Richiesta autorizzazione SUAPE e natanti da diporto novità

Buongiorno, è legittima la richiesta della Capitaneria di rihiedere l’autorizzazione Suape per lo svolgimento dell’attività da diporto con barche al di sotto dei 10 metri?

non mi pare che vi sia alcuna legge in tal senso, anche perchè è già richiesta la comunicazione di svolgimento dell’attività?

Grazie

La legittimità della richiesta della Capitaneria di Porto dipende dalla natura specifica dell’attività (commerciale strutturata vs. occasionale) e dal contesto territoriale o demaniale.

La materia si fonda sui seguenti principi normativi e operativi:

1. Il regime generale: Codice della Nautica da Diporto

Per i natanti da diporto (unità fino a 10 metri, esenti dall’obbligo di iscrizione nei registri), la disciplina di riferimento per l’utilizzo commerciale (locazione e noleggio) è dettata dal D.Lgs. 171/2005 (Codice della Nautica da Diporto) e dal relativo D.M. 1 settembre 2021:

  • Comunicazione d’esercizio: La normativa nazionale primaria prevede che chi intende impiegare natanti per locazione o noleggio debba effettuare una preventiva comunicazione alla Capitaneria di Porto / Autorità Marittima competente.

  • Nessun titolo abilitativo statale generale: A livello statale nazionale non è previsto un formale permesso o autorizzazione preventiva di tipo amministrativo/commerciale per il solo avvio dell’attività d’impresa in acqua libere.

2. Perché la Capitaneria o altre Autorità richiamano il SUAPE / SUAP?

Sebbene il Codice della Nautica richieda la sola comunicazione alla Guardia Costiera, la richiesta di procedere tramite SUAPE/SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive ed Edilizia) diventa legittima e obbligatoria al verificarsi di determinate condizioni:

  1. Uso di aree del demanio marittimo (Banchine, Chioschi, Gavitelli, Punti d’ormeggio):

    Se l’attività comporta l’occupazione o l’uso a qualsiasi titolo di spazi a terra o specchi d’acqua demaniali (es. posizionamento di gazebo, banchetti per la vendita biglietti, corsie di lancio, ormeggi riservati), è richiesta una concessione o autorizzazione demaniale/ambientale (art. 68 Codice della Navigazione). In tal caso, per il principio di unicità del procedimento amministrativo (D.P.R. 160/2010 o normative regionali SUAPE), la pratica deve transitare obbligatoriamente dallo Sportello Unico.

  2. Regolamenti Locali o di Enti Parco / Aree Marine Protette (AMP):

    In presenza di regolamenti comunali specifici, ordinanze sindacali o regolamenti di Aree Marine Protette (es. contingenti numerici, autorizzazioni d’accesso a tariffe o limiti ambientali), l’avvio o l’esercizio commerciale è soggetto a titolo autorizzatorio locale governato dall’amministrazione comunale o dall’Ente Parco. Tali procedimenti vengono canalizzati tramite lo sportello SUAPE.

  3. Integrazione dei controlli coordinati P.A.:

    In diverse Regioni (tra cui la Sardegna con il sistema SUAPE), pur non essendoci un’autorizzazione rilasciata dal Comune per la sola navigazione, il SUAPE funge da canale telematico unico di trasmissione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) o della comunicazione indirizzata alla Capitaneria competente, per attestare l’inquadramento dell’impresa a fini fiscali e amministrativi.

In sintesi: come verificare la legittimità

Caso pratico Richiesta SUAPE legittima? Motivazione
Locazione/Noleggio puro senza strutture a terra o specchi d’acqua in concessione Non necessaria l’autorizzazione (se non previsto da regolamenti locali/AMP). È sufficiente la comunicazione alla Capitaneria di Porto ex D.M. 01/09/2021.
Utilizzo di pontili, gazebi, biglietterie o ormeggi su suolo demaniale SÌ, Obbligatoria. Istanza/SCIA unica ex art. 68 Cod. Nav. da veicolare esclusivamente tramite SUAPE.
Operatività in Area Marina Protetta o Parco Naturale SÌ, Obbligatoria. Richiesto il titolo abilitativo rilasciato dall’Ente Parco/Comune tramite SUAPE.

Se la Capitaneria rigetta una comunicazione richiamando la mancanza di pratica SUAPE, è opportuno richiedere formalmente alla Capitaneria stessa l’indicazione degli estremi della norma statale, regionale o dell’ordinanza/regolamento locale su cui si fonda tale prescrizione procedurale.