Gentile dott.ssa Anzani,
riprendo il suo post per porle un quesito in materia di incompatibilità nel pubblico impiego.
Un dipendente pubblico a tempo pieno, previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza, può svolgere un’attività occasionale come rider (ad esempio per piattaforme di food delivery), nell’ambito di contratti di prestazione d’opera occasionale?
In particolare, mi interesserebbe capire:
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se tale attività possa rientrare tra le prestazioni occasionali consentite per un dipendente pubblico;
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quale sia il tetto massimo di compenso annuo applicabile in questi casi (ad es. 5.000 euro complessivi, 2.500 euro per singolo committente, o altri limiti);
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quali siano i riferimenti normativi e/o eventuali orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sul punto;
Grazie mille