Buongiorno,
con la riforma 2026 dell’art.20 legge 7 agosto non è più previsto che la parte di sua iniziativa chieda di ricevere una attestazione telematica o cartacea che autorizza la pa a dichiarare la formazione del silenzio assenso per decorso del tempo. La mia domanda è entro quando il cittadino deve ricevere questa attestazione e se non la riceve non potrebbe fraintendere che ci sia un silenzio inadempimento provvedimentale o inadempimento per omissione atti d ufficio per il semplice motivo che la PA non ha inviato la attestazione, cartacea si intende, perché quella digitalizzata la immagino automatica, che avrebbe dovuto fare? Anche perché poi non è più prevista nella norma l’autodichiarazione. Potrei avere delle delucidazioni in merito? Su questa parte ho un po’ di dubbi grazie!
Ricevuta Silenzio Assenso in Edilizia: Un Approfondimento Necessario
CONTENUTO
Il silenzio assenso rappresenta un principio fondamentale nel diritto amministrativo italiano, in particolare nel settore edilizio. Esso consente che, in mancanza di una risposta da parte della Pubblica Amministrazione ¶ entro determinati termini, la domanda presentata dal privato si consideri accettata. Questo meccanismo è disciplinato principalmente dall’articolo 20 della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e dal Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, noto come Testo Unico dell’Edilizia.
Secondo la normativa, il termine per il silenzio assenso è fissato in 90 giorni per le richieste di permesso di costruire. Se la PA non si pronuncia entro questo termine, il privato ha diritto a ricevere una ricevuta che attesti il decorso dei termini, come previsto dalla modifica introdotta dal Decreto Legge PNRR (art. 20 L. 241/1990).
Tuttavia, è importante sottolineare che il silenzio assenso non si forma in alcune circostanze specifiche. In particolare, non si applica se:
- La domanda non è stata ricevuta dalla PA.
- La domanda è priva di elementi essenziali, come l’oggetto o le motivazioni.
- La materia è esclusa dal silenzio assenso, come nel caso di vincoli culturali o di sicurezza.
Inoltre, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1878/2026, ha chiarito che il silenzio assenso può applicarsi anche in presenza di difformità urbanistiche, a condizione che non vi siano carenze formali nella domanda.
CONCLUSIONI
Il silenzio assenso rappresenta un importante strumento di semplificazione burocratica, favorendo l’efficienza e la rapidità nelle procedure edilizie. Tuttavia, è fondamentale che i dipendenti pubblici e i concorsisti comprendano le limitazioni e le condizioni di applicazione di questo istituto per evitare problematiche legate alla validità delle domande.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici, la corretta gestione delle pratiche edilizie e la conoscenza del silenzio assenso sono essenziali per garantire un servizio efficiente e conforme alla legge. I concorsisti, d’altra parte, dovrebbero essere preparati a rispondere a domande relative a questo tema, poiché rappresenta un argomento rilevante nel contesto delle prove concorsuali.
PAROLE CHIAVE
Silenzio assenso, edilizia, permesso di costruire, pubblica amministrazione, ricevuta, normativa, semplificazione burocratica.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 7 agosto 1990, n. 241 - Norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
- Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 - Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.
- Decreto Legge PNRR - Modifiche alla Legge 241/1990.
- Consiglio di Stato, sentenza n. 1878/2026.

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