Richiesta di Parere sulla Verifica a Campione di una CILA – Trasparenza e Regolarità del Procedimento

Egregio Dott. Chiarelli,

sono un geometra libero professionista operante nella provincia di Bergamo.

Le scrivo per sottoporle un quesito di carattere tecnico-amministrativo relativo a una verifica a campione su una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) da me presentata al Comune di Bergamo.

Contesto della questione

  • In data 11/03/2025, ho presentato una CILA per dei clienti

  • Il giorno successivo (nemmeno il tempo di ricevere il protocollo), ho ricevuto una comunicazione ufficiale dal Comune che informava che la mia pratica era stata sorteggiata per un controllo a campione, ai sensi della delibera di Giunta Comunale n. 72 del 27/02/2020.

  • Tuttavia, nella comunicazione non sono specificate le modalità del sorteggio, il metodo di selezione delle pratiche edilizie né i criteri applicati per garantire la trasparenza del procedimento.

Motivi della richiesta del Sui parere

  • Questa è la prima pratica che presento come libero professionista presso il Comune di Bergamo, ente presso il quale ho prestato servizio fino al 07/07/2024 come istruttore tecnico.
  • Trovo curioso che la mia prima pratica sia stata immediatamente sorteggiata (nemmeno 24 ore l’averla inviata e senza nemmeno avere il tempo di ricevere il numero di protocollo) e, prima di trarre conclusioni, vorrei comprendere se il procedimento di estrazione rispetti i principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.
  • Ho chiesto subito e formalmente al Comune di visionare gli atti relativi al sorteggio (verbali, elenchi delle pratiche selezionate, metodo utilizzato), ma vorrei un suo parere tecnico-giuridico sulla legittimità e sulla correttezza di questa procedura.

Domande per cui chiedo un suo parere

  1. Quali sono le modalità di sorteggio delle istanze edilizie da sottoporre a controllo? Si tratta di un procedimento formale o meno?

  2. Quali sono i requisiti che deve rispettare un controllo a campione affinché sia ritenuto trasparente e legittimo?

  3. Un’amministrazione comunale è obbligata a fornire documentazione dettagliata sulle modalità di estrazione delle pratiche soggette a verifica?

  4. Nel caso in cui emergano opacità o mancanza di documentazione, quali strumenti sono a disposizione per contestare l’eventuale irregolarità del procedimento?

  5. È possibile configurare un uso discrezionale del sorteggio per finalità diverse da quelle previste dalla normativa?

Sono consapevole che i controlli a campione rientrano tra le attività ordinarie della pubblica amministrazione, ma vorrei accertarmi che il procedimento sia stato eseguito in modo regolare e conforme alla normativa vigente.

Le sarei estremamente grato se potesse darmi un suo parere su questa vicenda, anche con un breve riscontro.

La ringrazio per il tempo e l’attenzione e resto a disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordiali saluti

omniarobot
Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:

Per rispondere alle tue domande, è importante partire da una premessa generale sul diritto amministrativo, che regola le modalità con cui le pubbliche amministrazioni devono esercitare le loro funzioni, inclusi i controlli a campione su atti e procedimenti come la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata).

  1. Modalità di sorteggio delle istanze edilizie da sottoporre a controllo: Il sorteggio deve essere effettuato seguendo criteri di trasparenza e imparzialità, come previsto dalla normativa generale sull’azione amministrativa. Sebbene non esista una normativa unica e specifica che regoli il sorteggio per ogni tipo di controllo, le delibere comunali o le disposizioni interne devono stabilire procedure chiare e trasparenti, accessibili al pubblico.

  2. Requisiti per un controllo a campione trasparente e legittimo: Un controllo a campione deve rispettare i principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento. Ciò significa che i criteri di selezione devono essere predefiniti e noti, il processo di sorteggio deve essere verificabile e le ragioni della selezione devono essere documentate.

  3. Obbligo di fornire documentazione sulle modalità di estrazione: L’amministrazione comunale dovrebbe fornire, su richiesta, documentazione che attesti la correttezza del procedimento di sorteggio, inclusi i criteri utilizzati e il processo seguito, in linea con i principi di trasparenza e accesso agli atti amministrativi.

  4. Strumenti per contestare irregolarità: In caso di opacità o mancanza di documentazione, è possibile presentare un ricorso amministrativo interno al Comune o, in alternativa, un ricorso al TAR competente per territorio. Inoltre, è possibile richiedere l’accesso agli atti per ottenere maggiori informazioni sul procedimento di sorteggio.

  5. Uso discrezionale del sorteggio: L’uso del sorteggio deve essere strettamente legato agli obiettivi di trasparenza e imparzialità. Un uso discrezionale che si discosti da questi principi potrebbe essere considerato illegittimo e, pertanto, impugnabile davanti alle autorità giudiziarie competenti.

In conclusione, è fondamentale che il procedimento di sorteggio adottato dal Comune rispetti i principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento, e che sia adeguatamente documentato. In caso di dubbi sulla legittimità del procedimento, è consigliabile esercitare i diritti di accesso agli atti e, se necessario, valutare azioni legali per tutelare i propri interessi.

Nota: Le risposte fornite sono generate automaticamente e non sostituiscono il parere legale di un professionista - puoi chiedere / aspettare la risposta di un esperto umano qui nel forum o contiunare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/ . Per un feedback sulla qualità della risposta o per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it

Bibliografia:

  • Testo Unico dell’edilizia, D.P.R. 380/2001, per le disposizioni generali relative alle CILA: D.P.R. 380/2001
  • Legge 241/1990 sulla trasparenza e procedimento amministrativo: Legge 241/1990