Richiesta di accesso civico generalizzato

E’ pervenuta al protocollo del Comune una richiesta di accesso civico generalizzato ex art. 5, co. 2, D.Lgs. 33/2013 – da parte di una società, per accedere all’ elenco dei titolari di autorizzazione per il servizio di noleggio con conducente (NCC) è legittima tale richiesta?
Si resta in attesa di cortese riscontro.

Richiesta di Accesso Civico Generalizzato

CONTENUTO

L’accesso civico generalizzato rappresenta un importante strumento di trasparenza e partecipazione dei cittadini nella vita pubblica. Introdotto dall’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo n. 97 del 2016, questo diritto consente a chiunque di richiedere dati, documenti e informazioni detenuti da un’amministrazione pubblica, superando i limiti delle informazioni di pubblicazione obbligatoria. Questo strumento si ispira al Freedom of Information Act (FOIA) anglosassone, mirato a garantire un accesso più ampio e diretto alle informazioni pubbliche.

La richiesta di accesso civico generalizzato può essere presentata utilizzando moduli specifici, come il “Modulo di richiesta accesso civico generalizzato”. Ogni ente pubblico è tenuto a dotarsi di regolamenti interni che disciplinano i criteri, i limiti e le modalità di accesso, come stabilito dagli articoli 5 e 5-bis del Decreto Trasparenza. Ad esempio, l’ACI ha adottato una Delibera del Consiglio Generale del 27 luglio 2021 per definire tali procedure.

È fondamentale indirizzare la richiesta alla struttura competente dell’ente e rispettare le modalità previste. Inoltre, l’ente ha l’obbligo di tenere un registro degli accessi, annotando oggetto della richiesta, date di presentazione e decisione, come indicato nelle linee guida dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione).

CONCLUSIONI

L’accesso civico generalizzato rappresenta un passo significativo verso una maggiore trasparenza nella pubblica amministrazione, consentendo ai cittadini di esercitare un controllo attivo sulle attività delle istituzioni. È essenziale che i dipendenti pubblici e i concorsisti comprendano l’importanza di questo strumento e le modalità di attuazione, per garantire un servizio pubblico più aperto e responsabile.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici, la conoscenza delle procedure di accesso civico generalizzato è cruciale, poiché possono essere coinvolti nella gestione delle richieste. È fondamentale garantire che le informazioni siano fornite in modo tempestivo e conforme alle normative vigenti. Per i concorsisti, la familiarità con questo diritto può rappresentare un valore aggiunto nelle prove di selezione, evidenziando la loro preparazione su temi di trasparenza e responsabilità pubblica.

PAROLE CHIAVE

Accesso civico generalizzato, trasparenza, diritto di accesso, pubblica amministrazione, FOIA, ANAC, Decreto Trasparenza.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Decreto Legislativo n. 33/2013
  • Decreto Legislativo n. 97/2016
  • Delibera Consiglio Generale ACI 27/07/2021
  • Delibera ANAC sul registro degli accessi.

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In linea generale, la richiesta è ritenuta legittima, ma la sua esecuzione richiede alcuni passaggi procedurali e accorgimenti fondamentali per non incorrere in violazioni della privacy.

Ecco i punti chiave per gestire correttamente la pratica:

1. Il principio della Trasparenza

Secondo l’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 33/2013, chiunque ha diritto di accedere a dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria. Le autorizzazioni NCC riguardano l’esercizio di un servizio pubblico non di linea: conoscere chi è autorizzato dal Comune a svolgere tale funzione rientra nel legittimo controllo dei cittadini (e delle imprese) sul corretto esercizio delle funzioni istituzionali.

2. Il coinvolgimento dei Controinteressati

Questa è la fase più critica. Poiché l’elenco contiene nomi di persone fisiche o ditte individuali, i titolari delle licenze sono considerati controinteressati (art. 5, comma 5).

  • Il Comune deve comunicare l’istanza a tutti i titolari delle autorizzazioni presenti nell’elenco.
  • I controinteressati hanno 10 giorni per presentare una motivata opposizione.
  • L’amministrazione deve valutare se il pregiudizio alla riservatezza lamentato dai titolari prevale o meno sull’interesse alla trasparenza.

3. Limiti e “Data Minimization”

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali si è espresso più volte su casi simili (es. Provvedimento n. 154/2017). L’orientamento prevalente suggerisce che:

  • Sì alla diffusione di: Nome, cognome (o ragione sociale), numero dell’autorizzazione e data di rilascio/scadenza. Questi sono dati strettamente legati all’esercizio dell’attività professionale autorizzata.
  • No alla diffusione di: Indirizzi di residenza privata, numeri di telefono personali, codici fiscali o altri dati sensibili. Questi vanno oscurati (omessi) prima della consegna del documento.

4. La finalità della richiesta

A differenza dell’accesso documentale (Legge 241/90), l’accesso civico generalizzato non richiede una motivazione. Tuttavia, se emerge chiaramente che la società richiedente vuole i dati per fini di marketing o “sciacallaggio” commerciale, il Comune può bilanciare questo aspetto, ricordando che i dati ottenuti tramite FOIA sono riutilizzabili solo nei termini previsti dalla normativa vigente sulla protezione dei dati.

In sintesi: cosa deve fare il Comune?

  1. Verificare se l’elenco è già pubblico (es. sull’Albo Pretorio o sezione Trasparenza). Se sì, basta indicare il link.
  2. Notificare la richiesta ai titolari delle autorizzazioni (controinteressati).
  3. Attendere 10 giorni per eventuali opposizioni.
  4. Rilasciare l’elenco, avendo cura di trasmettere solo i dati necessari (nome, numero licenza) e oscurando quelli privati (residenza, CF).