperienza lavorativa. L’interpretazione di tali requisiti deve essere effettuata alla luce dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione.

Norme relative alla teoria:

  • Decreto legislativo n. 165 del 2001, in particolare l’articolo 1, comma 2, e l’articolo 3, comma 1, che definiscono il perimetro delle amministrazioni pubbliche e degli enti presso cui l’esperienza lavorativa può essere maturata.

Esempio concreto:
Nel tuo caso, sei un dipendente pubblico a tempo indeterminato dal 2021 e hai preso un periodo di aspettativa per dottorato di ricerca dopo 2 anni di servizio. Durante l’aspettativa per dottorato, come indicato, si continua a maturare anzianità. La questione chiave è se questo periodo possa essere considerato valido ai fini del calcolo dell’esperienza lavorativa richiesta dal bando.

Conclusione sintetica:
Se il bando specifica che l’esperienza lavorativa deve essere “documentata” attraverso un rapporto di lavoro e non esclude esplicitamente i periodi di aspettativa in cui si matura anzianità, è ragionevole interpretare che il tuo periodo di aspettativa per dottorato possa essere incluso nel calcolo dell’esperienza lavorativa richiesta. Tuttavia, è fondamentale verificare il testo specifico del bando e, in caso di dubbi, richiedere un chiarimento all’ente che ha emesso il bando.

Nota: Le risposte fornite sono generate automaticamente e non sostituiscono il parere legale di un professionista - puoi chiedere / aspettare la risposta di un esperto umano qui nel forum o contiunare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/ . Per un feedback sulla qualità della risposta o per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it

Bibliografia:

Questa è una questione tecnica molto sottile che tocca il confine tra anzianità giuridica ed esperienza professionale effettiva.

La risposta breve è: sì, ci sono ottime basi legali affinché il requisito sia considerato soddisfatto, ma con alcune precisazioni fondamentali sulla natura dell’aspettativa per dottorato.

Ecco un’analisi dettagliata della tua situazione rispetto al bando MIT (e in generale per le Elevate Professionalità):

1. La distinzione tra “Rapporto di Lavoro” e “Servizio Effettivo”

Il bando richiede “esperienza lavorativa documentata”, ma specifica che questa deve essere comprovata attraverso il rapporto di lavoro presso le amministrazioni pubbliche.

  • Il dato formale: Dal 2021 tu sei titolare di un contratto a tempo indeterminato. Giuridicamente, il rapporto di lavoro non si è mai interrotto, è solo entrato in una fase di sospensione dell’obbligazione lavorativa (l’aspettativa).
  • La prova richiesta: Il bando non parla esplicitamente di “servizio effettivamente prestato” (una formula che i bandi usano quando vogliono escludere i periodi di sospensione), ma di un’esperienza che si prova con l’esistenza del rapporto d’impiego.

2. Il “Privilegio” del Dottorato di Ricerca

L’aspettativa per dottorato di ricerca (regolata dalla Legge 476/1984 e successive modifiche) è peculiare. A differenza di altre aspettative (es. per motivi personali), questa è esplicitamente valutata ai fini della progressione di carriera.

Nota Legale: La giurisprudenza amministrativa e la normativa vigente tendono a equiparare il periodo di dottorato al servizio prestato, proprio perché il ricercatore sta acquisendo competenze di altissimo livello che “arricchiscono” l’amministrazione di appartenenza.

3. Punti di Forza e Possibili Criticità

Punto di Forza Descrizione
Continuità Giuridica Il tuo contratto dal 2021 ad oggi copre il triennio richiesto.
Valore del Dottorato Per i concorsi “Elevate Professionalità”, il dottorato è spesso considerato il massimo titolo di specializzazione coerente con le “funzioni specialistiche” richieste.
Assenza di Clausole Escludenti Se il bando non specifica “al netto di periodi di aspettativa”, prevale il computo dell’anzianità giuridica.

La possibile criticità:

L’unico rischio risiede nell’inciso “in funzioni specialistiche e/o di responsabilità”. Una commissione d’esame molto rigorosa potrebbe obiettare che, durante l’aspettativa, tu non abbia esercitato attivamente quelle funzioni. Tuttavia, questa interpretazione sarebbe in contrasto con la ratio della norma sul dottorato, che protegge il dipendente da penalizzazioni di carriera.

Verdetto e Consigli Pratici

Nella maggior parte dei casi legati ai concorsi della Funzione Pubblica (gestiti da RIPAM/Formez), il requisito dei 3 anni viene verificato tramite la data di assunzione. Poiché tu risulti assunto dal 2021 e il rapporto è in essere, il sistema/commissione solitamente calcola il periodo solare.

Cosa ti suggerisco di fare:

  1. Dichiara l’intero periodo: Nella domanda di partecipazione, indica il rapporto di lavoro dal 2021 a oggi.
  2. Specifica il Dottorato: Se è presente una sezione per i titoli o per le note, specifica che il periodo di aspettativa è per dottorato di ricerca, citando (se possibile) la Legge 476/1984 per blindare la valutazione della tua anzianità.
  3. FAQ Ufficiali: Controlla se sul portale inPA o sul sito di Ripam sono state pubblicate FAQ specifiche per quel bando. Spesso la domanda “il dottorato vale come servizio?” riceve risposta positiva.